PARMA – È stato molto partecipato il workshop dedicato al progetto di ricerca SMART-H2O – Sistema modulare di abbattimento e assorbimento degli inquinanti dell’acqua, che si è svolto nei giorni scorsi al Centro Santa Elisabetta del Campus Scienze e Tecnologie dell’Università di Parma.
La presenza di oltre 35 partecipanti tra ricercatori, ricercatrici, personale tecnico, professioniste e professionisti del settore ha confermato il forte interesse verso soluzioni innovative per la gestione sostenibile delle risorse idriche.
Il workshop è stato un’importante occasione di confronto e divulgazione dei risultati raggiunti nell’ambito del progetto, finanziato dal Programma Regionale FESR Emilia-Romagna 2021-2027 (prot. PG/2023/312382) e focalizzato sullo sviluppo di un sistema avanzato per il trattamento delle acque industriali.
Il progetto SMART-H2O nasce dalla collaborazione tra significative realtà della ricerca: Università di Parma (CIPACK e CIDEA), Università di Ferrara (Terra&AcquaTech), CNR-ISSMC e Consorzio Futuro in Ricerca. Il partenariato integra competenze multidisciplinari che spaziano dalla chimica dei materiali all’ingegneria impiantistica, fino all’analisi ambientale, con l’obiettivo di trasferire soluzioni innovative al sistema produttivo.
L’obiettivo di SMART-H2O è la realizzazione di un sistema modulare multistadio in grado di rimuovere contaminanti di diversa natura – tra cui metalli pesanti, inquinanti organici persistenti (IPA e PFAS) e carica microbica – favorendo il riutilizzo dell’acqua in un’ottica di economia circolare.
Durante il workshop del 26 marzo 2026, dopo i saluti istituzionali Daniele Del Rio, Prorettore alla Ricerca e Trasferimento Tecnologico (Unipr) e l’introduzione al programma del responsabile scientifico del progetto Roberto Montanari (Unipr), la giornata si è articolata in una serie di interventi tecnico-scientifici che hanno illustrato le diverse tecnologie sviluppate nell’ambito del progetto. Tra queste, i processi di ossidazione fotoelettrocatalitica, l’impiego di geopolimeri per l’adsorbimento di metalli pesanti, le membrane funzionalizzate per la rimozione selettiva degli inquinanti organici e l’utilizzo della stampa 3D per la realizzazione degli stadi di trattamento.
Particolare interesse ha suscitato la presentazione del sistema integrato e dei criteri di progettazione dello skid multistadio, seguita nel pomeriggio da una dimostrazione pratica del prototipo sviluppato.
I risultati presentati evidenziano il potenziale della tecnologia sviluppata nel contribuire alla riduzione dei consumi idrici industriali e alla diminuzione dell’impatto ambientale degli scarichi, rispondendo alle sfide legate ai cambiamenti climatici e alla crescente scarsità di risorse idriche.
Il workshop, che con tutta probabilità verrà replicato a giugno per accontentare la richiesta di tutti coloro che non sono riusciti a partecipare, si è concluso con una discussione sulle prospettive future e sulle possibili applicazioni industriali del sistema, aprendo la strada a nuove collaborazioni tra ricerca e imprese.
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