4 e 18 ottobre: “Antropocene. Prospettive umanistiche a confronto”

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Due webinar dell’Università di Parma sull’era geologica in cui viviamo, al centro di un acceso dibattito scientifico

PARMA – L’idea di un’“età dell’essere umano” discussa e problematizzata dagli umanisti. Potrebbe essere questo, in sintesi, il senso dei due webinar Antropocene. Prospettive umanistiche a confronto, promossi dal Corso di Dottorato interdisciplinare in “Scienze filologico-letterarie, storico-filosofiche e artistiche” e dal Gruppo di Lavoro sulle “Environmental Social Humanities” del Dipartimento di Discipline Umanistiche Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma per lunedì 4 e lunedì 18 ottobre.

Il primo incontro, il 4 ottobre alle 14.30 su Teams (https://bit.ly/3k3JSOg), rientrerà anche nel cartellone del “Festival dello sviluppo sostenibile” promosso da Asvis. Le due docenti dell’Università di Parma Gioia Angeletti (Letteratura inglese) e Rita Messori (Estetica del paesaggio e dell’ambiente) introdurranno il ciclo di seminari. A seguire Marco Deriu, docente di Sociologia della comunicazione politica e ambientale all’Università di Parma, dialogherà con Stefania Barca, Zennström Professor in Climate Change Leadership all’Università di Uppsala, e Marco Armiero, dirigente di ricerca all’Istituto di Studi sul Mediterraneo del CNR e direttore dell’Environmental Humanities Laboratory del KTH di Stoccolma. Infine Alessio Malcevschi, docente di Food Sustainability e referente del Festival dello Sviluppo Sostenibile per l’Università di Parma, chiuderà i lavori.

Al secondo incontro, il 18 ottobre alle 9.30 su Teams (https://bit.ly/3EcFKU4) e in aula (K14 del Plesso di via Kennedy), parteciperanno i docenti dell’Università di Parma Davide Papotti (Geografia culturale), Carlo Alberto Gemignani (Geografia), Nicola Catelli (Letteratura italiana), e Cristiano Giorda, docente di Geografia all’Università di Torino.

L’Antropocene è, in primo luogo, uno dei concetti più citati e discussi nel dibattito scientifico contemporaneo. L’idea di definire l’era geologica in cui viviamo come “Età dell’essere umano” è nata come tentativo di accrescere la consapevolezza sulle trasformazioni profonde e di lungo periodo che l’azione umana sta imprimendo sull’intero pianeta. Ma non appena introdotto il concetto è stato anche fortemente discusso e problematizzato, in particolare in ambito umanistico, laddove studiosi e studiose delle più diverse discipline hanno discusso le implicazioni epistemologiche e politiche di un termine che richiamava l’idea di un’umanità indistinta, e hanno messo in luce la necessità di riarticolare da un punto di vista critico non solo le radici e le dinamiche storiche di queste trasformazioni, ma anche il ruolo e le posizioni delle diverse soggettività in gioco (generi, generazioni, nazioni, soggetti e sistemi economici ecc.) in termini di responsabilità, impatti, prospettive politiche ecc.