Bologna e il Giro d’Italia, una festa di sport e di cultura

Da lunedì 6 maggio le iniziative in occasione della partenza più attesa d’Italia

BOLOGNA – Bologna accoglie la Grande Partenza del Giro d’Italia con una serie di iniziative culturali che raccontano l’emozione della gara ciclistica più amata nel nostro Paese, i suoi campioni e i suoi miti anche attraverso le voci di autori, le visioni di cineasti, di intellettuali e giornalisti sportivi.

Si parte lunedì 6 maggio alle 20 al Cinema Lumière, in Piazzetta Pasolini, con Ciack si giro, l’omaggio di Fondazione Cineteca che per festeggiare la partenza del Giro d’Italia a Bologna dopo un quarto di secolo, propone un’ indimenticabile corsa a tappe nella storia del cinema. Si comincia dalle origini, dai fratelli Lumière, che il 12 luglio 1896 riprendono la partenza della corsa Lione-Ginevra. Un film “dal vero” del 1909 ci riporta al primo Giro d’Italia, mentre le immagini di una gara di velocino ci fanno scoprire questo originale velocipede inventato dal bolognese Ernesto Pettazzoni nel 1928. Anche Totò, corridore al giro per amore, fa tappa a Bologna, sulle Due Torri! E se Louis Malle e Claude Lelouch documentano il Tour de France, Pasolini è ospite di Sergio Zavoli in una puntata del mitico Processo alla tappa.
Tutte le proiezioni sono gratuite, in programma si susseguiranno Départ de cyclistes (Francia/1896) di Louis Lumière (1’), Primo giro ciclistico d’Italia (Italia/1909, 8’), [Velocino (biciclette a Bologna)] (Italia/1928 ca., 9’) Totò al Giro d’Italia (Italia/1948) di Mario Mattoli (frammento, 1’), Vive le Tour (Francia/1962) di Louis Malle (20’)… pour un maillot jaune (Francia/1965) di Claude Lelouch (25’) Il processo alla tappa (Italia/1969, puntata con Sergio Zavoli. Pier Paolo Pasolini e Vittorio Adorni).

Mercoledì 8 maggio alle 17.30 nella Sala dello Stabat Mater della Biblioteca dell’Archiginnasio, in piazza Galvani 1, si svolge “Aspettando la cronoscalata di San Luca, tutto quello che c’è da sapere sul Giro d’Italia” con la presentazione del libro di Luca Marianantoni 110 anni in rosa. Storie, imprese e statistiche del Giro d’Italia dalla prima edizione a oggi con prefazione di Francesco Moser.
Ne parlano insieme all’autore: il giornalista Marino Bartoletti, il direttore delle Politiche sociali Coop Alleanza 3.0 Dino Bomben, il presidente APT Servizi Regione Emilia Romagna Davide Cassani, l’assessore al turismo, cultura e sport del Comune di Bologna Matteo Lepore.

Dalla prima edizione del 1909 a oggi: storie, immagini, campioni, imprese e numeri. Per rivivere le emozioni di ogni singola tappa e soddisfare qualsiasi curiosità grazie al più ampio apparato di statistiche mai pubblicato.

Il libro: la storia del Giro d’Italia è la storia di un rito che dal 1909 appartiene alla nostra cultura. Rievocare le 101 edizioni della corsa rosa svolte in 110 anni significa quindi raccontare un secolo abbondante della nostra vita e della nostra società. Gli ingredienti del suo inesauribile successo sono soprattutto due: i corridori, con il loro titanico sforzo atletico, e il pubblico, cornice indispensabile per trasformare l’evento sportivo in qualcosa d’immortale. Luca Marianantoni unisce in questo volume le sue passioni, le statistiche e il ciclismo, confezionando un racconto trascinante che, anno per anno, ci fa rivivere le imprese leggendarie dei campioni più amati, affiancate dai risultati di ogni singola tappa. Un’opera completa ed esaustiva, che analizza le 1970 tappe disputate fino al 2018, facendoci conoscere i 64 primi classificati assoluti, le 274 maglie rosa, i 677 vincitori di tappa, i 160 corridori saliti sul podio, i dominatori del Gran Premio della montagna e della Classifica a punti, e le tante curiosità legate a una corsa che, come ci racconta Francesco Moser nella prefazione, “ha una lunga storia ed è un po’ di tutti”.
L’autore: Luca Marianantoni (Firenze, 30 aprile 1967) scrive di sport da ventidue anni, principalmente di tennis e di statistiche. Ha iniziato giovanissimo (nel 1989) occupandosi di numeri a fianco del grande Rino Tommasi. Ha collaborato con la Treccani per l’Enciclopedia dello Sport, l’Ansa, il Messaggero e la Panini per la collana Storia dei Mondiali di calcio (Panini-RCS, 2006). Al tennis ha dedicato una vita intera – è stato inviato in 58 tornei del Grande Slam – e il libro ATP Story (Effepi Libri, 2014). Ha scritto l’Almanacco dello sport (Absolutely Free, 2014), collaborato con Stefano Semeraro al libro Il codice Federer (Pendragon, 2018) e con Gianni Clerici nella stesura degli apparati statistici di 500 anni di tennis (Mondadori, 2013). Per Rizzoli ha curato i DVD I grandi del tennis (2009), la collana di libri I grandi del tennis ai raggi X (2014), le monografie Roger Federer (2012), Rafael Nadal (2013) e i due volumi La storia infinita Federer vs Nadal (2017).

Infine giovedì 9 maggio alle 18 nella Sala Tassinari di Palazzo d’Accursio si svolgerà la presentazione del libro “Fausto Coppi. La grandezza del mito”.
Interverranno: l’assessore al turismo, cultura e sport del Comune di Bologna Matteo Lepore con Luciano Boccaccini, curatore del libro e Roberto Mugavero direttore Minerva Edizioni. Modera Fernando Pellerano.

Il volume di 400 pagine, con oltre 350 fotografie, in gran parte inedite, di Walter Breveglieri, colleziona contributi di Marina e Fausto Coppi e testi di grandi giornalisti sportivi italiani come Orio Vergani, Giulio Crosti, Ruggero Radice “Raro”, Luca Liguori, Gian Paolo Ormezzano, Claudio Gregori, Gianfranco Civolani, Paolo Francia, Sergio Neri, Italo Cucci, Claudio Ferretti, Gianni Mura, Salvatore Giannella, Marino Bartoletti.

Per celebrare i cent’anni di Fausto Coppi la casa editrice Minerva ha inoltre inaugurato lo scorso 16 aprile la mostra fotografica che porta lo stesso titolo del libro e che raccoglie gli scatti del fotografo bolognese Walter Breveglieri. L’esposizione che si potrà visitare fino a domenica 12 maggio nella Sala Farnese di Palazzo d’Accursio fa rivivere al pubblico i momenti più belli e significativi della vita del Campionissimo come mai erano stati visti prima. I primi successi del 1946, il dolore per la perdita del fratello Serse, le gloriose vittorie, le amare sconfitte, e i momenti di vita tra amici e famiglia.
A rendere ancora più unico questo allestimento, una galleria di scatti dedicati al ciclismo a Bologna tra il 1945 e il 1960 con scene di vita quotidiana che immortalano uomini, donne sportivi e lavoranti su due ruote tra le vie della città.