Ambientato nella periferia di Salerno, il film è un documentario autobiografico che indaga sulla morte prematura del padre e sulle conseguenze nella vita del regista. Dando seguito a una collaborazione iniziata due anni fa con il cortometraggio Z.O., il film vede la partecipazione dell’attore Francesco Di Leva, più volte vincitore del David di Donatello, che insieme a suo figlio Mario dà voce a questa storia.
Il protagonista del film è un bambino che negli anni Novanta cresce circondato da profondi segreti. Gli uomini della sua famiglia, compreso il padre, muoiono troppo giovani, ma lui non è ancora in grado di capire il perché. Quando scopre che il suo cognome pesa come un marchio in città, ha l‘impressione di rivedere la propria vita nei film gangster e horror che ama, specchio della violenza che gli ha cambiato la vita. Trasformare la sua storia in un film diventa l‘unico modo per affrontare un‘eredità ingombrante e colmare un vuoto che lo accompagna da sempre.
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