‘Museomix 2017’: tre giorni per cambiare il modo di vivere il Museo di Storia Naturale

Dal 10 al 12 novembre professionisti e creativi da tutta Italia negli spazi museali di via De’ Pisis a Ferrara

museomixFERRARA – E’ in programma da venerdì 10 a domenica 12 novembre 2017 la tre giorni di ‘Museomix’ a Ferrara, l’iniziativa chiamata a rinnovare il modo di visitare il Museo civico di Storia Naturale. Creativi e professionisti di vari settori si metteranno volontariamente a disposizione, lavorando durante tutte e tre le giornate negli spazi del museo di via De’ Pisis 24, per progettare e realizzare nuovi strumenti in grado di facilitare la fruizione museale e, infine, presentare, nel pomeriggio di domenica 12 novembre, i loro prototipi al pubblico (che avrà accesso gratuito dalle 16 alle 20.30).

Tutti i dettagli dell’iniziativa sono stati illustrati ieri mattina in conferenza stampa dal vicesindaco Massimo Maisto, dal direttore del Museo di Storia Naturale Stefano Mazzotti, dal coordinatore in loco della tre giorni Marco Caselli, dalla presidente del Gruppo del Tasso Irene Lodi, assieme a Roberto Meschini di Tryeco 2.0 e Giorgio Ferroni, presidente di zona del Lions Club International.

LA SCHEDA a cura degli organizzatori

9 novembre 2017 museomixPer il secondo anno Ferrara accetta la sfida di cambiare l’approccio alle collezioni museali. Museomix torna in città: da venerdì 10 a domenica 12 novembre 2017, dalla mattina alla sera, la makeathon più innovativa d’Europa prende casa al Museo di Storia Naturale, grazie all’entusiasmo dell’Associazione Gruppo del Tasso che ha raccolto ancora una volta la chiamata della community nazionale.

I protagonisti del 2017

«Museomix è molto più di una tre giorni dentro un museo – motiva il vicesindaco Massimo Maisto – è uno strumento con cui si attiva anche il tessuto sociale e produttivo, che viene coinvolto nelle attività del museo, anzi ne diventa protagonista. Il museo e la città si aprono all’innovazione, si mettono a disposizione dei volontari esperti in diversi settori, che grazie a creatività e competenze esplorano sale, collezioni, archivi e depositi, e in poche ore inventano soluzioni alternative per facilitare l’accesso proprio agli spazi e ai contenuti museali».

Museomix è un’iniziativa nata “dal basso”, grazie a chi con passione ha sostenuto il format che ha avuto origine in Francia, adattandolo alla realtà locale, ma senza perdere il dialogo con gli altri paesi partecipi.

«L’amministrazione supporta e facilita la realizzazione dell’evento e si mette in gioco – aggiunge Maisto – perché sfide di questo genere si vincono solo se convincono tutti. Il motto di Museomix che abbiamo fatto nostro è People Make Museums».

Sono davvero le persone a “fare i musei”, dato che MuseoMix è una vera e propria maratona, durante la quale comunicatori, designer, maker, programmatori informatici, esperti delle collezioni e mediatori culturali lavoreranno insieme con l’obiettivo di trasformarlo in un’officina. Si progetteranno e realizzeranno strumenti innovativi di mediazione, al fine di migliorare la fruizione museale e coinvolgere nuovi pubblici. I volontari potranno servirsi di un’area del museo adibita a fablab: stampanti 3D, materiali di riciclo, seghe, martelli, colla e chiodi saranno a fianco di pc, proiettori, sensori e tutte le più moderne tecnologie per dare spessore alle idee più fantasiose dei museomixer, senza tralasciare le professionalità che si metteranno a loro disposizione per suggerimenti e consigli nello sviluppo dei prototipi.

Con crescente partecipazione la community locale è riuscita ad avvicinare all’evento svariate attività produttive. Museomix, infatti, sarà possibile grazie al supporto dell’Associazione Mayr+Verdi – i commercianti di via Carlo Mayr forniranno i pasti all’interno del museo per le cinquanta persone che qui vivranno nei prossimi tre giorni, ricevendo in cambio una piccola mostra prodotta dai ragazzi della Scuola Media “Cosmè Tura”, ora esposta nelle vetrine delle vie Ripagrande e Carlo Mayr ispirate agli animali del Museo di Storia Naturale. Dalla prima edizione sono partner tecnici Tryeco, MakeInCo di Comacchio e Plastic Jumper, che forniscono un vero e proprio fablab e laboratorio informatico, oltre all’esperienza di Roberto Meschini, Lucio Agnelli e Iosto Chinelli, insieme quest’anno al laboratorio creativo cosecomunicanti. Ci ha creduto ancora Lions Club Ferrara Estense e ci crede Arci, che ha messo a disposizione le Grotte del Boldini per le assemblee plenarie, sino all’Istituto dei Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna e alla coop BAM! Strategie Culturali, che è nel coordinamento dei musei italiani remixati e fa da collante con gli altri Museomix in giro per il mondo. Anche la storica realtà cittadina di Krifi sarà presente con il suo caffè a rinfrancare i Mixer, mentre Todisco Bike ha messo a disposizione una decina di biciclette per agevolare gli spostamenti dei creativi tra le vie del centro.

