Al MIC Faenza una giornata di dialogo sul pedagogo Fernand Deligny

Il 7 giugno una serie di incontri organizzati dal’associazione Comunaria per scoprire l’operato – fuori dagli schemi – di Deligny per i bambini autistici privi di linguaggio

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FAENZA (RA) – Domenica 7 giugno 2026, l’associazione COMUNARIA, insieme al gruppo di studi “I gesti mancanti” e in collaborazione con il MIC Faenza– Museo Internazionale delle Ceramiche, propone una giornata d’incontri, proiezioni e dialoghi dal titolo: “La possibilità di un mondo. Gesti, immagini e mappe dell’arcipelago Deligny”.

La giornata è pensata come un dialogo a più voci intorno al pensiero e all’opera di (1913-1996), educatore e scrittore francese.

Fernand Deligny è poco conosciuto in Italia ma è stato un educatore di riferimento per la pedagogia francese del dopoguerra, ha lavorato per tutta la vita con bambini e ragazzi “difficili” o, come lui preferiva definirli, «ai margini». Alla fine degli anni ’60, Fernand Deligny crea a Monoblet (nella regione delle Cevenne, in Francia) una rete di accoglienza per bambini autistici considerati “incurabili” dalle psichiatria ufficiale dell’epoca. Non crea una clinica, ma una rete di luoghi di vita quotidiana all’aperto. L’obiettivo non era “guarire” o normalizzare il bambino, ma permettere una coesistenza.

All’intersezione di campi come la filosofia, l’educazione, l’arte, il cinema e la letteratura, l’opera inclassificabile di Deligny ci giunge attraverso la testimonianza di Jacques Lin, che ne ha condiviso e continuato il tentativo più straordinario: l’invenzione di circostanze e la costruzione di luoghi di vita con bambini autistici privi di linguaggio.

Saranno le immagini del film Aucun d’eux ne dit mot (Nessuno di loro dice una parola, 2020, 44′) di Jacques Lin, realizzato nella struttura di accoglienza sperimentale da lui fondata dopo la morte di Deligny nel 1996, ad aprire i dialoghi della giornata all’insegna di un racconto al presente.

Il filosofo Emanuele Dattilo tratterà dell’attualità del pensiero di Deligny, verificandone alcune urgenze teoriche e politiche.

Con Claire Doyon, regista e fondatrice di MAIA Autismo – scuola sperimentale per bambini autistici e residenza per giovani adulti a Parigi -, rifletteremo sulle condizioni di esistenza di luoghi di vita che possano ispirarsi ancora, oggi, a quella visione, fuori e dentro i contesti istituzionali.

Nel pomeriggio, insieme alle studiose italiane Lucia Amara e Federica Lucchesini avremo modo di discutere con Sandra Alvarez de Toledo, fondatrice della casa editrice L’Arachnéen, che dal 2007 cura la pubblicazione e riedizione dell’opera vastissima di Deligny; e con Richard Copans, regista, produttore e testimone “oculare” del tentativo delle Cévennes, autore del documentario Monsieur Deligny, vagabond efficace (2019, 95′), che sarà proiettato a conclusione della giornata.

Ingresso libero, su prenotazione al MIC di Faenza: +39 0546 69 73 11,  info@micfaenza.org

Organizzazione: COMUNARIA APS, in collaborazione con MIC Faenza

A cura di Carla Bottiglieri, COMUNARIA APS e gruppo di studio “I gesti mancanti”

Un’iniziativa di COMUNARIA APS e del gruppo di studio “I gesti mancanti”

In collaborazione con il MIC Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

A cura di Carla Bottiglieri

In compagnia di:

Jacques Lin, collaboratore di Fernand Deligny, scrittore e regista

Claire Doyon, fondatrice della scuola sperimentale MAIA Autismo, regista

Sandra Alvarez de Toledo, fondatrice della casa editrice L’Arachnéen

Richard Copans, regista e produttore cinematografico

Introduzione di:

Emanuele Dattilo, filosofo e scrittore

Con la partecipazione di:

