
MODENA – Teatro delle Passioni
Via Antonio Peretti, 9 – Modena
dal 9 al 21 dicembre
martedì, mercoledì e venerdì ore 20.30 – giovedì e sabato ore 19.00 – domenica ore 18.00
Tristano e Isotta
ideazione Virginia Landi e Tatjana Motta
drammaturgia Tatjana Motta
regia Virginia Landi
con Giovanni Cannata, Marta Malvestiti, Cristiana Tramparulo, Riccardo Vicardi
musiche originali e sound design Andrea Centonza
musiche dal vivo Andrea Centonza, Giovanni Cannata, Marta Malvestiti, Cristiana Tramparulo,
Riccardo Vicardi
costumi Rossana Gea Cavallo
progetto scenico Maddalena Oriani
disegno luci Vincenzo De Angelis
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
durata 1 ora e 30 minuti
prima assoluta
Tristano e Isotta è il nuovo progetto di Virginia Landi, regista due volte finalista al Bando Regist* Under 35 della Biennale Teatro di Venezia, e Tatjana Motta, drammaturga e sceneggiatrice vincitrice del 55° Premio Riccione per il Teatro, prodotto da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale. A partire dal celebre mito letterario, lo spettacolo, in scena in prima assoluta dal 9 al 21 dicembre al Teatro delle Passioni di Modena, si interroga sulle modalità con cui raccontiamo l’amore oggi, accogliendo il pubblico in uno spazio dedicato all’ascolto, come si farebbe intorno a un fuoco.
Virginia Landi e Tatjana Motta condividono dal 2017 un percorso di ricerca artistica, lavorando a partire da drammaturgie originali, caratterizzate da una sperimentazione linguistica e da un forte legame con temi socio-politici, con una particolare attenzione alla questione di genere.
Con Tristano e Isotta indagano le relazioni sentimentali, dall’amicizia all’amore, sollevando diversi interrogativi: quali sono gli stereotipi artistici e culturali che influiscono sul nostro immaginario? Cosa rende un amore sovversivo? Possedere è sinonimo di amare? Perché da così tanto tempo raccontiamo questa storia?
Le due artiste hanno condotto fra l’inverno e la primavera del 2025 un PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) con la classe 3B del Liceo Scienze Applicate dell’IIS Corni di Modena. Durante il percorso, strutturato come un laboratorio di teatro e scrittura collettiva, inserito nell’ambito di un progetto di educazione affettiva della scuola, gli studenti hanno affrontato il modo in cui oggi viviamo le relazioni. Le suggestioni che sono emerse durante queste ore sono entrate nel processo creativo, arricchendo la drammaturgia.
La storia dei due amanti, il loro amore impossibile e osteggiato, che sovverte le norme sociali e conduce alla morte, oltrepassa i confini geografici, politici e del tempo. Dalla narrazione orale della leggenda celtica in forma di canzoni, alle prime trascrizioni incomplete che ci sono pervenute, emerge un racconto potente, che parla non solo di amore ma anche di potere, desiderio di riscatto, resistenza all’odio e alla violenza.
Durante il viaggio che conduce Isotta al suo matrimonio imposto con Re Marco di Cornovaglia, i due giovani bevono un filtro d’amore e diventano amanti. Quel viaggio in nave però li conduce proprio nel luogo in cui il loro amore è destinato a essere impossibile: la corte di Re Marco, simbolo di un ordine politico e sociale che il loro amore minaccia di sovvertire. Tristano e Isotta, semplicemente amandosi, mettono in crisi un sistema fondato sul possesso e sulla gerarchia, in cui il corpo dell’altro è un territorio da conquistare.
Lo spettacolo inizia come un rito. Un gruppo di persone intorno a un fuoco, simbolico o reale, per ricordare, ascoltare e tramandare: come nella tradizione più antica del teatro, si racconta per comprendere il mondo e per immaginare un’alternativa possibile.
I quattro interpreti, Giovanni Cannata, Marta Malvestiti, Cristiana Tramparulo e Riccardo Vicardi, entrano in scena e cercano di ricordare una canzone che hanno dimenticato. Fanno dei tentativi, improvvisano insieme una musica che diventa sempre più strutturata. Sono artisti, musicisti, cantastorie che ricordano cosa hanno vissuto, come e chi hanno amato; sono i viaggiatori inquieti della storia, che attraversano confini, geografici e del tempo. I ruoli e i piani temporali si mescolano, lo spettacolo è il ricordo di una storia d’amore e attraverso la musica eseguita dal vivo si agisce nel presente quello che è stato nel passato, facendo emergere una narrazione polivocale.
La musica ha un ruolo fondamentale in questa vicenda: Tristano e Isotta si conoscono e si innamorano durante delle lezioni di musica, ed è componendo e inviandosi degli spartiti che comunicano quando sono lontani. Anche nell’allestimento musica e suono sono centrali, grazie al lavoro del compositore e sound designer Andrea Centonza che, insieme agli interpreti, accompagna il pubblico in una dimensione sonora popolare che dal Medioevo arriva ai nostri giorni con influenze elettroniche.
