Cattolica: Il Museo come manifesto civico di una comunità

Due giornate “work in progress” nate dall’idea di Marialuisa Stoppioni. Sabato con “Avrei da dire” e domenica con “Museo dell’Antropocene: idee vecchie e nuove per abitare la Terra”

CATTOLICA (RN) – ““No” è la parola più selvaggia che possiamo affidare al linguaggio”. “Da questa frase di Emily Dickinson avevamo cominciato e dai molti No dell’oggi volevamo partire per le nostre giornate, ma il no doveva essere costruttivo e propositivo, e allora abbiamo scelto un altro titolo da cui iniziare: Avrei da dire. Il Museo come manifesto civico di una comunità, per lasciare a ciascuno dei partecipanti la libertà di portare il proprio pensiero, contro o a favore, per eliminare e per creare, come “da artista”, forse”. È questo il senso all’origine delle giornate, 1 e 2 dicembre prossimi, organizzate dal Museo della Regina di Cattolica, ciascuna delle quali con caratteri specifici e distinti e tuttavia comuni: il desiderio di aprire una riflessione sul ruolo e sull’azione che gli Istituti Culturali sono chiamati a svolgere nel territorio di riferimento, in particolare i Musei e ancor più specificamente i piccoli Musei, cui si continua ad attribuire un ruolo che pare aprirsi e concludersi in quelli della custodia e della conservazione dei beni in essi depositati.

La progettazione e l’ideazione delle due giornate è della responsabile del Museo, Marialuisa Stoppioni, coadiuvata dallo “Staff”, un gruppo di giovani laureati che gravita con competenza intorno alla struttura: Laura Ceccolini, Lucia Cesarini, Gemma Felici, Georgia Galanti, Michele Vescio, Elsa Zannoli. Seppur ancora provvisorio, in quanto vero e proprio work-in-progress, le due giornate sono ormai così delineate:

Sabato 1 dicembre: “Avrei da dire”: conversazione-dibattito “lanciata” da Vincenzo Cecchini e Vittorio D’Augusta; con alcuni artisti (pittori, scultori, attori, poeti, ecc.) invitati per partecipare alla discussione e anzi sollecitarla essi stessi; ad aprire la giornata, letture da I.A.Brodskij.
Tra i presenti, una rappresentanza di Italia Nostra di Venezia, guidata dalla Presidente Lidia Fersuoch, che porterà l’impegno dell’associazione per la laguna di Venezia e per la città; hanno inoltre aderito e prenderanno parte al dibattito alcuni archeologi, tra cui Luigi Malnati, che porranno il problema dello smantellamento di fatto di alcune soprintendenze archeologiche e della conseguente riduzione del controllo sul territorio.

Domenica 2 dicembre: “Museo dell’Antropocene: idee vecchie e nuove per abitare la Terra”: letture e discussione a due voci con la prof.ssa Carla Benedetti e lo scrittore Tiziano Scarpa: la letteratura come denuncia di fronte ai rischi di estinzione della specie e il progressivo inarrestabile degrado che coinvolge ogni sfera vitale, compresa quella naturale e terrestre.
Carla Benedetti porterà un contributo più discorsivo, mentre quello di Tiziano Scarpa avrà natura più performativa e sarà intitolato “I versi delle bestie”: verrà proiettato un documentario della regista lettone Laula Pakalnina dal titolo “Dreamland” e saranno recitate alcune poesie dedicate agli animali da vari poeti e poetesse del Novecento.
Ad introdurre i lavori, una lettura di Silvio Castiglioni da W.G.Sebald (Le Alpi nel mare) e da uno degli scritti civili di P.P.Pasolini, con cui si chiuderanno i lavori.

Per tutta la durata della manifestazione, presso la Galleria Santa Croce di fianco al Museo, sarà esposto l’ autoritratto n.1 di Mattia Moreni, che fornirà lo spunto di partenza con il suo sguardo irriverente e derisorio che non risparmia neppure se stesso.
Lo staff del Museo ha inoltre intrecciato un’azione con i ragazzi delle V elementari di Cattolica che prenderà avvio da storie di no, per esplorare insieme ai bambini il senso dei no… Incontrando alcuni grandi del passato attraverso un percorso narrativo si è cercato di individuare la storia da aiutare, per dare a ciascun ragazzo lo spazio per esprimere il proprio sì. Gli elaborati prodotti in classe comporranno uno o più manifesti che saranno esposti in città.

Spiegano dal Museo: “Avvertiamo la necessità, o forse “l’assoluta” necessità, in questi strani tempi, che gli Istituti Culturali prendano posizione, civile e morale, sulle questioni dell’oggi, piccole o grandi che siano, e che a tal fine cerchino interlocutori e motori tra quanti esercitano nei diversi campi dell’arte e della cultura forme di profonda autonomia e libertà. Quello di Cattolica è un Museo piccolo, è composto di due sezioni (archeologica e di marineria adriatica tradizionale), è ancora abbastanza giovane (è nato nel 2000), ma sin dal suo impianto e dalla sua iniziale impostazione, si è cercato di renderlo testimone di una idea di cultura in quanto “servizio essenziale”. Per questo, sono stati fino ad oggi mantenuti completamente gratuiti l’ingresso e gran parte dei servizi, si è cercato di accogliere le istanze provenienti dalla città e di affermare il principio che la ricerca, che è alla base di qualsiasi attività museale, colloca questi Istituti in un processo critico di giudizio e di azione, che si riflette sulla vita delle comunità di appartenenza non solo grazie ai momenti pedagogico/educativi che scaturiscono dai quotidiani rapporti con le scuole, ma in forma altrettanto efficace sulle fasce adulte della popolazione, cui viene messo a disposizione lo spazio museale per ascoltare, collaborare, informarsi e informare, per studiare”.

Per ulteriori informazioni:

Museo della Regina, Via Pascoli 21, Cattolica
Tel. 0541-966577
e-mail: museo@cattolica.net
FB: www.facebook.com/museodellaregina