Fsp Polizia: “Cori contro armi e violenza ma poi volano bombe carta e bottigliate. Ragazzi strumentalizzati”

PIACENZA – “Cortei in strada che urlano slogan contro le armi e la violenza a favore della scuola mentre, un minuto dopo, volano bombe carta e bottigliate contro gli agenti in servizio. Per non parlare dell’incursione criminale dentro una scuola elementare di Torino devastata da incappucciati armati di spranghe. Cosa può esserci di più ipocrita e ridicolo? Le brutte scene delle solite aggressioni nei vari cortei per manifestare a proposito del sistema scuola, che si sono viste oggi in tante città d’Italia, sono da condannare fermamente come frutto di consueti comportamenti irresponsabili e, non di rado delinquenziali. Incredibilmente c’è ancora bisogno di ripeterlo: i poliziotti sono in strada per lavorare, per garantire un servizio; non sono in strada per essere il bersaglio della violenza aizzata da abili manovratori politici che strumentalizzano tutti pur di creare disordini, incidenti e ferire chi rappresenta lo Stato. Chi vuole manifestare e soprattutto essere ascoltato deve rispettare le regole, altrimenti non può essere preso in considerazione”.
Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, dopo i vari disordini e tensioni che si sono verificati in diverse città durante i cortei per la scuola.
“Tutti gli organi di informazione hanno dettagliatamente riportato scritte, cori, dichiarazioni di partecipanti ai cortei che hanno chiesto più soldi per la scuola ‘per poter studiare tranquilli’ hanno detto; soldi da togliere al riarmo perché ‘vogliamo più aule non più bombe’ hanno detto. Ebbene le bombe che questi signori non vogliono non devono essere evidentemente quelle che hanno lanciato contro i poliziotti. Bisogna capire che certe fesserie neutralizzano, purtroppo, qualsiasi serio contenuto di una qualsiasi manifestazione. Bisogna capire che quelle donne e uomini in divisa che si trovano per strada durante i cortei sono i genitori o i parenti o gli amici dei compagni del banco accanto, non nemici. Bisogna essere abbastanza svegli da capire quando sono ‘altri’ che vogliono spingere a fare delle cose solo per motivazioni politiche, senza che gli importi nulla della scuola, dei banchi né di nient’altro. I ragazzi si sveglino. I primi che ‘vogliono stare tranquilli’ e che non vogliono ‘più bombe’ sono gli operatori delle Forze dell’ordine che, dopo i cortei, vorrebbero tornare tutti interi a casa”.








