Strutture nel DNA associate all’inibizione dei tumori

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Sistema per rilevarle illustrato in uno studio firmato anche dall’Università di Parma e pubblicato su Nature Chemistry. Collaborazione con l’Università della California Riverside

PARMA – Come individuare particolari strutture nel DNA associate all’inibizione di forme tumorali? Un sistema per rilevarle è illustrato in uno studio pubblicato su Nature Chemistry che vede coinvolta l’Università di Parma in collaborazione con l’Università della California Riverside. Il campo è quello del DNA G4 strand sensing.

Il lavoro affronta la problematica irrisolta del riconoscimento e della classificazione di strutture complesse di DNA, con particolare riferimento alla presenza di G-quadruplex (G4). I G4 sono in grado di inibire l’azione enzimatica della telomerasi, che porta all’insorgenza di tumori, e quindi svolgono un ruolo importante nel controllo dell’espressione genetica di diversi oncogeni. Pertanto, le strutture G4 sono considerate attraenti target molecolari per terapie contro i tumori con nuovi meccanismi di azione.

Lo studio pubblicato, che vede tra i firmatari Roberta Pinalli e Enrico Dalcanale, docenti del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Ateneo, propone l’uso di un array di recettori molecolari accoppiati a fluorofori in grado di riconoscere e classificare le strutture G4 presenti nel DNA, in modo semplice e non invasivo, senza l’ausilio di leganti specifici per ogni tipo di oligonucleotide.