Mentre i costumi ideati da Rossana Gea Cavallo partono dai giorni nostri e ci portano verso il ricordo di un Medioevo immaginato, guidando il pubblico in un percorso a ritroso nel tempo.
Il progetto scenico di Maddalena Oriani insieme al disegno luci di Vincenzo De Angelis evocano uno spazio capace di contenere luoghi e tempi differenti, così come si evocano i ricordi quando raccontiamo un viaggio.
«In una società militarizzata, gerarchica e patriarcale – commentano Virginia Landi e Tatjana Motta – Tristano e Isotta bevono un filtro che li accomuna, trascinandoli in un’esperienza dove il desiderio è pari, dove non c’è dominazione di genere e le responsabilità di ogni azione sono condivise.
Quando il linguaggio dell’amore fa uso di parole che provengono dal lessico militare; quando il corpo dell’amante è inteso come un territorio da conquistare, difendere, sottrarre, a Tristano e Isotta spetta il duro compito di inventare un linguaggio fuori dalle logiche del loro mondo.
Incontrarci per raccontare e ascoltare di nuovo la storia di Tristano e Isotta significa ritrovarsi a parlare insieme d’amore, in uno spazio pubblico – per fare dell’amare, non un’esperienza privata, ma una pratica politica».
Tristano e Isotta porta in scena un racconto che attraversa i secoli e che continua a ricordarci che l’amore è forse l’atto più radicale di resistenza.
I testi di Tatjana Motta Nessuno ti darà del ladro, Notte bianca e Tristano e Isotta sono pubblicati nel volume Tre paesaggi, con la prefazione della docente universitaria e critica teatrale Maddalena Giovannelli e un contributo della regista Virginia Landi, nella collana Linea di ERT e Luca Sossella editore curata da Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono.
Tatjana Motta, Virginia Landi e Maddalena Giovannelli presentano il libro al pubblico sabato 13 dicembre al Teatro delle Passioni al termine della replica delle ore 19.00.
Tatjana Motta (Venezia, 1988) è drammaturga, autrice di diversi testi teatrali. Dopo la laurea in Arti Visive e dello Spettacolo conseguita allo IUAV di Venezia si diploma in drammaturgia alla Civica scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Dal 2017 collabora con la regista Virginia Landi a diversi progetti, tra i quali Nessuno ti darà del ladro (2018/2019) e Conchita/Conchita (2022/2024) scritto a quattro mani con Eleonora Paris.
Il suo testo Notte bianca, vincitore del 55° Premio Riccione per il Teatro, è stato tradotto e presentato negli Stati Uniti, per il progetto Italian and American Playwrights Project; in Spagna per il progetto Nueva Escena Italiana; in Francia dove è stato tradotto grazie al contributo del centro internazionale per la traduzione teatrale Maison Antoine Vitez. In Italia i suoi lavori sono stati presentati in forma di reading o allestiti presso il Romaeuropa Festival, il Teatro Stabile di Bolzano, Sardegna Teatro, Teatro i ed Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale. Al lavoro di drammaturga affianca quello di sceneggiatrice per il cinema.
Virginia Landi (Modena, 1992) è regista teatrale, laureata in Teatro e Arti visive presso l’Università IUAV di Venezia e in Regia Teatrale alla Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano.
Dal 2017 collabora con l’autrice Tatjana Motta, nel 2018 fonda la compagnia Landi/Mignemi/Paris con le autrici Francesca Mignemi ed Eleonora Paris. Nel 2021 e nel 2022 è finalista al bando Regist* Under 35 della Biennale Teatro di Venezia con i progetti Conchita/Conchita di Tatjana Motta ed Eleonora Paris, e Witch is di Francesca Mignemi. Nel 2022 vince il bando Indagine Milano indetto dal Piccolo Teatro di Milano e da Mare Culturale Urbano e debutta con lo spettacolo Sogni 2.0 di Eleonora Paris al Piccolo Teatro Studio Melato all’interno del Festival Immersioni 2023.
Gli spettacoli della sua compagnia Due volte Tito – Sopravvivere alla tragedia (2021) e Witch is (2023) sono stati prodotti dal Teatro delle Donne di Firenze. È tra le socie fondatrici del centro culturale Z.I.A. – Zona Indipendente Artistica con sede a Milano. A dicembre 2025 debutta con il nuovo spettacolo Tristano e Isotta, scritto da Tatjana Motta e prodotto da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, al Teatro delle Passioni di Modena.
Giovanni Cannata nasce a Benevento nel 1994. Si trasferisce giovane a Roma dove intraprende il percorso da attore presso l’Accademia Silvio D’Amico nel 2019. Si diploma con Liv Ferracchiati con cui successivamente collabora nello spettacolo Come Tremano le cose riflesse nell’acqua nel ruolo di Kostja. Nel 2025 lavora con Marco Bernardi nel Risveglio di Primavera in una co produzione Teatro Stabile di Bolzano e Teatro Stabile di Torino.
