Il filare è composto da bagolari, frassini e Melia azeradach, conosciuto come albero dei rosari, di età e dimensioni diverse e molto vicini tra loro. L’intervento prevede la pulizia dai rami secchi potenzialmente pericolosi su 27 alberi, per la maggior parte bagolari che tendono ad “autopotarsi” seccando i rami non efficienti. Su altre sette piante saranno eseguite potature di risanamento per ridurre la magnitudo di alcune anomalie presentate dalla chioma. Gli esemplari instabili e pericolosi per la sicurezza delle persone, alti tra i 10 e i 14 metri, saranno invece abbattuti: si tratta di cinque alberi dei rosari, che presentano fusti molto cariati e con uno spessore di legno strutturato non sufficiente a garantirne la stabilità, di cinque bagolari con gravi carie al colletto causate da funghi che mangiano il legno e di un giovane frassino morente.
La conclusione dell’intervento è prevista in una decina di giorni.
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