A Ravenna Jazz 2019 la “Malìa napoletana” di Massimo Ranieri

Il 5 maggio al Teatro Alighieri approda il grande e versatile artista con  il progetto musicale che rivisita in  chiave jazz il repertorio della canzone partenopea

RAVENNA – Domenica 5 maggio 2019, alle ore 21.00, al Teatro Alighieri di Ravenna  si terrà l’evento di punta di tutto il cartellone del festival Ravenna JazzMassimo Ranieri presenterà  infatti il suo progetto musicale “Malìa napoletana”, una rivisitazione  in chiave jazz del repertorio della canzone partenopea. In  concerto insieme  a Ranieri,  alcuni dei più celebri jazzisti nazionali: Enrico Rava (tromba, flicorno), Stefano Di Battista (sax alto e soprano), Rita Marcotulli (pianoforte), Riccardo Fioravanti (contrabbasso) e Stefano Bagnoli (batteria).
In attesa di questa serata di gala, l’immancabile concerto Aperitif pomeridiano si terrà al Cairoli ,alle ore 18.30, ingresso gratuito, con il cantante e chitarrista Paul Venturi e la sua “Solo Blues Experience”.

Ravenna Jazz ,dal 3 al 12 maggio 2019, è organizzato da Jazz Network con la collaborazione degli Assessorati alla Cultura del Comune di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

Malìa

Napoli 1950-1960 è uscito su disco nel 2015. Poi nel 2016 è arrivato anche un secondo volume a sancire il successo della formula: i grandi classici della canzone napoletana rivisitati in chiave jazz, in compagnia di un supergruppo che raccoglie i nomi più prestigiosi del jazz nazionale attorno alla voce di Massimo Ranieri, che per questo progetto si toglie i panni del cantante pop; per l’occasione ha imparato a ‘entrare’ diversamente nelle canzoni.
Il live che ne deriva, “Malìa napoletana”, fa tutt’uno delle due scalette discografiche. Spiccano le canzoni della Napoli by night del secondo dopoguerra, dalle melodie americanizzate di Carosone alla melodrammatica Malafemmina di Totò. Un repertorio che in “Malìa napoletana” acquista l’eleganza conferita dagli assolo strumentali di Enrico Rava e Stefano Di Battista, dalla ritmica frizzante di Rita Marcotulli, Riccardo Fioravanti e Stefano Bagnoli e soprattutto dalla voce espressiva e ricca di sfumature di Ranieri.

Massimo Ranieri, nato a Napoli nel 1951, è uno showman a tutto tondo: attore, cantante, conduttore televisivo. Il cinema e la tv ne hanno consacrato l’immensa fama, ma il suo vero habitat sono il teatro e la canzone: da Rose rosse a Perdere l’amore (con la quale vinse il Festival di Sanremo), la sua è una storia di ininterrotto successo dalla seconda metà degli anni Sessanta a oggi.

Paul Venturi rappresenta una rara e perfetta coincidenza tra suono e stile di vita. Pochi, come lui, possono dire non solo di suonare il blues ma di essere un bluesman in tutto e per tutto. Il chitarrista e cantante emiliano si forma sulla chitarra classica per poi sintonizzarsi sulle melodie fangose del Mississippi e il sound meticcio del folk e il blues afroamericano. Venturi ha assimilato in pieno quel linguaggio, facendolo suo, mischiandone i vari stili e aggiungendo a essi il proprio vissuto. Ha suonato nei principali festival italiani ed europei, arrivando anche nella patria del blues, gli States: tra Clarksdale e Memphis ha pure preso forma il primo dei suoi dischi. Il frequente utilizzo del falsetto, il sensuale vibrare dello slide sulle sei corde e i testi crudi e spontanei rendono Venturi uno dei più originali e bizzarri esponenti del blues in Italia.

Biglietti: intero da 28 a 45 euro, ridotto da 25 a 40.

Informazioni
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