“Quella che a un primo sguardo può apparire come una dimenticanza o una manutenzione negligente – spiega il vicesindaco Matteo Bongiorni – è in realtà il frutto di un approccio equilibrato, teso a salvaguardare la natura e i suoi ritmi di sviluppo, con innumerevoli benefici per la comunità, pur consentendo alle persone di continuare a fruire appieno, liberamente e in sicurezza, di giardini pubblici e parchi urbani”. Una scelta che si fonda su tre pilastri fondamentali per la salute dell’ecosistema cittadino: maggiore spazio ai fiori selvatici, tutela dell’habitat dei piccoli animali, riduzione dell’inquinamento e degli effetti del calore.
“Eseguire una frequente rasatura “a zero” – aggiunge l’assessore – può provocare la scomparsa di preziosi esemplari locali, favorendo nel contempo l’esclusivo sviluppo di poche tipologie di graminacee molto resistenti. Nelle zone lasciate libere di crescere, invece, può sbocciare un’ampia varietà di fiori selvatici, essenziali poiché garantiscono nettare, polline e semi per molti mesi all’anno”. I corridoi ecologici diventano peraltro un rifugio vitale per le specie che trovano casa tra gli steli incolti: insetti impollinatori come api, farfalle e bombi dipendono in modo cruciale dai fiori spontanei che sbocciano quando l’erba non viene tagliata troppo spesso. Inoltre, l’erba alta offre a ricci, uccelli insettivori e piccoli rettili un riparo sicuro dai predatori e dal calore eccessivo.
“Un beneficio importante – prosegue Bongiorni – lo si ricava anche dal punto di vista del contrasto ai danni causati da inquinamento e calore: il prato lasciato libero di crescere svolge un ruolo fondamentale nel mitigare gli effetti del cambiamento climatico in città. Queste aree verdi, infatti, assorbono maggiori quantità di anidride carbonica, trattengono meglio l’umidità nel terreno e contribuiscono attivamente al raffrescamento dell’aria che tutti noi respiriamo”.
“Condivido, con i tecnici e gli agronomi del Servizio Verde, la necessità di divulgare queste informazioni, che possono aumentare la consapevolezza del valore che il verde urbano ha come patrimonio collettivo e aiutare a comprendere meglio come agiscono le pratiche manutentive correlate. Questo anche alla luce delle segnalazioni che, soprattutto nella scorsa stagione, sono arrivate numerose al Comune, per i prati “tagliati a strisce” che venivano interpretati come un lavoro svolto in modo incompleto. Al contrario – conclude il vicesindaco – mi preme rimarcare che i corridoi ecologici sono il frutto di una scelta ben precisa del Servizio Verde, volta a tutelare lo sviluppo naturale senza compromettere la fruizione delle aree. Una pratica che porta con sé anche un cambio di prospettiva significativo: impariamo a vedere nell’erba alta non un segno di incuria, ma una misura utile a rendere Piacenza più resiliente e sostenibile. Invito tutti i cittadini a scoprire di più su questo progetto e sulla gestione del verde nella nostra città visitando la pagina dedicata sul sito del Comune: comune.piacenza.it/verde.”
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