The Doozies – Silvia Gribaudi e Marta Dalla Via il 21 febbraio al Castello d’Argile (BO)

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CASTELLO D’ARGILE (BO) – Agorà 10 – DECIMA EDIZIONE
stagione teatrale 2025/26

Sabato 21 febbraio ore 19.00
Teatro La Casa del Popolo
via Matteotti 150, Castello d’Argile (BO)

THE DOOZIES – Eleonora Duse, Isadora Duncan e noi Babilonia Teatri
Silvia Gribaudi e Marta Dalla Via.

di e con Marta Dalla Via e Silvia Gribaudi
disegno luci Roberto di Fresco, direzione tecnica Leonardo Benetollo
consulenza coreografica Chiara Frigo, costumi Sonia Marianni
ricerca materiale Eugenia Casini Ropa, Franca Zagatti, Maria Pia Pagani
produzione di Associazione Culturale Zebra
coproduzione di Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, La Corte Ospitale
con il sostegno di MiC – Ministero Italiano della Cultura
residenze artistiche Fondazione Armunia – Castello Pasquini
in collaborazione con Progetto Duse2024 del Comune di Asolo – Museo Civico di Asolo – Teatro Duse | www.duse2024.it | Curatela performing arts Cristina Palumbo

Il Sofà di Agorà / Altre Velocità
Domenica 22 febbraio ore 19 incontro con Silvia Gribaudi presso la sede di Altre Velocità
(via Polese 40, Bologna). Ingresso libero.

Essere doozy significa essere stupefacenti, essere fuori dall’ordinario, essere così particolari da lasciare a bocca aperta. Eccezionalmente bravi o eccezionalmente pessimi, in parole semplici: strambi. Esserlo o non esserlo? Silvia Gribaudi e Marta Dalla Via non hanno dubbi, e con questa convinzione nel cuore si sono dedicate alla creazione di uno spettacolo ispirato alla rivoluzione artistica e umana di due eroine che hanno vissuto per e nella danza, per e nel teatro. Nasce così THE DOOZIES – Eleonora Duse, Isadora Duncan e noi, in scena sabato 21 febbraio alle ore 21 al Teatro La Casa del Popolo di Castello d’Argile per la Stagione Agorà.

To be doozy è un’ espressione colloquiale americana di etimologia incerta – scrivono le autrici –. Potrebbe indicare il fiore, la margherita (daisy in inglese), potrebbe riferirsi ad una lussuosa marca di automobili sportive (Dusenberg) oppure, ed è la nostra opzione preferita, potrebbe omaggiare la divina attrice Eleonora Duse e il suo cognome italiano pronunciato goffamente oltreoceano: “Doozay”, “Doozee”, “Doosay”.

Le biografie di Isadora Duncan e di Eleonora Duse sono un’appassionante fucina di spunti narrativi e politici. Attraverso il loro esistere anticonvenzionale sono state pioniere del femminismo, del capocomicato, di un’arte che si preoccupi del presente. Queste Doozies senza trucco, senza punte, giudicate spesso fisicamente non conformi ai canoni estetici del loro tempo, grazie alla loro naturale originalità hanno generato stupore e meraviglia lasciando immense eredità per le generazioni future.

Ma dove sono questi lasciti – si sono chieste Gribaudi e Dalla Via – visto che, a più di cento anni di distanza, ci troviamo ad affrontare gli stessi identici discorsi, sul palco e fuori, le stesse battaglie per la parità, per i giusti compensi, contro la dittatura del physique du role e dei repertori stantii?

Indossando il viola, alterando i gesti, gettando il tutù nella buca dell’orchestra, guidate da euforia e istinto, dall’esempio di chi le ha precedute, le due interpreti danno voce e corpo alle amate eroine, libere di danzare e recitare libere, andando oltre le mode, le abitudini, le scuole di pensiero.

Tutto questo è già stato fatto. Già stato detto. Le convenzioni si rompono, si aggiustano e si rompono di nuovo, lo sappiamo, ma vogliamo uscire da questo moto perpetuo dove l’ossessione di essere originali limita creatività; in fondo preoccuparsi di essere il nuovo è una cosa vecchia. Non siamo Duse, non siamo Duncan, siamo  solo due copione, originali però! The Doozies vuole essere un’opera intorno alla meraviglia della stranezza. Siamo convinte che le nostre stupefacenti antenate avrebbero apprezzato questa sfacciataggine visto che si sono continuamente schierate contro lo status quo anche quando era classico e mitico.

