Domenico Quirico ha iniziato la sua carriera a “La Stampa” alla redazione provinciale di Asti. Del quotidiano torinese è stato poi caposervizio degli Esteri, corrispondente da Parigi e reporter di guerra. Inviato in Paesi come il Sudan, il Darfur, l’Uganda, la Tunisia e l’Egitto, si è occupato tra l’altro delle Primavere Arabe. Nel 2011 è stato rapito in Libia e liberato dopo due giorni, mentre nel 2013, in Siria, rimase sotto sequestro per cinque mesi e venne infine liberato l’8 settembre 2013, grazie ad un intervento dello Stato italiano.
Tra i suoi libri, “Generali. Controstoria dei vertici militari che fecero e disfecero l’Italia” (2007), “Naja. Storia del servizio di leva in Italia” (2008), “Primavera araba. Le rivoluzioni dall’altra parte del mare” (2011), “Gli ultimi. La magnifica storia dei vinti” (2013), “Il paese del male. 152 giorni in ostaggio in Siria” (2013), “Il grande califfato” (2015, Premio Brancati), “Esodo. Storia del nuovo millennio” (2016), “Ombre dal fondo” e “Succede ad Aleppo” nel 2017, “Che cos’è la guerra. Il racconto di chi l’ha vista in prima persona” (2019). “Morte di un ragazzo italiano – In memoria di Giovanni Lo Porto” (2019), “La sconfitta dell’Occidente” scritto con Laura Secci (2019), “Addio Kabul” con Farhad Bitani (2021). Nello stesso anno è uscito “Il pascià. L’avventurosa vita di Romolo Gessi, esploratore”, nel 2022 “Guerra totale. La bancarotta bellicista”, quindi “Quando il cielo non fa più paura, (2023), “Kalashnikov” (2024) e “Le quattro jihad” (2025)
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