BOLOGNA – In apertura del consiglio comunale, dopo l’intervento del sindaco Matteo Lepore in ricordo di Federico Enriques, sono intervenute la presidente del consiglio comunale Maria Caterina Manca e la capogruppo del Partito democratico Giorgia De Giacomi per ricordare Otello Dalla Casa.
L’intervento della presidente del consiglio comunale Maria Caterina Manca:
“Nella seduta odierna intendiamo onorare la memoria di Otello Dalla Casa, ultimo partigiano bolognese, recentemente scomparso. Nato nella vicina Medicina nel 1924 e arruolato nel 63° Reggimento Fanteria, Otello Dalla Casa, all’indomani dell’8 settembre 1943, si rifiutò di arruolarsi nelle file della Repubblica di Salò, opponendo un diniego categorico alla dittatura nazi-fascista. Scelta che gli costò la deportazione e la prigionia in Germania fino a luglio 1945. Il suo gesto sopravvive alla sua scomparsa e rimane come esempio di Resistenza silenziosa, sigillato poi istituzionalmente nel 2022 con il conferimento della Medaglia d’Oro al Valor della Repubblica. Tuttavia, il lascito più prezioso di Otello è l’infaticabile opera di trasmissione della memoria, rivolta alle generazioni di studentesse e studenti, affinché avessero consapevolezza della nostra storia europea e della possibile Resistenza alla dittatura. È nostro dovere raccogliere il suo prezioso testimone etico ed esprimere a nome di questo Consiglio il più profondo cordoglio alla famiglia e alla comunità tutta.”
L’intervento della capogruppo del Partito democratico Giorgia De Giacomi:
“Grazie presidente, grazie alla famiglia e all’ANPI che oggi è presente in quest’aula. Sappiamo appunto che è morto Otello Dalla Casa, 101 anni, che ha fatto un lavoro prezioso di dono a tutta la città e ai tanti bolognesi. Come ricordava la presidente è stato internato all’interno di un campo di concentramento per due anni per essersi rifiutato di arruolarsi nelle file della Repubblica di Salò. Una scelta coerente con i valori di libertà e democrazia, che poi, una volta tornato in Italia, ha portato avanti grazie al racconto della sua esperienza e ai tanti progetti sulla memoria storica nelle scuole e con le persone che ha incontrato, una memoria che come diceva la presidente è stata riconosciuta grazie alla medagli al valore della Repubblica. Io credo che purtroppo, siano sempre meno le persone che possono raccontare quanto accaduto in quegli anni e questo è un peccato, le conseguenze se ne vedono già: sempre più persone mettono in discussione il fatto che sia esistito l’olocausto, lo vediamo in paesi un po’ più lontani dove tanta storia viene rivista e riscritta. noi come generazione e forse siamo stati tra le ultime ad avere invece la possibilità di vedere dal vivo le esperienze delle persone per apprendere, imparare e cercare di preservarla. Credo che sia un dovere che tutti noi in quest’aula dovremo continuare a fare proprio per evitare che a prescindere dal fatto che queste persone siano ancora tra noi e che possano trasmetterci un’esperienza diretta, possiamo ricordarle con quella indiretta. Oggi in quest’aula abbiamo ricordato anche Federico Enriques, che grazie all’impegno verso la trasmissione della cultura ha avuto un impatto enorme su tante generazioni e su tante materie, anche scientifiche, anche queste messe in discussione in questo periodo storico, soprattutto dopo il Covid, ma che grazie alla cultura e alle persone che vogliono mettere a disposizione quella cultura, noi possiamo affrontare. Da parte nostra, del gruppo, ma penso di poter parlare per tanti, un abbraccio alle famiglie, che ringraziamo per essere qui, e a tutte le gli amici e le persone che, da persone come Otello Dalla Casa e Federico Enriques, hanno ricevuto in dono insegnamenti. Sono state tante, chi attraverso i libri, chi attraverso le testimonianze. Due vite a servizio degli altri e della trasmissione delle conoscenze alle generazioni future, dono fondamentale che permette alle comunità di crescere ed essere sempre più giuste.”
Al termine degli interventi, l’aula ha osservato un minuto di silenzio.
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