Dentro il museo

Il primo giorno (venerdì 10 novembre), dopo un’approfondita visita al museo e la spiegazione dei terreni di gioco, ovvero i filoni tematici individuati dagli organizzatori, i museomixer si raduneranno in squadre, ognuna formata da diverse figure professionali, e si dedicheranno a sviluppare un concept con l’obiettivo di identificare un progetto realizzabile concretamente entro il fine settimana. Conclusa la fase di design, nel secondo (sabato 11 novembre) e nella prima metà del terzo giorno (domenica 12 novembre) le squadre saranno interamente concentrate nella produzione del prototipo, divisi tra chi materialmente costruirà l’oggetto ideato, servendosi del fablab, del laboratorio di bricolage e del magazzino tecnologico, detto ‘techshop’ e chi dovrà elaborarne il racconto e il brand, o svilupparne la parte elettronica e software. L’intera macchina organizzativa, infine, si attiverà per installare i prototipi e accogliere il pubblico, chiamato a sperimentarli, l’ultimo giorno, domenica 12 novembre, dalle 16 – l’ingresso al museo sarà gratuito sino alle 20.30. Tra le finalità, la più concreta è quella di dotare il museo di nuovi strumenti tecnologici o di percorsi di visita creativi e animati che ne possano migliorare la fruibilità: sono già stati sviluppati prototipi che sfruttavano, tra le altre cose, realtà aumentata, ologrammi, riproduzioni audio-video, piattaforme Arduino, beacon. Altro scopo della manifestazione è di rendere sempre più interattivo l’approccio con le collezioni, coinvolgendo attivamente il potenziale pubblico e i makers, ovvero appassionati di diversa provenienza e con differenti approcci che si mettono in gioco per il museo. Un museo che decide di farsi “remixare” mira anche a un risultato a più lungo termine: sperimentare un nuovo modo di vivere spazi e collezioni, aprirsi al confronto con nuovi professionisti.

«Siamo convinti che Museomix sia un’opportunità per i musei e per i tanti professionisti, studenti e imprese locali che gravitano, spesso con scarsa consapevolezza, intorno alle istituzioni culturali della città – prosegue Stefano Mazzotti, direttore del Museo di Storia Naturale – Abbiamo scelto di ospitare Museomix per diverse ragioni: il nostro Museo è vivace e svolge un ruolo fondamentale, non solo per la conservazione e la divulgazione scientifica, ma rappresenta spesso il primo approccio per i più piccoli con la scienza e l’ambiente circostante. Inoltre, attraverso una programmazione che fa dialogare arte contemporanea, letteratura e musica con le collezioni e gli studi che porta avanti, il museo riesce a raggiungere anche il pubblico adulto. Per ultimo ma non per importanza, il territorio nel suo complesso: ricerca e sperimentazione sono al centro della nostra mission. I risultati e le metodologie che esso propone ne fanno un prezioso interlocutore per enti pubblici e soggetti privati».

Il Museo di Storia Naturale è situato nel cuore del cosiddetto isolato razionalista, un quadrivio dove si affacciano altre realtà culturali che insieme formano un’area dalle alte potenzialità espressive: e se Museomix potesse innescare, considerata la sua esplosione di energie innovative e creative, una reazione a catena fra il Conservatorio “Girolamo Frescobaldi”, la scuola elementare “Alda Costa”, il Cinema Boldini e il museo stesso, in una sorta di grande remix di quartiere?

Un’ottica di insieme è quindi la chiave per capire come mai il museo a fronte di questi punti di forza possieda altrettanti aspetti da migliorare, che la community ferrarese ha analizzato durante le fasi preparatorie. Di quelli emersi, alcuni sono degni di attenzione, come la mancanza di spazi idonei per la conservazione di collezioni storiche e di studio, oppure la necessità di adattare il museo a nuovi contenuti, essendo le ricerche in campo scientifico in costante evoluzione. Valorizzare il non visibile è un’opportunità ulteriore, ossia il patrimonio che attualmente non è aperto al pubblico supera di gran lunga quello esposto. Comunicazione e divulgazione scientifica restano difficili fuori dallo spazio deputato, pur essendo parte fondante del museo e di grande utilità per il territorio.

Link:

intervista a Stefano Mazzotti: https://youtu.be/o2z2PFvX1RM

trasmissione Web Radio Giardino: http://www.webradiogiardino.com/podcast/assoinfe-08112017/