RIMINI – E’ stata la nebbia e la scarsa visibilità a far scattare il meccanismo automatico che questa notte ha fatto risuonare il nautofono sul porto di Rimini. Il caratteristico suono del nautofono, udibile anche nell’entroterra, in particolari condizioni, che ai riminesi fa affiorare reminiscenze di un’altra epoca, questa notte è tornato in vita dopo che, nella primavera del 2019 è stato rimesso in funzione. Quasi una musica per i riminesi che lo hanno sentito risuonare, come se anche lui, con “la voce del mare”, volesse fare gli auguri al maestro, proprio nella settimana in cui la città di Rimini, con numerosi eventi, festeggia i suoi 100 anni.
Aldilà della sua concreta utilità, cioè segnalare un pericolo in mare quando le imbarcazioni non erano ancora dotate delle attuali innovazioni tecnologiche di navigazione, il nautofono rappresenta per Rimini un pezzo della sua anima, che negli anni passati ha rischiato di perdere. Ricordiamo infatti che, proprio nell’aprile del 2019, la Consulta del Porto ha deciso di donare alla città questo prezioso suono che identifica, oltre che le tradizioni e la cultura di una città di mare, anche il suo legame forte con Federico Fellini.
Dopo 7 anni di silenzio, ha ricominciato a farsi sentire uno dei simboli dell’identità marinara e cittadina. Una sirena che, forse ieri sera, ha rievocato in qualcuno la medesima domande del nonno smarrito, perso nella nebbia, davanti al cancello di casa: «Ma dov’è che sono? Mi sembra di non stare in nessun posto…».
2 foto dell’inaugurazione del nautofono (20 aprile 2019)
L'Opinionista © since 2008 - Emilia Romagna News 24 supplemento a L'Opinionista Giornale Online
reg. tribunale Pescara n.08/2008 - iscrizione al ROC n°17982 - P.iva 01873660680
Contatti - Archivio news - Privacy - Cookie Policy
SOCIAL: Facebook - X