FORLÌ – Teatro Piccolo, Forlì
Martedì 27 ottobre 2026 ore 21
Mercoledì 28 ottobre 2026 ore 10
Accademia Perduta/Romagna Teatri, Fondazione TRG
PAOLA FRESA
Processo a Elena
di e con Paola Fresa
regia Emiliano Bronzino
scene Francesco Fassone – luci Paolo Casati – costumi Roberta Vacchetta
musiche e sound design Andrea Di Falco in collaborazione con Nicola Morucci
regista assistente Ornella Matranga – primo lettore Nicola Borghesi
La Stagione di Teatro Contemporaneo al Piccolo di Forlì inaugura martedì 27 ottobre alle ore 21 con PROCESSO A ELENA, il nuovo spettacolo di e con PAOLA FRESA, diretto da Emiliano Bronzino e coprodotto da Accademia Perduta/Romagna Teatri e Fondazione TRG Torino.
La pièce replicherà mercoledì 28 ottobre alle ore 10 per le Scuole Secondarie di II grado.
Con la Stagione 2026/27 tornano anche gli appuntamenti con “Teatro e Gusto”: nel pomeriggio di martedì 27 ottobre, alle ore 18 presso il Circolo Ricreativo Casa del Lavoratore di Bussecchio, adiacente al Teatro Piccolo, Paola Fresa incontrerà il pubblico per presentare lo spettacolo e approfondirne le tematiche. A seguito dell’incontro verrà servita una piccola cena a prezzo convenzionato (12 €).
Per prenotazioni: 0543 64300 – promozione@accademiaperduta.it.
Già vincitrice del Premio Nazionale Enriquez con il precedente spettacolo P come Penelope, con Processo a Elena Paola Fresa prosegue la sua indagine sull’universo femminile contemporaneo, partendo dalla rilettura delle più importanti figure epiche e mitologiche.
Lo spettacolo
Attraverso il ribaltamento dell’espediente narrativo inventato da Pirandello con Sei personaggi in cerca d’autore, in occasione di una replica, un’autrice si ritrova sul palco abbandonata dal suo personaggio. L’illustre assente è Elena, eroina epica, invitata a parlare in prima persona della triste e famosa vicenda che la vede protagonista. Di fronte al pubblico, costretta a far le veci di colei che non si è presentata, la narratrice si troverà a dover ricostruire la vicenda biografica della principessa di Sparta, affidandone il racconto a coloro che con Elena hanno avuto a che fare. Quel che ne emerge è un processo contro colei che nei fatti è da secoli vittima di un pregiudizio. Nel corso dello spettacolo, il processo a Elena, incarnazione della bellezza femminile, si trasformerà in un processo alla donna, da sempre oggetto di esercizio del potere maschile.
Lo spettacolo si configura come una galleria di testimonianze volte a ricostruire la biografia di Elena in termini assoluti, al di là della specificità del tempo e dello spazio, ma attraverso la soggettività di chi è chiamato a parlare di lei (in ordine di apparizione: Clitennestra, sua sorella; Leda, sua madre; Menelao, il marito tradito; Cassandra, la cognata veggente; Ecuba, la suocera che la odia). Tali testimonianze sono intervallate dagli interventi della narratrice, sorta di “deus ex machina”, chiamata a interpretare il valore di questi contributi in relazione alla domanda generatrice dell’indagine: qual è il potere della bellezza?
Processo a Elena, attraverso la figura epica del personaggio omerico, nella riscrittura contemporanea, indaga una varietà di temi attualissimi: la bellezza come forma di potere da dominare e nella sua doppia accezione di dono e condanna, oltre che come elemento di vacuità e disvalore; l’oggettivazione del corpo femminile; misoginia; violenza di genere e strumentalizzazione della vittima; potere anarchico dell’anadeia, la sfrontatezza, spesso associata alla natura femminile.
Note di regia
Al centro di Processo a Elena c’è un inganno fondativo: l’illusione di poter conoscere la bellezza, di poterla possedere, rappresentare, giudicare. Elena non è solo un personaggio, ma un miraggio collettivo. Tutti la nominano, nessuno la vede davvero. La sua figura esiste nell’intercapedine tra realtà e proiezione, tra corpo e racconto, tra ciò che si mostra e ciò che resta invisibile. Il teatro, luogo per eccellenza dell’illusione, diventa lo spazio naturale di questa indagine. La rappresentazione di Elena non si compie mai, è continuamente promessa e continuamente sottratta. Ciò che lo spettatore percepisce è un riflesso, un’eco, un’immagine che si disfa nel momento stesso in cui prende forma.
L’illusione non è solo inganno visivo, ma meccanismo di potere. È la forza con cui una collettività costruisce e distrugge i propri miti, il modo in cui trasforma una donna in simbolo, un volto in colpa. Ogni testimone del processo – amante, giudice, poeta, nemico – non parla di Elena, ma del proprio desiderio. Il processo, allora, è una messa in scena del nostro bisogno di proiettare, di trovare un colpevole dentro l’immagine che ci affascina.
BIGLIETTI
Prevendite diurne presso la biglietteria del Teatro Diego Fabbri (Corso Diaz 38/1) dal martedì al sabato dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 18 (festivi esclusi).
Prenotazioni telefoniche (0543 26355) negli stessi giorni dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 18.
Biglietti online su Vivaticket.
Prezzo: 10 € (settore unico) + 1 € ddp per biglietti acquistati o prenotati in prevendita. Sui biglietti acquistati online sarà applicata una maggiorazione da parte del fornitore del servizio (Vivaticket). Biglietteria serale presso Teatro Piccolo a partire dalle ore 20.
Info: 0543 26355 – 0543 64300 – www.accademiaperduta.it
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