Strategie per far ripartire spiagge, alberghi, commercio e pubblici esercizi

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Allo studio linee guida e protocolli per arrivare pronti alla riapertura. Coordinati dalla Regione tre tavoli con enti locali, associazioni di categoria e sindacati su spiagge e stabilimenti balneari; strutture ricettive e campeggi; commercio, bar e ristoranti

BOLOGNA – Come far ripartire il turismo e a quali condizioni potranno riaprire hotel, campeggi, locali, negozi e stabilimenti balneari. In attesa delle date certe relative alla fase 2 dell’emergenza coronavirus, la Regione sta mettendo a punto le linee guida e i protocolli su tutte le misure indispensabili per consentire agli operatori turistici e al commercio di riaprire in sicurezza.

Tre gli incontri convocati dall’assessorato regionale al Turismo, commercio e infrastrutture, in collaborazione con l’assessorato alle Politiche per la salute.

logo regione emilia romagnaIl primo sulle strutture balneari che si è tenuto mercoledì pomeriggio; giovedì 23 aprile quello su alberghi e campeggi mentre lunedì 27 aprile si incontreranno i rappresentanti del settore commercio, bar, ristoranti, esercizi pubblici e per cibi da asporto. Partecipano ai tavoli di lavoro rappresentanti degli enti pubblici, delle imprese e delle organizzazioni sindacali.

“Lo sforzo comune sarà quello di garantire una ripartenza sicura con soluzioni adeguate per gli stabilimenti balneari, i servizi alberghieri e turistico-ricettivi, la ristorazione e i pubblici esercizi- spiega l’assessore regionale a Turismo e Commercio, Andrea Corsini-. Stabiliamo regole precise, frutto di una concertazione con tutti i soggetti interessati, dai quali abbiamo avuto grande disponibilità a trovare un accordo e volontà di far ripartire le attività che danno lavoro e identità al nostro territorio. In tempi brevi dobbiamo arrivare alla definizione di protocolli per affrontare la situazione assolutamente inedita che coinvolge tutti i settori dell’economia e della vita quotidiana e per far ripartire turismo e commercio. Le tempistiche saranno decise dal Governo, ma noi lavoriamo per farci trovare pronti.

Va garantita– conclude Corsini- la sicurezza della salute di clienti e personale, e l’impresa, se rispetta i protocolli, deve poter lavorare ed essere sgravata da responsabilità che non gli sono proprie”.