Arrestato dalla municipale di Modena per spaccio e ricettazione

Oltre a droga e denaro contante, l’uomo era in possesso di telefoni cellulari il cui furto era stato regolarmente denunciato. Controlli quotidiani nella zona RNord

MODENA – È stato fermato e arrestato dalla Polizia municipale di Modena per spaccio di stupefacenti e per ricettazione un cittadino nigeriano sorpreso in flagranza di reato nei pressi del complesso RNord, dove sono pressoché quotidiani i controlli da parte delle Forze dell’ordine in genere e della Municipale in particolare.

Nella prima mattinata di sabato 27 ottobre, durante un sopralluogo in zona, gli agenti del Nucleo Problematiche del territorio e quelli del Quartiere 2, che spesso conducono insieme tali operazioni, hanno notato nel parcheggio del complesso la presenza di un individuo conosciuto perché già arrestato per spaccio ad agosto e lo hanno quindi tenuto d’occhio. Dopo pochi istanti è avvenuto l’abboccamento con un potenziale cliente sopraggiunto in bicicletta, alcuni rapidi cenni e lo scambio: a questo punto il presunto spacciatore è stato fermato dagli agenti e accompagnato al Comando di via Galilei dove è stato identificato. Il nigeriano, un 32enne sul territorio italiano nell’ambito del programma di protezione internazionale per cui aveva le procedure in corso, è stato trovato in possesso di cinque dosi di cocaina per complessivi 3 grammi, che cercava di nascondere nella manica del maglione. L’uomo aveva anche 200 euro in banconote da 20 euro e diversi telefoni cellulari: di uno di questi la Municipale, tramite l’app installata, è già potuta risalire al proprietario che ne aveva denunciato il furto e al quale potrà essere restituito. È infatti importante denunciare sempre il furto o lo smarrimento, anche quando si tratta di un telefono cellulare. Proprio grazie alla denuncia di furto che i proprietari avevano presentato, nei confronti dello spacciatore è potuta scattare anche l’accusa di ricettazione che ne aggraverà la posizione, mentre già nei mesi scorsi la Municipale aveva segnalato la condanna già emessa a suo carico alla prefettura della città a cui ha presentato richiesta di protezione internazionale.