Verso il Pug: attivate 9 trasformazioni ammesse

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Il Consiglio approva la proroga di un anno dei termini per dare avvio alle procedure di attuazione degli interventi della fase transitoria, visto il blocco delle attività causa Covid

MODENA – Sono nove gli interventi di trasformazione per i quali è già stato attivato il procedimento attuativo, circa la metà delle 20 domande ammesse all’attuazione durante la fase transitoria verso il nuovo Piano urbanistico generale (Pug). Ma per chi non l’ha ancora fatto ci sarà tempo fino all’1 gennaio 2022.

Il Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 25 febbraio, ha infatti approvato la delibera che proroga di un anno i termini previsti per attivare gli interventi ammessi alla programmazione della fase transitoria. E una volta avviate le procedure, gli interventi complessi potranno essere attuati nei successivi dieci anni. Si è espressa a favore del provvedimento la maggioranza, contrarie le opposizioni.

“La proroga della scadenza, inizialmente fissata per l’1 gennaio 2021 – ha spiegato l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli – è stata deliberata in considerazione della lunga fase di emergenza sanitaria da Covid-19, che ha comportato rallentamenti e blocco delle attività”. Il provvedimento arriva in seguito alla proroga di un anno da parte della Regione Emilia Romagna dei tempi concessi ai Comuni per elaborare e approvare i nuovi Pug, con la scadenza all’1 gennaio 2022 della prima fase del periodo transitorio (per l’avvio formale del processi di adeguamento della pianificazione urbanistica vigente) e all’1 gennaio 2024 della seconda fase (per l’approvazione del Pug).

“I nove interventi per i quali sono state avviate le procedure – ha proseguito l’assessora – sono distribuiti un po’ in tutto il territorio comunale: stradello San Giuliano, strada Albareto, via Tre Olmi, via Massolo, strada Tre Case a San Donnino, via San Marone, via Formigina, via Jacopo da Porto a Cognento e Cittanova. Rappresentano circa la metà delle istanze accolte, in molti casi con prescrizioni, attraverso la delibera di indirizzi approvata dal Consiglio comunale a fine 2018”.

Sulle 41 domande presentate nel 2018 in risposta all’avviso pubblicato, a seguito di istruttoria, la delibera di indirizzi aveva promosso 20 istanze, ne aveva giudicate sei non pertinenti e ne aveva dichiarate non ammesse 15.

Gli indirizzi, di fatto, in attesa del nuovo Pug, autorizzano nuove urbanizzazioni residenziali nell’area del comune per un massimo di circa 4 ettari di territorio (poco più del 3 per cento delle possibili aree residenziali in espansione che, prima dell’avviso, corrispondevano a circa 170 ettari) e 267 alloggi. A questi interventi si aggiungono iniziative di recupero in aree già edificate e completamenti dell’esistente, all’insegna della rigenerazione e della densificazione, per una superficie totale complessivo che arriva intorno agli 11 ettari (pari al 6,5 per cento dell’espansione potenziale). Con i 267 alloggi che hanno ottenuto il via libera (le richieste presentate all’avviso erano per complessivi 967 alloggi), la programmazione della fase transitoria raggiunge un numero complessivo di circa 2.700 alloggi, comprendendo anche quelli che il Prg vigente conferma in attuazione con intervento diretto, piani già in corso di attuazione, approvati o convenzionati. Anche se non hanno partecipato all’avviso per la fase transitoria, possono infine essere proposti interventi che hanno assolto agli obblighi negoziali e che non generano nuove urbanizzazioni.

Nei 20 interventi inseriti nella programmazione della fase transitoria rientrano istanze sulla cancellazione dalla programmazione di aree d’espansione (in via Anesino destinata a tornare area agricola), interventi di recupero e riqualificazione, nonché le proposte di completamento di comparti la cui attuazione è stata interrotta. Tra questi: via Jacopo da Porto a Cognento, via Cimarosa, via Del Girasole a San Damaso, via San Marone.

Per i 20 interventi ammessi è stata valutata l’attuabilità in tempi celeri e certi, con garanzie di fattibilità da parte del soggetto imprenditoriale, e vi è conferma del nulla osta all’attuazione tramite semplice permesso di costruire, come, per esempio, in via Attiraglio (otto alloggi), in via Formigina (26 alloggi in sei edifici), in via Massolo (un alloggio), in strada Albareto (un edificio con cinque alloggi), in via Toscanini (due edifici), in via Zini (due edifici per complessivi 19 alloggi di social housing), in stradello San Giuliano (otto alloggi), in via Tre Olmi (un edificio con sei alloggi).