Start: serve chiarezza quando si parla di Metromare

64

RIMINI – A proposito di Metromare e dei fatti accaduti a Capodanno si rende necessaria chiarezza. Va fatta, perché quando si tratta di un servizio pubblico è d’obbligo dissociarlo dalla speculazione politica, accentuata dalla campagna elettorale in corso.

In primo luogo Start Romagna esprime vicinanza a tutte le persone infortunatesi in conseguenza di comportamenti irresponsabili.

Quanto al Metromare: Start Romagna ha l’incarico di gestire il servizio sperimentale utilizzando una struttura che gli enti preposti hanno messo a disposizione garantendone la piena sicurezza.

Il servizio viene svolto dagli operatori con grande professionalità ed impegno, nel rispetto delle regole e mai sui bus, come è stato sussurrato, si va oltre la capienza consentita.

Il primo grande appuntamento col Capodanno dei grandi numeri, per l’esperienza di Start Romagna, va in archivio con un bilancio positivo. Tutto è migliorabile, ma è indubitabile che il sentiment a bordo dei mezzi sia stato di gradimento e apprezzamento del servizio e delle sue caratteristiche.

Il Metromare è unico in Italia, innovativo e per certi versi un ‘caso scuola’, ha movimentato circa 15.000 persone in 11 ore, in larga parte sottratte al traffico veicolare privato e pare di buon senso affermare con uno standard di sicurezza ben più elevato.

In riferimento alle interruzioni di servizio avvenute sulla linea del Metromare a Capodanno, i fatti avvenuti sono molto chiari e documentabili. Sono emerse invece su social e organi d’informazione, ricostruzioni fantasiose e strumentali. Quanto al caso più grave, la persona distesa sul tracciato con il bus in arrivo, sarà comunque denunciata anche per contribuire alla chiarezza su quanto avvenuto e con quali responsabilità. Ogni informazione è da subito a disposizione delle forze dell’ordine.

Proprio il sistema di sorveglianza è un valore di riferimento per Start Romagna, presidiato da persone competenti e responsabili, da una tecnologia d’avanguardia che monitora quanto avviene, non solo sul Metromare, ma sugli oltre 21 milioni di km percorsi annualmente dai 600 bus della rete romagnola.