Sostegno alla domiciliarità

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Continuerà fino al 2024 il servizio di assistenza alle famiglie per i propri anziani non autosufficienti, grazie ad un investimento di 116 mila euro per il distretto di Rimini nord

palazzo del municipio RiminiRIMINI – Sostenere la persona non autosufficiente, o parzialmente non autosufficiente, e la sua famiglia nella scelta di permanenza nel proprio domicilio e, contemporaneamente, offre sostegno alle assistenti familiari con l’’obiettivo di qualificare il loro lavoro di cura e avviare un percorso di progressiva integrazione del loro lavoro nella rete dei servizi socio-sanitari. Questi, in estrema sintesi, gli obbiettivi del progetto “’L’assistente in famiglia” che, ormai da dieci anni caratterizza l’offerta di welfare famigliare del distretto socio sanitario di Rimini nord.

Solo nel corso del 2021 sono state più di mille le richieste arrivate allo sportello, di cui circa 450 da parte delle famiglie e poco meno di 600 da parte delle assistenti famigliari, soprattutto – ma non solo – interessate all’incrocio domanda offerta. Grazie ad un investimento di 116 mila euro, sarà prorogato fino al 2024.

Il Servizio si snoda attraverso un’attività di sportello dislocata nel territorio del distretto socio sanitario di Rimini Nord, dove gli operatori accolgono le domande di assistenza segnalate dalle famiglie e le disponibilità delle aspiranti assistenti famigliari. Attraverso un’’attività di informazione, verifica e filtro, gli addetti al servizio predispongono le proposte di incrocio domanda offerta per soddisfare le esigenze espresse dalle famiglie.

Per quanto riguarda le famiglie, le richieste maggiori sono quelle di assistenza con vincolo di convivenza, ovvero a tempo pieno, ma non mancano anche richieste di soluzioni a tempo parziale; sono state chieste informazioni sulle norme che regolano il Contratto Collettivo Nazionale, sui sussidi a favore di anziani non autosufficienti, sulle modalità di erogazione e sui servizi di riferimento presenti sul territorio.

La domanda di assistenza domiciliare è stata espressa soprattutto da famiglie con la presenza di anziani non autosufficienti; i nuclei più isolati e fragili sono stati messi in contatto non solo con i servizi socio-sanitari, ma anche con le associazioni di volontariato in rete con lo sportello tramite invio della newsletter periodica e confronto telefonico o diretto allo sportello. Attraverso un’attività di informazione, verifica e filtro, gli addetti al servizio predispongono le proposte di incrocio domanda offerta per soddisfare le esigenze espresse dalle famiglie.

“Aumentare la qualità della vita dei nostri anziani – spiega Kristian Gianfreda, assessore alla protezione sociale del Comune di Rimini – e aiutare i loro famigliari con azioni concrete a sostegno dei loro care giver. Con questo progetto andiamo a dare strumenti concreti all’obbiettivo per noi prioritario di mantenere il più possibile i nostri anziani in contesti famigliari, o comunque in ambiti di tipo domestico, in grado di valorizzare il contesto relazionali. Questo perché ciò che conta è l’innalzamento della qualità della vita dei nostri anziani, in un contesto di cura famigliare dove, aldilà dei bisogni, sono in grado di svolgere ancora un importante ruolo relazionale. Un obbiettivo su cui investiremo risorse importanti, per esempio anche attraverso strutture di mezzo tra casa e istituti, come case attrezzate per anziani con situazioni di semi autonomia. Soluzioni anche innovative, in grado di ampliare e diversificare l’offerta di servizi alle famiglie riminesi, cercando di plasmarsi il più possibile sulle singole esigenze. Uno sportello dunque che crea welfare ma anche lavoro, incrociando domanda e offerta; un servizio efficace pienamente inserito nella rete dei servizi territoriali con cui collabora e interagisce quotidianamente”.