Strade scolastiche, l’Assessore Andrea Bertani in Consiglio comunale: “Un servizio diventato parte integrante della programmazione scolastica e cittadina” (FOTO)

Istituzione strada scolastica in via Colombano, zona Ippodromo

CESENA – “Le strade scolastiche sono uno strumento di sicurezza in cui crediamo fermamente e sul quale continuiamo a lavorare, investendo tempo e risorse per estenderle a un numero sempre maggiore di plessi cittadini. Questo i cesenati lo sanno bene ed è la ragione per cui mantengono alta l’attenzione sul tema”. Lo ha detto l’Assessore alla Sostenibilità Ambientale e Trasparenza Andrea Bertani, intervenuto questo pomeriggio in sede di Consiglio Comunale e rispondendo all’interpellanza a firma del gruppo consiliare Cesena Siamo Noi sul funzionamento e sull’estensione delle strade scolastiche a Cesena.

Come precisato dall’Assessore stesso in apertura, la risposta coinvolge tre diversi ambiti dell’Amministrazione comunale: l’assessorato alla Sostenibilità Ambientale, quello alla Scuola e ai Servizi educativi e il settore Lavori Pubblici e Mobilità. “Anche noi – commenta l’Assessore – teniamo molto alle strade scolastiche che, a Cesena, sono ormai una realtà consolidata in diverse scuole. L’esempio virtuoso di Vigne è quello che portiamo sempre a modello quando proponiamo l’attivazione di una nuova strada scolastica”. Le strade scolastiche sono state istituite in prossimità dei seguenti plessi: Vigne e San Vittore nate tra il 2023 e il 2024,  Villarco nel marzo 2025, Calisese e Ippodromo ad aprile 2025. Prossimamente prenderà avvio anche la sperimentazione in zona Fiorita.

“Proprio per la complessità nell’avvio dell’estensione a nuove realtà e per organizzare al meglio i volontari e le ordinanze in situazioni tra loro molto diverse – argomenta – si è deciso di far partire uniformemente il servizio in tutte le strade scolastiche da lunedì 21 settembre”. Il posticipo, dunque, non ha riguardato singoli plessi, ma è stata una scelta di coordinamento generale, resa necessaria dalla necessità di allineare ordinanze e organizzazione dei volontari.

L’Assessore inoltre ha rivendicato il metodo con cui, a Cesena, vengono attivate le nuove strade scolastiche. “Ogni attivazione – fa sapere – parte da una richiesta che può arrivare indifferentemente dal quartiere, dai genitori o dalla scuola stessa: non è mai un provvedimento calato dall’alto. Da lì si avvia un percorso che prevede un sopralluogo tecnico, incontri dedicati e un lavoro di condivisione con le tre componenti coinvolte, quali scuola, famiglie e territorio, proprio per costruire un servizio che risponda alle esigenze reali e non resti sulla carta. Un percorso che in alcuni casi richiede di superare qualche resistenza, ma che consideriamo «parte fisiologica di un processo partecipato, non un ostacolo da aggirare”.

In relazione al ritardo nell’avvio del servizio, l’Assessore riconosce il disagio delle famiglie: “Comprendiamo perfettamente il disagio vissuto in quei giorni, soprattutto per i bambini delle classi prime al loro primo giorno di scuola primaria, e ce ne dispiace sinceramente. Tuttavia, il fatto che l’assenza per pochi giorni della Strada scolastica sia stata percepita da genitori e bambini come una perdita concreta, quasi uno strappo rispetto alla normalità, dimostra quanto questo servizio sia ormai entrato a far parte del modo in cui la comunità scolastica vive lo spazio davanti a scuola”.

Piedibus e Street for Kids: ‘Una visione più ampia’

Le strade scolastiche non rappresentano un intervento isolato, ma fanno parte di una strategia più ampia sulla mobilità scolastica. “Continuiamo a investire – aggiunge – sui piedibus, che riteniamo un complemento naturale. Non solo riducono il traffico e aumentano la sicurezza davanti ai plessi, ma restituiscono ai bambini l’abitudine a muoversi a piedi in gruppo, in autonomia crescente e in sicurezza, con un beneficio anche sul piano della socialità e dell’attività motoria quotidiana. Nella stessa direzione procedono le iniziative come Street for Kids, pensate per restituire temporaneamente gli spazi stradali ai bambini e alle famiglie e sperimentare concretamente una diversa fruizione dello spazio urbano. Crediamo che questi strumenti, messi in rete tra loro, costruiscano nel tempo una cultura della mobilità scolastica sostenibile e sicura, che va ben oltre la singola giornata di avvio di un servizio”.