Case popolari, 32esima graduatoria: i primi 157 assegnatari sono italiani

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municipio-ferraraIl sindaco Fabbri: “Risultato rivoluzionario. Ristabilita equità sociale tra italiani e immigrati”

FERRARA – “Grazie al nuovo regolamento abbiamo raggiunto un risultato rivoluzionario: le prime 157 posizioni della graduatoria di assegnazione delle case popolari sono occupate da famiglie italiane in situazioni di necessità. Grazie all’introduzione della residenzialità storica abbiamo ristabilito una equità sociale che era stata cancellata dai finti buonismi delle amministrazioni Pd e abbiamo garantito il diritto alla casa alle famiglie che da più tempo risiedono nel nostro Comune che erano da anni penalizzate”, così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri commenta i dati della nuova graduatoria di assegnazione delle case popolari del Comune di Ferrara.

E’ stata definita oggi (4-1-2021), infatti, la nuova graduatoria per l’assegnazione degli alloggi popolari: si tratta della 32esima graduatoria di assegnazione per il Comune di Ferrara, la prima formulata in base ai criteri di assegnazione aggiornati dal nuovo Regolamento, elaborato dalla Giunta Fabbri, che ha valorizzato la residenzialità storica dei richiedenti e aperto l’accesso agli alloggi Acer a nuove categorie di assegnatari.

Le domande raccolte sono 746 e, nella graduatoria, le prime 157 posizioni sono occupate da famiglie italiane (compresi nuclei stranieri che hanno acquisito la cittadinanza). In particolare, ad oggi, 259 sono le domande accolte in via definitiva, 473 quelle ammesse con riserva e 14 le escluse.

“Il criterio della residenzialità storica valorizza chi da più tempo abita nella nostra città, italiano o immigrato che sia, e chi lavora e vive Ferrara contribuendo alla sua crescita e al suo sviluppo – prosegue il sindaco – assegnando un punteggio per ogni anno di vita a Ferrara. Oltre a questo abbiamo valorizzato le giovani coppie e i nuclei monogenitoriali, compresi quelli separati con figli, andando incontro a quelle che sono le nuove e reali necessità della popolazione. Abbiamo messo in piedi una rivoluzione dolce che porta con se un significato importante: la casa popolare non deve più essere considerata un servizio dedicato quasi esclusivamente alle famiglie immigrate, ma un servizio a disposizione di tutti, utile alle famiglie come momento di passaggio che sostiene le famiglie nella ricerca di una autonomia economica futura”.

Il richiedente più giovane è classe 2001 il più anziano classe 1936; sono 21 le giovani coppie che hanno fatto richiesta di cui 5 hanno chiesto l’assegnazione in alloggi dislocati nelle frazione; sono 119 i nuclei monogenitoriali inseriti in graduatoria mentre 13 sono le domande arrivate da genitori separati con affido congiunto. Rispetto alla 31 esima graduatoria (per la quale le domande complessive erano 863) le domande presentate da nuclei italiani è salita dal 51% al 58%.

“Abbiamo assistito ad una straordinaria partecipazione al bando, nonostante le restrizioni e questo dimostra che l’approccio digitale voluto dalla Giunta sia in linea con i tempi ma soprattutto comprova come la casa popolare sia un valore su cui si deve assolutamente investire poiché si tratta di un beneficio in grado di sostenere le nostre famiglie nei momenti di grande difficoltà. Ringrazio Acer per l’importante lavoro svolto e la disponibilità e le organizzazioni sindacali degli inquilini che hanno aiutato l’Amministrazione nella attività di raccolta delle domande fungendo da punti qualificati di consulenza e supporto alla compilazione”, spiega l’assessore alle Politiche Abitative del Comune di Ferrara, Cristina Coletti.

“L’Amministrazione ha cercato di accogliere quante più domande possibile, investendo sull’edilizia residenziale pubblica anche risorse del proprio di bilancio (circa 320.000,00 euro tra il 2019 ed il 2020) per recuperare alloggi vuoti – spiega ancora la Coletti –. A questa graduatoria, infatti, saranno destinati 100 alloggi alcuni recuperati con le risorse del piano straordinario regionale e altri utilizzando i proventi derivanti dal riscatto delle Aree Peep messi a disposizione dal Comune”.

E prosegue: “Con le associazioni sindacali di recente si è condiviso un protocollo di intesa che porta le politiche abitative in primo piano soprattutto in un momento di crisi economico-sociale come questo e rimane aperta la possibilità per chi non ha presentato la domanda entro il 15 ottobre di farlo in ogni momento accedendo sul portale dell’amministrazione. La 32esima graduatoria approvata oggi 4 gennaio 2021, è provvisoria: si arriverà alla graduatoria definitiva decorso il termine di 30 giorni.

Alcune domane di assegnazione, sono state escluse perché mancanti dei requisiti stabiliti dalla normativa regionale; altre invece sono state ammesse con riserva perché non era presente agli atti di istruttoria tutta la documentazione necessaria a confermare i punteggi attribuiti. Se non si riesce a produrre la documentazione mancante entro i 30 giorni che separano la graduatoria provvisoria da quella definitiva, la domanda sarà inserita con riserva anche in quest’ultima ma sarà possibile sciogliere la riserva sino alla chiamata per l’assegnazione; la riserva infatti non impedisce la chiamata per l’assegnazione, ma l’interessato dovrà produrre la documentazione mancante prima dell’adozione del provvedimento di assegnazione della casa

Per sciogliere la riserva è sufficiente produrre la documentazione mancante; questa potrà essere prodotta ad ACER mediante consegna diretta dei documenti (previo appuntamento da concordare allo 0532/230311) o mediante inoltro via Pec (affarigenerali@acerferrara.legalmail.it) via email (info.assegnazioni@acerferrara.it) via fax (0532/ 207854) o via posta ordinaria (ACER Ferrara, C.so Vittorio Veneto 7 44121 Ferrara).