Piacenza: Adescamento di minori via chat, interviene la sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia Municipale

IMG-20160623-WA0004PIACENZA – Le indagini sono partite dopo la segnalazione della mamma di una quattordicenne, residente nella provincia di Piacenza. Insospettita dallo strano comportamento della figlia – che spegneva sempre più tardi la luce prima di addormentarsi e aveva sempre vicino il telefonino -, una sera la madre della giovane non si limita a dire “dormi che è tardi, spegni che domani c’è scuola”, ma decide di intervenire prendendo il cellulare per leggere i messaggi scambiati in chat dalla ragazzina. Da subito la donna si accorge che chi scrive dall’altra parte è una persona adulta e che le richieste, esplicite e inequivocabili, non sono quelle di un ragazzino di tredici anni, come all’altro capo del telefono l’interlocutore contattato tenta di farle credere.

A questo punto i genitori decidono di rivolgersi alla sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia Municipale per denunciare quanto sta accadendo alla propria figlia, nel frattempo chiusasi a riccio in un mutismo assoluto. Attraverso la lettura dei tabulati telefonici, le indagini, coordinate dalla Procura dei minori di Bologna, hanno riscontrato che il numero utilizzato per chattare con la ragazzina era intestato a un cinquantacinquenne, residente nella provincia di Foggia. Nel frattempo, la ragazzina ha deciso di raccontare tutta la storia, ammettendo di essere iscritta in diverse chat in voga tra i ragazzi e confermando di aver accettato le richieste provenienti da quel contatto di scattarsi foto e di fare riprese video delle parti intime, e di averne ricevute di ulteriori via computer. E aggiungendo che, a fronte di richieste sempre più insistenti, al minimo accenno di rifiuto aveva ricevuto come risposta una serie di insulti e di offese.

Eseguita dal laboratorio Informatica Forense del Nucleo Investigativo della Polizia Municipale di Torino, l’analisi del computer e del telefono ha in seguito registrato ben quattrocentoventicinque messaggi, buona parte dei quali recuperati, nonostante i tentativi di cancellazione. Esperite ulteriori indagini e verifiche, il responsabile è stato individuato e identificato. Si tratta di un ragazzo di ventuno anni, residente nella provincia di Foggia, che utilizzava l’utenza telefonica intestata al convivente della madre. Il giovane è stato denunciato ai sensi dell’articolo 609 undicies c.p. per atti idonei all’adescamento di minori finalizzato a ottenere materiale pedo-pornografico. Le indagini non sono ancora concluse, in quanto è al vaglio la posizione di altri due soggetti che hanno avuto contatti con la minorenne.