Le facciate che fino a qualche anno fa erano soltanto scenografie splendide, ieri sera si sono popolate di volti, di comunità. E capita persino che quei palazzi aprano le loro porte, accogliendo lo striscione con la scritta Sclerosi Laterale Amiotrofica come un orgoglio da condividere.
Un riconoscimento che non è solo istituzionale, ma civile e pubblico. Perché la forza di AISLA, da sempre, è quella di saper unire, far dialogare, costruire ponti. Una forza che va oltre ogni colore politico e che testimonia la responsabilità di un Paese che sa stringersi intorno ai più fragili.
Il momento più alto è stato a Roma, con l’illuminazione di Palazzo Chigi, preceduta dal messaggio della Presidente del Consiglio, e alla presenza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Autorità Garante per la Disabilità e del Ministero della Salute. Con loro, anche Montecitorio — che ha proiettato la scritta “Giornata Nazionale SLA” — e Palazzo Madama, insieme all’incanto di tutti i presidi della Difesa italiana che, all’unisono, si sono accesi di verde.
Ma la straordinarietà è stata vedere la stessa risposta in ogni parte d’Italia: dalle grandi città ai borghi più piccoli, ogni regione ha voluto esserci. In Lombardia, a Milano, il 39° piano di Palazzo Lombardia si è illuminato di verde, simbolo di attenzione e vicinanza alle persone con SLA. Qui, in una periferia che diventa laboratorio di innovazione e comunità, prende forma la “Casa di NeMO” a Carpenedolo, un nucleo sperimentale che porta la residenzialità specialistica fuori dall’ospedale, con al centro la persona e la sua famiglia, e destinato a diventare modello nazionale di eccellenza clinica e accoglienza.
E dal Nord, dove in Piemonte AISLA è nata, il filo verde della Giornata Nazionale SLA ha attraversato l’Italia fino al cuore della Sicilia, a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta. Qui, Federica Mastrosimone, 31 anni, convive con la SLA da quando ne aveva appena 18: da tempo in ventilazione meccanica, è diventata simbolo di coraggio e amore per la vita.
La sua voce non passa più dalle corde vocali, ma da un comunicatore che traduce pensieri luminosi in parole. E quelle parole, come le canzoni di Vasco Rossi che ama profondamente, risuonano come un inno alla vita: “Vivere, anche se sei morto dentro. Vivere, e devi essere sempre contento”, canta Vasco, e Federica lo canta ogni giorno, con gli occhi e con la sua ironia.
La magia è stata vedere l’intero borgo stringersi intorno a lei, condividendo luce, affetto e speranza: un gesto che ha parlato a tutta la comunità SLA e, simbolicamente, all’intero Paese, ricordandoci che nessuno deve affrontare la malattia da solo.
Ovunque, nelle piazze e nei vicoli, negli scorci più caratteristici, lo stesso sentimento negli occhi: brillare e sperare insieme. Perché, in fondo, come ricorda la Presidente nazionale AISLA Fulvia Massimelli, questo è il primo e più autentico gesto di cura
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