
Prosegue il percorso regionale di bonifica dei siti orfani dell’Emilia-Romagna. Sopralluogo dell’assessora Priolo alle ex Fonderie Riunite di Modena e ai siti ‘Ditta Comer’ e ‘Residenziale due’ di Sassuolo
BOLOGNA – Un grande sito industriale modenese, attivo dagli anni ’30 fino al 1983, dove venivano realizzati pezzi di fonderia, e due aree urbane di Sassuolo, segnate da precedenti attività produttive e da trasformazioni incompiute: luoghi diversi per storia e funzione, accomunati da un lungo periodo di abbandono o di criticità ambientali, recuperati e restituiti a una nuova prospettiva grazie a una serie di interventi di bonifica oggi conclusi.
Si tratta delle ex Fonderie Riunite di Modena e, a Sassuolo, dei siti “Ditta Comer” e “Residenziale Sassuolo due”, tre dei 17 “siti orfani” individuati in Emilia-Romagna e interessati da operazioni di risanamento ambientale. Interventi finanziati, complessivamente, con oltre 32,7 milioni di euro di risorse Pnrr, assegnati alla Regione per interventi di recupero di aree a lungo compromesse.
Alle ex Fonderie Riunite, per decenni luogo della produzione metallurgica di Modena, la bonifica ha riguardato in particolare le aree esterne e i terreni contaminati, che saranno destinati a parco urbano e che si collocano all’interno di un più ampio progetto di rigenerazione urbana. I lavori di bonifica, per un importo complessivo pari a 1,9 milioni di euro, sono terminati.
A Sassuolo, due interventi distinti per contesto e caratteristiche. Il sito “Ditta Comer”, in un’area produttiva a nord dell’abitato, è legato alle attività del comparto ceramico: la bonifica ha interessato il piazzale e le superfici esterne, con interventi di messa in sicurezza e gestione delle acque. Il sito “Residenziale Sassuolo due” si inserisce in una porzione di città oggetto, nel tempo, di una progressiva trasformazione da area industriale a residenziale: la bonifica ha riguardato le ultime criticità ambientali residue, restituendo piena fruibilità agli spazi a servizio delle abitazioni e del verde. Entrambi gli interventi – 97.500 euro per il primo, quasi 488mila euro per il secondo – sono stati completati.
A fare il punto, nell’ambito di un percorso regionale di monitoraggio e verifica dei siti orfani emiliano-romagnoli, l’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo, che ieri ha effettuato un sopralluogo nelle tre aree interessate. Presenti i sindaci di Modena, Massimo Mezzetti, e di Sassuolo, Matteo Mesini.
“Con il piano del Pnrr per i siti orfani, oggi completato al 77%- ha sottolineato l’assessora Priolo– proseguono gli interventi strutturali di messa in sicurezza e recupero di aree che per troppo tempo hanno rappresentato un elemento di criticità per i territori. Grazie al raggiungimento del target Pnrr con quattro mesi di anticipo, la Regione è riuscita a sbloccare i fondi. Non si tratta solo di bonifiche ambientali, ma di una scelta precisa: restituire questi spazi alle comunità, creando le condizioni per nuove funzioni e nuove opportunità. A Modena- ha proseguito l’assessora- l’intervento alle ex Fonderie Riunite apre la strada a un importante progetto di rigenerazione urbana. A Sassuolo, gli interventi riguardano invece il tessuto urbano e residenziale, migliorando in modo concreto la qualità ambientale e la sicurezza degli spazi in cui vivono le persone. È questo- ha concluso Priolo- il senso del lavoro che stiamo portando avanti: intervenire su situazioni diverse con strumenti mirati, ma con un unico obiettivo, e cioè contribuire a migliorare la sicurezza ambientale e la qualità della vita delle persone, accompagnando il recupero e il riuso di queste aree”.
Siti orfani in Emilia-Romagna
Ex officine, fonderie, fabbriche di vernici e di prodotti chimici, ceramiche, depositi di ordigni bellici: attività produttive che, una volta dismesse, hanno lasciato sul territorio aree contaminate a causa dei residui e degli scarti delle lavorazioni. In Emilia-Romagna, per 17 di queste realtà – i cosiddetti ‘siti orfani’, così definiti perché il responsabile dell’inquinamento non è individuabile, non è più presente o non adempie agli obblighi previsti dalla normativa – sono in corso, o già conclusi, interventi di bonifica che consentono di risanare i terreni, ridurre l’impatto ambientale e favorire il recupero e il riuso delle aree.
Sono 15 le amministrazioni comunali coinvolte: Piacenza, Reggio Emilia, Casalgrande e Albinea (Re), Modena, Sassuolo, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Campogalliano e Spilamberto (Mo), Budrio (Bo), Ferrara, Bondeno e Terre del Reno (Fe), San Giovanni in Marignano (Rn).









