“Per il rilancio di uno dei settori più colpiti dalla pandemia – ha detto Gnassi – abbiamo illustrato alcune misure specifiche necessarie, come: sostegni effettivamente calibrati sulla perdita di fatturato; piani di investimenti, coordinati con il sistema delle autonomie locali; proroga delle rate dei mutui e concessione di prestiti; allungamento a 15 anni del tempo di rientro dei mutui fatti dalle aziende; super bonus del 110 per cento non solo vincolato ai lavori di efficientamento energetico; tutela delle imprese e dei lavoratori autonomi della filiera turistica; costituzione di un fondo europeo speciale per il turismo sul modello dei fondi strutturali Fesr”.
Della prospettiva offerta dal Pnrr ha parlato Decaro. “Con i fondi straordinari del piano di ripartenza e resilienza – ha detto il presidente dell’Anci – bisogna lavorare per il rilancio del turismo dopo l’emergenza sanitaria immaginando infrastrutture che colleghino gli hub di arrivo con le destinazioni minori, e progettando un’unica comunicazione, un brand nazionale, che incentivi la sinergia tra le città d’arte e i tanti piccoli borghi che caratterizzano l’Italia, spesso sconosciuti ma che ospitano rilevanze culturali, storiche, paesaggistiche. Assicurare ai visitatori, quando torneranno, un’offerta turistica integrata è un’azione di marketing attrattivo molto forte ed efficace”.
Il ministro ha risposto ai sindaci di avere in mente questo stesso modello di sviluppo. Un modello che potrebbe essere favorito dall’utilizzo efficace dei fondi europei tradizionali e delle nuove risorse messe a disposizione dal Pnrr. Che possono essere utilizzati per la realizzazione di una piattaforma di promozione e commercializzazione dell’offerta turistica integrata.
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