A Modena recuperati bici e portafogli

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Dopo la segnalazione dei residenti, la Polizia locale ha rinvenuto in via Saffi anche un monopattino per bambino. Attivi in città 88 gruppi che coinvolgono 2.500 persone

MODENA – Una bicicletta, un monopattino da bambino e un portafogli sono gli oggetti smarriti recuperati nei giorni scorsi in via Saffi dalla Polizia locale di Modena: l’intervento si è sviluppato grazie alla segnalazione del Gruppo di vicinato attivo nella zona, che ha permesso di avviare l’iter finalizzato alla restituzione degli oggetti. L’azione rappresenta solo un esempio delle buone prassi e delle attività svolte dagli 88 gruppi del Controllo del vicinato attivi sul territorio col coordinamento del Comando di via Galilei.

La segnalazione era nata da alcuni degli oltre 100 componenti del Gruppo di vicinato “Università” che dal 2018 è presente nelle vie Saffi, Allegretti, Guidotti Mistrali, Braghiroli e Mafalda di Savoia. I coordinatori, dopo aver verificato l’informazione proveniente dai residenti, come da linee guida del protocollo condiviso con la Polizia locale, avevano comunicato il rinvenimento all’ispettore di zona, facendo scaturire l’effettivo recupero da parte degli operatori. In particolare, è stato appurato che il portafogli conteneva i documenti di identità e le carte di credito del proprietario e attraverso queste informazioni è stato possibile risalire al cittadino che lo aveva smarrito (come confermato da una denuncia di poche ore prima). La citybike da uomo e il monopattino, invece, sono stati trasferiti nell’Ufficio Oggetti rinvenuti comunale, in attesa di ritiro da parte dei proprietari (per informazioni: 059-2033247 e oggettirinvenuti@comune.modena.it).

Oggi sono circa 2.500 i cittadini modenesi che fanno parte del Controllo di vicinato, una “rete” che non ha risentito dell’emergenza sanitaria visto che nell’ultimo anno si costituiti quattro nuovi gruppi nelle vie Bianchi Ferrari, Schio, Storchi e a Modena est. Gli 88 gruppi complessivamente presenti a Modena rappresentano un esempio attivo di sicurezza integrata e partecipata tra istituzioni e cittadini, svolgendo anche un compito fondamentale in questi mesi di pandemia: quello di contribuire a mantenere i legami della comunità nei quartieri.

Frequenti sono le iniziative di formazione a cui partecipano i referenti dei vari gruppi, con l’obiettivo di condividerne poi i contenuti con i componenti; tra i temi trattati nei mesi scorsi, quelli sulla prevenzione dei reati, sull’utilizzo di Rilfedeur (il sistema di segnalazioni di situazioni di degrado urbano) e sulla mappa del Controllo di vicinato in città. Proprio a questo proposito, il recente avvio del progetto “La prevenzione rende sicuri: azioni integrate per il contrasto di truffe e raggiri ai danni della popolazione anziana”, finanziato dal Fondo unico di Giustizia, ha assegnato un ruolo specifico ai referenti dei gruppi di Cdv, che hanno preso parte ad approfondimenti proprio in qualità di figure di riferimento sul territorio. Gli appuntamenti sono stati dedicati ai temi delle truffe e delle modalità di presentazione delle denunce negli uffici delle forze dell’ordine.