Una conversazione sospesa: riflessioni su tempo, letture e danza

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Martedì 17 novembre, ore 18.00, dialogo on line con Marco D’Agostin e Gaia Clotilde Chernetich sulla pagina Facebook e sul sito di Emilia Romagna Teatro Fondazione

BOLOGNA – Martedì 17 novembre, alle ore 18.00 Emilia Romagna Teatro Fondazione trasmette Una conversazione sospesa: riflessioni su tempo, letture e danza, un contributo web al coreografo e danzatore Marco D’Agostin, proprio nel giorno in cui sarebbe iniziato a Bologna il progetto speciale a lui dedicato, che vedeva in programma tre dei suoi spettacoli, sospesi nel rispetto del DPCM del 3 novembre 2020: dal 17 al 19 novembre BEST REGARDS, la performance che avrebbe dovuto debuttare in forma di anteprima all’edizione 2020 di VIE Festival; dal 20 al 22 novembre First Love, dedicato alla campionessa olimpica Stefania Belmondo; infine, dal 17 al 22 novembre la prima del nuovo lavoro, Playground, prodotto da ERT.

In questo tempo in cui la fisicità sembra quasi sparire a causa delle distanze e del massiccio uso dei dispositivi web, come si invita lo sguardo di un essere umano a guardare un corpo che danza? Marco D’Agostin e la studiosa e dramaturg Gaia Clotilde Chernetich si incontrano in un dialogo, trasmesso sulla pagina Facebook (https://www.facebook.com/ErtFondazione) e sul sito di ERT Fondazione (www.emiliaromagnateatro.com), cercando di rispondere al quesito. Gli spettacoli previsti per la personale di D’Agostin fanno da pretesto per un affondo su alcune tematiche: qual è il ruolo della memoria in un processo di trasmissione o creazione coreografica? Come si declina la spettatorialità nelle diverse realtà che abitiamo nel nostro presente?

Marco D’Agostin

Premio UBU 2018 come Miglior Performer Under 35, dopo una formazione con maestri di fama internazionale (Yasmeen Godder, Nigel Charnock, Rosemary Butcher, Wendy Houstoun/DV8, Emio Greco), ha iniziato la carriera come interprete, danzando per, tra gli altri, Claudia Castellucci, Alessandro Sciarroni, Liz Santoro, Iris Erez, Sotterraneo. Dal 2010 ad oggi ha sviluppato la propria ricerca, come coreografo ospite di numerosi progetti internazionali (ChoreoRoam Europe, Act Your Age, Triptych). Ha presentato lavori in molti dei principali festival italiani ed europei (Santarcangelo, Romaeuropa, VIE, Torinodanza, OperaEstate, Rencontres Choréographiques de Saint-Denis e Théatre de La Ville a Parigi, Les Brigitines a Bruxelles, The Place Theatre in London, Sala Hiroshima a Barcellona, per citarne alcuni). Ha ottenuto vari riconoscimenti: Premio Gd’A Veneto 2010 (Viola), Segnalazione Speciale al Premio Scenario 2011 (Spic & Span), Premio Prospettiva Danza 2012 (per non svegliare i draghi addormentati), Teatro Libero di Palermo Prize al BEFestival e secondo premio al concorso (Re)connaissance di Grénoble nel 2017 (Everything is ok). È stato per due volte tra le Priority Company del network europeo Aerowaves. È uno dei fondatori di VAN, organismo di produzione della danza riconosciuto e sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali dal 2015.

Per Emilia Romagna Teatro Fondazione ha realizzato con Marta Cuscunà, Chiara Bersani e Sotterraneo il dispositivo ludico Chi vuol essere repubblicano?, in occasione dell’ultima Festa della Repubblica, e nell’ambito della rassegna In Chiostro e dintorni al Teatro Arena del Sole ha dialogato, lo scorso 4 agosto, con Franco Bragagna, la voce che da quasi trent’anni racconta in RAI l’atletica, lo sci di fondo e molte altre discipline minori, nell’incontro pubblico dal titolo Volevo vincere le Olimpiadi.

Gaia Clotilde Chernetich è un’autrice, studiosa e drammaturga per la danza. Nel 2019/2020 ha lavorato come ricercatrice post-doc dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e al progetto europeo “Dancing Museums 2. The Democracy of beings”. Dopo gli studi in Scienze sociali (EHESS – Parigi) e Studi teatrali (Université Paris 3 / Ecole Normale Supérieure, Parigi), nel 2017 ha conseguito con lode un dottorato europeo in Scienze Umane e Arte con una specializzazione in Danza all’Université Côte d’Azur e all’Università di Parma. Il testo Architetture della memoria. L’eredità di Pina Bausch tra archivio e scena è il suo primo libro pubblicato (in corso di stampa per Accademia University Press, Italia). Le sue ricerche e i suoi studi pubblicati riguardano la danza contemporanea, l’epistemologia e la drammaturgia. Ha curato e collaborato a diversi progetti di formazione del pubblico riguardanti la cultura internazionale delle arti dal vivo. Come dramaturg di danza attualmente lavora con diverse compagnie in Italia, Francia e Spagna.

(Best Regards-Alice Brazzit)