Al centro della scena, il vissuto corale dei cittadini di Tebe fa da cassa di risonanza a quanto accade al di là dalle mura della città e fa accadere in scena i rumori dell’assedio, i colori e le immagini terrificanti del nemico, dell’estraneo, dell’altro che da fuori spinge e minaccia l’ordine della città dalle sette porte. Ma l’altro, come ci rivela l’inaspettato scontro alla porta settima tra i fratelli nemici Eteocle e Polinice, ha sempre le sembianze del fratello: la guerra è sempre guerra civile.
Il copione è costruito incastonando nel testo di Eschilo brani di voci attuali che portano sulla scena dati tecnici sulle armi in uso nel nostro tempo, ma anche considerazioni storico-culturali sull’immanenza della guerra ad ogni latitudine, geografica e cronologica, della nostra civiltà. Sulla trama di un testo così costruito, i giovani attori/autori di PoEM si prendono la responsabilità di rappresentare, di far accedere alla realtà aumentata del teatro, i desideri, i punti di forza e di debolezza della generazione dei ventenni: in scena riflettono l’esperienza della guerra nei pensieri, nei gesti, sui corpi dei giovani loro coetanei.
La tragedia di Eschilo si dichiara così necessaria e matrice in grado di generare una presentazione adeguatamente complessa del nostro tempo.
In un’altalena che oscilla tra le parole di Eschilo e le domande del presente su cosa sia, allora come oggi, la guerra, si attiva un cortocircuito energetico tra antico e contemporaneo, complici molti autori, di epoca e cultura diversa, chiamati in causa: Henri Laborit, Sun Tzu, Franklin J. Schaffner, Bertolt Brecht e, soprattutto, James Hillman che orienta la prospettiva mai retoricamente buonista sul tremendo impasto di amore e ferocia che ha il nome divino di Ares, innescando la concentrazione di uno sguardo e la direzione di un pensiero, mai scontato, sulla terribile vitalità di ogni guerra.
ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale, PoEM
SETTE A TEBE
Questo orribile amore per la guerra
Ispirato a I sette contro Tebe di Eschilo
Con i giovani attori di PoEM – Potenziati Evocati Multimediali
regia GABRIELE VACIS
scenofonia ROBERTO TARASCO
cori a cura di ENRICA REBAUDO
BIGLIETTI
Intero Ridotto Mini
Platea 29 euro 26,50 euro 23,50 euro
Prima galleria e palchi 25 euro 23 euro 20,50 euro
Prima galleria con visibilità ridotta 21 euro 19 euro 18 euro
e seconda galleria
BIGLIETTERIA
Teatro Duse – Via Cartoleria, 42 Bologna – Tel. 051 231836 – biglietteria@teatroduse.it
Dal martedì al sabato, dalle ore 15 alle 19 e da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli.
On line: teatroduse.it | Vivaticket | Ticketone
La Stagione del Teatro Duse si svolge in convenzione con il Comune di Bologna – Settore Cultura e Creatività e con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Main Partner: BPER. Funding Partner: Pelliconi.
AL TEATRO DUSE SETTE A TEBE DI POEM CON LA REGIA DI GABRIELE VACIS
Martedì 28 gennaio 2025 | ore 21
Teatro Duse – Bologna, via Cartoleria 42
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