Lucia Amara, drammaturga, studiosa di mistica, linguaggio e vocalità

Federica Lucchesini, docente, ricercatrice e redattrice della rivista Gli Asini

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Auditorium

10.00
Introduzione di Emanuele Dattilo

10.30
Proiezione del film “Aucun d’eux ne dit mot” (44′), di Jacques Lin

Sala Bianca

11.30 – 13.00
Dialoghi: Jacques Lin e Claire Doyon

Sala Bianca

15.00 – 16.00
Dialoghi: Sandra Alvarez de Toledo, con Lucia Amara e Federica Lucchesini

Auditorium

16.00 – 17.30
Proiezione del film “Monsieur Deligny, vagabond efficace” (95′), di Richard Copans

17.30 – 18.30
Conversazione con Richard Copans e tutti gli ospiti

Biografie degli ospiti

Jacques Lin

Nell’estate del 1967 a Monoblet, nelle Cévennes, Jacques Lin incontra Fernand Deligny e Janmari, un ragazzino autistico e muto. L’incontro è decisivo: anziché tornare a lavorare in fabbrica, Jacques Lin, allora diciannovenne, sceglie di restare nelle Cévennes per unirsi a Deligny, Janmari e al gruppo di giovani collaboratori coinvolti nella creazione di una rete di luoghi di accoglienza per bambini autistici, senza alcun sostegno istituzionale.

La partecipazione attiva alla vita della rete dura trent’anni; alla morte di Deligny, nel 1996, i servizi sociali del dipartimento del Gard esigono di ufficializzare la presa in carico di Janmari e degli altri residenti, ormai adulti. Insieme alla sua compagna Gisèle Durand, Jacques Lin diventa allora il responsabile di un luogo denominato per l’occasione “Struttura di accoglienza non tradizionale e sperimentale” e installato in una ex manifattura della seta restaurata, nella frazione di Graniers.

La struttura, di cui Jacques e Gisèle sono stati responsabili permanenti per più di vent’anni, continua oggi ad accogliere fino a sei adulti autistici con l’aiuto di alcuni educatori ed educatrici.

Nel 1996, Jacques Lin pubblica La Vie de radeau (“La vita di zattera”) e nel 2020 realizza Aucun d’eux ne dit mot, un film prodotto da Richard Copans e Les Films d’ici.

Sandra Alvarez de Toledo

Danzatrice di formazione, Sandra Alvarez de Toledo si orienta verso il cinema (produzione, regia) e poi verso la storia della fotografia.

Nel 2005 fonda la casa editrice L’Arachnéen. Comincia una ricerca su Fernand Deligny, di cui cura l’edizione delle Œuvres, seguita dalla pubblicazione di diversi altri saggi e monografie.

Nel catalogo degli autori de L’Arachnéen figurano, tra gli altri, Jean-François Chevrier, Catherine Coquio, Anne-Marie Schneider, Chris Marker, Giorgio Agamben, Federico Rossin e Vittorio de Seta (Libro-DVD di Diario di un maestro), François Tosquelles, Yassin al Haj Saleh. L’Arachnéen ha pubblicato nel 2024 gli scritti completi di Chantal Akerman, Œuvre écrite et parlée, sotto la direzione di Cyril Béghin.

Tra il 2012 e il 2025, ha organizzato varie mostra sull’opera di Fernand Deligny:

alla  Biennale di San Paolo (Brasile), al Palais de Tokyo e al Centre Georges Pompidou (Parigi) – le due ultime, con Anaïs Masson e Martín Molina Gola, al Centro regionale d’arte contemporàneo a Sète e al Centro per la Imatge-Virreina, a Barcelona (Spagna).

Richard Copans

Dopo gli studi all’IDHEC (Institut des Hautes Études Cinématographiques) dal 1966 al 1968 nella sezione immagine, Richard Copans diventa assistente operatore di Andreas Winding, Philippe Rousselot, Pierre Lhomme e Yann Le Masson.

Direttore della fotografia per Renaud Victor, Luc Moullet, René Allio, Claire Simon, Robert Kramer e Stan Neumann, Richard Copans fa parte del collettivo Cinélutte dal1973 al 1978.

Fondatore della società di produzione Les Films d’ici con Yves Jeanneau e Les Films du passage con Paulo Branco, ha prodotto più di 200 documentari, in particolare di Amos Gitaï, Robert Kramer, Claire Simon, Hervé Leroux, Christian Rouaud, Leonardo di Costanzo, Stan Neumann, Denis Gheerbrant, Anca Hirte e David Teboul.

