Arte in città – Le opere di Shozo Shimamoto e Yasuo Sumi fanno il pieno alla Galleria del Ridotto (FOTO)

Shozo Shimamoto 1962 Tate Gallery di Londra

La mostra sarà visitabile fino al prossimo 15 marzo

CESENA – Prosegue il viaggio del ‘Gutai di Shozo Shimamoto e Yasuo Sumi’, prima esposizione di respiro internazionale realizzata dal Comune di Cesena e visitabile fino a domenica 15 marzo negli spazi espositivi della galleria d’arte del Ridotto dove è possibile esplorare opere che  indagano la storia del Movimento, attraverso le personalità e i lavori dei due Maestri internazionali che lo hanno composto fin dalle origini.

Grandissimo l’afflusso registrato nel giorno dell’inaugurazione e nei giorni immediatamente successivi: appassionati d’arte, collezionisti e semplici curiosi hanno affollato la Galleria del Ridotto, giungendo non solo dall’Emilia-Romagna ma anche da altre regioni, con presenze significative persino oltre i confini nazionali. I visitatori hanno potuto ammirare la bellezza e la qualità delle opere esposte, esprimendo vivo apprezzamento e grande soddisfazione per l’iniziativa, che si è confermata un importante momento di incontro e valorizzazione culturale.

I lavori visibili partono dal 1954, anno di fondazione del Gruppo Gutai per arrivare fino agli anni 2000, quindi anche dopo che il Movimento si sciolse, 1972, mostrando quanto questa Corrente abbia influenzato tutti coloro che vi presero parte. Una Gruppo internazionale di primo piano che diversi visitatori non conoscevano pur essendo stato fra le massime espressioni artistiche di libertà espresse nel Novecento, anticipando di qualche decennio movimenti come la Performance Art, l’arte Concettuale occidentale e le espressioni artistiche americane.

Nel contesto delle maggiori avanguardie artistiche del Secondo dopoguerra, il Gruppo Gutai nasce in un Giappone distrutto da conflitto. I fermenti che animano in quel periodo il Paese incoraggiano un processo di radicale ripensamento della tradizione pittorica e artistica. L’intento del Movimento è quello di superare le avanguardie artistiche europee e occidentali, mettendo al bando l’uso del pennello e ripudiando la figura. Sperimentano nuove soluzioni linguistiche, concentrandosi sull’atto creativo con l’utilizzo di materiali inusuali trasformandoli in veicoli di espressione artistica, dando così una risposta orientale alla tradizione occidentale con cui, da lontano, stavano iniziando a dialogare e misurarsi.

Reinventano i canoni artistici, mettendo sotto la lente d’ingrandimento l’artista nella sua concretezza, quando esprime la propria libertà di movimento nella gestualità della materia. Tanti sono gli elementi che vengono utilizzati: carta, tela, rete, tessuti, fango e vetro, nessun mezzo è precluso. Anche il corpo umano divenne strumento artistico lasciando le proprie impronte sul colore. Si passa dall’Informale ad esibizioni dal vivo per coinvolgere direttamente lo spettatore e stupirlo. Accanto a Jiro Yoshihara, (il fondatore) e Shozo Shimamoto, (che ideò il nome del Movimento) si unirono successivamente Yasuo Sumi, Kazuo Shiraga, Saburo Murakami, Jozo Ukiatto e molti altri.

Nella mostra, a cura di Mariagrazia Melandri, sono esposte, carte, tele e tele retate, tecniche miste, smalti e opere con inclusioni (Bottle Crash), derivate da performance realizzate in Italia, oltre ad alcuni lavori esposti alla Biennale di Venezia del 1993 e una rara opera del 1980. Il video del 2008, visibile all’interno dell’esposizione, mostra una performance dei Maestri Sumi e Shimamoto avvenuta in Italia, la loro ultima volta nel nostro Paese, e già trasmessa da Sky Arte. Le opere di questi Maestri sono presenti nei maggiori Musei del mondo.

La mostra è visitabile il mercoledì, dalle ore 10:00 alle ore 12:30, il venerdì, dalle ore 15:30 alle ore 18:30, sabato e festivi, dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e dalle ore 15:30 alle ore 18:30. Ingresso libero.