BIO

Silvia Gribaudi è una coreografa attiva nelle arti performative. Dal 2004 focalizza la propria ricerca sull’impatto sociale del corpo, mettendo al centro del linguaggio coreografico la comicità e la relazione tra spettatore e performer. Premio Giovane Danza D’Autore con A corpo libero (2009), finalista Premio UBU come migliore spettacolo di danza e finalista Premio Rete Critica con R.OSA (2017), Premio CollaborAction#4 2018-2019, finalista Premio Rete Critica 2019, Premio DANZA&DANZA 2019 come miglior produzione Italiana con Graces e Premio Hystrio Corpo a Corpo 2021. Ha partecipato a progetti artistici di ricerca quali: Choreoroam (2011), Triptych (2013), Act your age (2014) – progetto europeo sull’invecchiamento attivo attraverso l’arte della danza, da cui nascono la performance What age are you acting? e il progetto territoriale Over 60 – performing gender (2015); Corpo links cluster (2019/2020), in cui la relazione tra danza, montagna e comunità montana ha dato vita al progetto site specific Trekking coreografico e allo spettacolo Monjour (2021). A giugno 2023 ha debuttato la nuova produzione Grand Jeté. Gribaudi è artista associata presso Le Gymnase CDCN (Roubaix – Francia) per il triennio 2024-2026 e al Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale per il 2025-2027.

Marta Dalla Via è attrice, autrice, regista. Si diploma presso la scuola di teatro di Bologna Galante Garrone, in seguito si forma con Angela Malfitano e Francesca Mazza all’interno dell’associazione Tra un atto e l’altro e partecipando a laboratori con Laura Curino, Pippo Delbono, Mark Ravenhill, Renata Molinari, Stefano Massini. Ha recitato con Pantakin da Venezia, Accademia degli Artefatti, Teatro Gioco Vita, Teatro delle Briciole, Bassano Opera Estate, Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile di Bolzano, Piccionaia centro di produzione teatrale. È fondatrice della compagnia Fratelli Dalla Via che ha creato Piccolo Mondo Alpino, vincitore premio Kantor 2010, Mio figlio era come un padre per me, vincitore premio Scenario 2013, Drammatica Elementare Walter, i boschi a nord del futuro. La compagnia ha scritto e diretto gli spettacoli per le nuove generazioni Fa’ la cosa faticosa e SBUM! yes we cake. La compagnia ha vinto il premio Hystrio nel 2014. Ha collaborato con vari artisti come attrice, autrice e regista, tra questi Corrado Augias, Serena Sinigaglia, Fabrizio Arcuri, Giulio Casale, Tiziano Scarpa, Natalino Balasso, Petra Magoni, Ferruccio Spinetti, Piergiorgio Odifreddi, Babilonia Teatri, Francesco Niccolini, Marta Zoboli, Carlo Cialdo Capelli. Nel 2019 ha vinto il premio Melato per il teatro.

Agorà è la stagione teatrale itinerante negli otto comuni dell’Unione Reno Galliera, area metropolitana di Bologna: Argelato, Bentivoglio, Castel Maggiore, Castello d’Argile, Galliera, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale. È promossa da Unione Reno Galliera, con il contributo della Regione Emilia Romagna e il patrocinio della Città Metropolitana di Bologna. Direzione artistica e produzione Associazione Liberty. Main sponsor: Hera. Sponsor: Coop Reno, Gruppo Camst, Società Dolce, Emil Banca, Energy Group. Media partner: EmiliaRomagnaCultura. Con la partecipazione di Ater Fondazione, E Bal e con la collaborazione di Biblioteche Associate, ANPI, Premio Giuseppe Alberghini, Piccolo Festival della Divulgazione, Antonio Mastrorocco, Altre Velocità, Le Scuole Biblioteca Pinacoteca di Pieve di Cento, Uscire dal guscio, Music Station (Trebbo di Reno).

Comunicazione e ufficio stampa: Giulia Foschi
comunicazione@stagioneagora.it – 338 6303693

Biglietti 3-14 euro
biglietteria.teatri@renogalliera.it, 333 8839450 – stagioneagora.it