Con Arte, dal 2014 al 2016, ha prodotto 67 film per la collana “Architectures” e ne ha diretti una trentina. È autore di 4 lungometraggi per il cinema e di 25 documentari per la televisione.

Claire Doyon

Dopo gli studi di regia alla Fémis e alla Lee Strasberg School, nel 2002 Claire Doyon dirige il suo primo lungometraggio, Les Lionceaux, selezionato alla Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes. Realizza in seguito: Le vent souffle où il veut, Kataï, Les Allées sombres, Arsenic, Chrishna/Ombwiri, film che sono stati presentati in numerosi festival internazionali (Festival del cinema di Locarno, Mostra del Cinema di Venezia, Festival del Cinema di Torino, FID di Marsiglia, tra gli altri).

Con Pénélope, mon amour, film che ripercorre la vita di e con Penelope, sua figlia autistica, Claire Doyon riceve il Premio Renaud Victor al FID di Marsiglia nel 2021.

Nel 2004, a Parigi, Claire Doyon ha fondato MAIA, la Maison pour l’Apprentissage et l’Intégration des enfants avec Autisme, che nel 2025 ha inaugurato una residenza per giovani adulti autistici.

Lucia Amara

Dopo la laurea in Lettere Classiche a Firenze, Lucia Amara ha studiato tra Bologna (DAMS) e Parigi (Paris VII, Dipartimento di Semiologia e EHESS) orientando la sua ricerca su vocalità, performance e alcune forme irregolari dei linguaggi letterari, attraverso l’opera di Antonin Artaud, Fernand Deligny, Michel De Certeau, Louis Wolfson, Jean Starobinski. Accanto all’attività teorica e saggistica e all’esperienza di critica e didatta (Xing a Bologna, Scuola Cònia a Cesena, Istituto Malagola a Ravenna), Lucia Amara ha sviluppato una pratica drammaturgica in dialogo con artisti del teatro e della danza (Chiara Guidi, Romeo Castellucci, Kinkaleri, Cristina Rizzo, Gloria Dorliguzzo). Ha pubblicato Teatro Infantile. L’arte scenica davanti agli occhi di un bambino (con Chiara Guidi, Sossella Editore 2019), Utopie Vocali (Mimesis 2015) e curato l’edizione italiana dei Quaderni di Artaud: Questo corpo è un uomo (Neri Pozza 2025). La sua ricerca attuale, presso il Dipartimento di Storia delle Religioni all’Università La Sapienza di Roma, verte su mistica e linguaggio.

Emanuele Dattilo

Emanuele Dattilo è nato a Roma, dove ha studiato filosofia. Ha scritto Il dio sensibile. Saggio sul panteismo (2021) e La vita che vive (2022) entrambi usciti da Neri Pozza. Per Einaudi ha curato un’antologia dei versi di Patrizia Cavalli: Il mio felice niente (2024) e Album Morante (2025).

Federica Lucchesini

Federica Lucchesini insegna nella scuola secondaria di I grado ed è attiva nel Movimento di Cooperazione Educativa, studiosa di Pedagogia Istituzionale. Fa parte della redazione della rivista Gli Asini, ha collaborato con Lo Straniero e Hamelin. È dottore di ricerca in filologia e in pedagogia.

Cura e organizzazione

“I gesti mancanti” e COMUNARIA APS

“I gesti mancanti” è un gruppo di studio pratico-teorico che si è costituito a Faenza nel 2024, su iniziativa di Carla Bottiglieri, studiosa di pratiche e teorie del gesto.

Il nucleo iniziale comprende studiose e studiosi provenienti da discipline somatiche, artistiche, antropologiche e filosofiche: Arianna Colombo, Arianna Sortino, Lorenzo Panzavolta, Marco Villari, Nicolò Russo, Nina Rovera e Thomas Greil.

Nella primavera 2025, il gruppo ha invitato Emanuele Dattilo a guidare il percorso del laboratorio teorico, a partire un’indagine del senso del pensiero nel gesto.

Dall’autunno 2025, il seminario mensile de “I gesti mancanti”, accresciuto di nuovi partecipanti, è ospitato al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza e al teatro Comandini di Cesena.

Comunaria APS nasce nel 2026 dall’esperienza del gruppo di studio “I gesti mancanti” per organizzare e promuovere iniziative volte alla ricerca e alla condivisone di saperi in ambito estetico, clinico e pedagogi