Esordisce in televisione nel 2019 ne L’Amica Geniale lavorando per due stagioni con Saverio Costanzo e Daniele Luchetti. Nel 2022 sempre con Costanzo prende parte al film Finalmente L’Alba e Mi fanno male i Capelli di Roberta Torre. Nel 2024 è ne Il Gattopardo diretto da Tom Shankland e in Arsa dei MASBEDO.
Nel 2024 vince il premio “Le Maschere del teatro” italiano per il miglior attore emergente.
Marta Malvestiti nasce a Bergamo nel 1992. Dopo gli studi classici si trasferisce a Milano, dove si diploma come attrice presso la Scuola di Teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano. Durante gli anni di formazione studia con Luca Ronconi, Carmelo Rifici, Fausto Paravidino, Mauro Avogadro, Serena Sinigaglia, Massimo Popolizio e Peter Stein.
Nel 2016 partecipa al corso di formazione presso la Biennale Teatro con il regista britannico Declan Donnellan; sempre alla Biennale Teatro nel 2019 studia con il regista svizzero Thom Luz. In teatro esordisce nello spettacolo Uomini e no con la regia di Carmelo Rifici ed è interprete in diversi suoi spettacoli: Intorno a Ifigenia liberata, Macbeth, le cose nascoste, La pulce nell’orecchio e Il gabbiano. Tra le principali produzioni teatrali in cui partecipa come attrice: La tragedia del vendicatore di Thomas Middleton diretto da Declan Donnellan; Fedra, Il misantropo e Medea con la regia di Leonardo Lidi; I due gemelli veneziani, diretto da Valter Malosti, Sogno di una notte di mezza estate, con la regia di Valerio Binasco. Ha collaborato con il regista Claudio Autelli e il drammaturgo Fabrizio Sinisi in Tre ritratti e Demòni. È interprete dello spettacolo vincitore del Premio Scenario 2019 Una vera tragedia di Favaro/Bandini. Nel 2024 recita in Molto rumore per nulla di William Shakespeare con la regia di Veronica Cruciani. Nel cinema debutta nel 2021 nella commedia romantica Quattro metà di Alessio Maria Federici. Nel 2024 riceve la Menzione d’onore Premio Duse come miglior attrice emergente.
Cristiana Tramparulo nasce a Modena nel 1996. Nel 2019 si diploma alla Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro di ERT, diretta da Claudio Longhi. Nello stesso anno è in scena negli spettacoli: Tutto fa brodo della compagnia belga Laika – theatre of senses, La commedia della vanità con la regia di Claudio Longhi e Nozze diretto da Lino Guanciale. Dal 2020 al 2021 lavora come attrice nella compagnia stabile di ERT. Successivamente collabora con Davide Carnevali, Sotterraneo (anche nel 2024 nello spettacolo Il fuoco era la cura), Matthew Lenton e Andrea Baracco. Nel 2022 con WITCH IS, regia di Virginia Landi, è in finale a Biennale Teatro Registi Under 35, e con bioluminescenze di Bruna Bonanno e GianMarco Porru è in programma al Festival Immersioni di Piccolo Teatro.
È vincitrice del Premio Hystrio alla Vocazione 2022.
Riccardo Francesco Vicardi, nato nel 1991 e cresciuto a Milano, si diploma presso l’Accademia Paolo Grassi di Milano nel 2019. Inizia poi a collaborare con il regista e drammaturgo Emanuele Aldrovandi. Lavora con Fausto Russo Alesi e Michele Sinisi.
Nel cinema con il regista Abel Ferrara nel film Padre Pio presentato a Venezia 79 ed è coprotagonista della serie tv Vostro Onore produzione Indiana.
Tristano e Isotta
ideazione Virginia Landi e Tatjana Motta
drammaturgia Tatjana Motta
regia Virginia Landi
con Giovanni Cannata, Marta Malvestiti, Cristiana Tramparulo, Riccardo Vicardi
musiche originali e sound design Andrea Centonza
musiche dal vivo Andrea Centonza, Giovanni Cannata, Marta Malvestiti, Cristiana Tramparulo, Riccardo Vicardi
costumi Rossana Gea Cavallo
progetto scenico Maddalena Oriani
disegno luci Vincenzo De Angelis
assistente alla regia volontaria Gloria Capoani
scene costruite dal Laboratorio di ERT / Teatro Nazionale
costumi realizzati da Maria Vittoria Pelizzoni per ERT /Teatro Nazionale e da Teatro Regio di Parma
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
foto di scena Luca Del Pia
direttrice di scena Eugenia Carro
elettricista Vincenzo De Angelis
fonico Andrea Centonza
sarta Caterina Gilioli
lo spettacolo è parte del progetto Teatro Arcobaleno#12
Interpreti e personaggi
Giovanni Cannata Tristano
Marta Malvestiti Isotta
Cristiana Tramparulo Brangania
Riccardo Vicardi Re Marco
Biglietteria
Tel. 059 2136021 | biglietteria@emiliaromagnateatro.com
Aperta dal martedì al sabato ore 10.00 – 14.00; martedì e sabato anche ore 16.30-19.00
Vendita online: modena.emiliaromagnateatro.com | www.vivaticket.com
Biglietti:17 / 9 €









