Ha preso il via il 1° novembre la collaborazione europea nata con l’obiettivo di ampliare e rafforzare lo screening, fondamentale per la prevenzione. 46 partner da 22 Stati UE e dalla Norvegia
PARMA – Ha preso il via il 1° novembre il progetto internazionale SOLACE+ (Strengthening the Screening of Lung Cancer in Europe – Pilots, Learning, Uptake and Sustainability), cui l’Università partecipa e che riunisce 46 partner di 22 Stati membri dell’Unione Europea e dalla Norvegia con l’obiettivo di accelerare e standardizzare programmi di screening del tumore del polmone di elevata qualità in tutta Europa.
Il lancio del progetto coincide con il Mese della consapevolezza sul tumore del polmone, sottolineando l’urgente necessità di intervenire contro la neoplasia responsabile del maggior numero di decessi oncologici in Europa.
Il progetto, della durata di tre anni e cofinanziato dal Programma EU4Health, si basa sui risultati ottenuti dal precedente progetto SOLACE, nell’ambito del quale sono state sottoposte a screening oltre 30.000 persone in 11 Paesi. SOLACE ha dimostrato come strategie di coinvolgimento mirate possano raggiungere gruppi di popolazione spesso esclusi dai programmi di screening e ha contribuito a orientare le politiche nazionali di screening in Croazia e in altri Paesi.
SOLACE+ sostiene direttamente il Piano europeo di lotta contro il cancro (Europe’s Beating Cancer Plan) e contribuisce in particolare al pilastro dedicato alla diagnosi precoce, supportando gli Stati membri nell’attuazione della Raccomandazione del Consiglio sullo screening oncologico, che include lo screening del tumore del polmone per i soggetti ad alto rischio.
SOLACE+ supporterà gli Stati membri nella progettazione, pianificazione, avvio, valutazione e ottimizzazione di programmi di screening del tumore del polmone basati sulla tomografia computerizzata a bassa dose (low dose computed tomography, LDCT).
Il progetto si concentra sul coinvolgimento delle popolazioni ad alto rischio e vulnerabili, sul rafforzamento dei sistemi di garanzia della qualità e delle competenze del personale sanitario, sull’integrazione responsabile dell’intelligenza artificiale nei flussi di lavoro radiologici e sulla gestione delle criticità ancora aperte, tra cui la cessazione dell’abitudine tabagica e l’aderenza ai successivi controlli dopo il primo controllo LDCT.
Il progetto valuterà e implementerà strumenti basati sull’intelligenza artificiale per il rilevamento dei noduli, la stratificazione del rischio e l’ottimizzazione dei flussi di lavoro. Queste tecnologie supporteranno i radiologi e le radiologhe migliorando l’accuratezza diagnostica, riducendo i tempi di lettura e favorendo standard qualitativi omogenei tra i diversi centri di screening, mantenendo al contempo la supervisione umana e il giudizio clinico.
Torsten Blum, Co-Coordinatore Scientifico del progetto SOLACE+, ha dichiarato: «Lo screening salva vite se le persone possono accedervi e se la qualità è uniforme. SOLACE ha dimostrato che strategie di coinvolgimento mirate funzionano. Abbiamo sottoposto a screening oltre 30.000 persone in 11 Paesi e siamo riusciti a raggiungere gruppi che spesso rimangono esclusi. SOLACE+ mira a mettere a frutto ciò che abbiamo imparato e ad applicarlo su larga scala».
Rozemarijn Vliegenthart, Co-Coordinatrice Scientifica del progetto SOLACE+, ha aggiunto: «Nell’ambito di SOLACE+ supporteremo 19 Paesi nello sviluppo di programmi di screening sostenibili, equi e basati su evidenze provenienti dalla pratica clinica reale. È così che possiamo trasformare lo screening del tumore del polmone da un obiettivo in una realtà concreta».
L’Università di Parma, sotto la guida scientifica di Nicola Sverzellati, docente di Diagnostica per immagini, parteciperà al progetto SOLACE+ mettendo a disposizione la ventennale esperienza maturata nell’ambito dello screening del tumore del polmone, le competenze di professioniste e professionisti qualificati e l’utilizzo di software di intelligenza artificiale per l’analisi delle immagini. Un contributo che nasce da un patrimonio consolidato di esperienza clinica e tecnologica e che permetterà di sostenere lo sviluppo di programmi di screening sempre più efficaci, equi e accessibili. L’Ateneo parteciperà a SOLACE+ anche con un ruolo di co-leadership in uno dei Work Package del progetto, co-guidato dalla Ricercatrice del Dipartimento di Medicina e Chirurgia Roberta Eufrasia Ledda e dedicato all’integrazione strutturata degli interventi per la cessazione dell’abitudine tabagica nei programmi di screening del tumore del polmone e alla gestione clinica dei noduli sospetti identificati mediante LDCT.
Il progetto è coordinato da EIBIR (European Institute for Biomedical Imaging Research) ed è guidato da Rozemarijn Vliegenthart e Torsten Blum, con il supporto di Joanna Chorostowska-Wynimko e Helmut Prosch, in rappresentanza rispettivamente della European Respiratory Societ (ERS) e della European Society of Radiology (ESR). Il progetto riunisce università, ospedali universitari, autorità sanitarie, associazioni professionali, organizzazioni di pazienti e istituti di ricerca di tutta Europa.
SOLACE+ intende valorizzare questa collaborazione per ottenere benefici concreti sulla salute a livello individuale. Attraverso l’istituzione di programmi di screening sostenibili, il progetto mira a rendere la diagnosi precoce una realtà accessibile a migliaia di persone in più.
Maria, 68 anni, di Atene (Grecia), ha partecipato al progetto SOLACE. Non presentava alcun sintomo, ma nel corso del programma la TC ha rilevato una lesione polmonare che, a seguito di ulteriori accertamenti, è risultata essere un tumore. Raccontando la propria esperienza, ha dichiarato: «Mi considero molto fortunata. Se non avessi partecipato, non mi sarei sottoposta spontaneamente ad alcun esame. Non avevo sintomi che potessero indicare la presenza di un problema. Quando le persone mi chiedono dello screening, dico loro di non avere paura, perché è un gesto di cura verso sé stessi. Ha assolutamente a che fare con l’amore per la propria vita».
Il tumore del polmone rappresenta la principale causa di morte per cancro in Europa ed è responsabile di oltre 250.000 decessi ogni anno. Ogni novembre, il Mese della consapevolezza sul tumore del polmone richiama l’attenzione sull’urgente necessità di intervenire su questa importante problematica di salute pubblica, in larga misura prevenibile. Le evidenze dimostrano che lo screening mediante TC del torace a bassa dose (LDCT) può ridurre la mortalità per tumore del polmone; tuttavia, la sua implementazione rimane disomogenea tra gli Stati membri.
SOLACE+ intende affrontare questa criticità attraverso la creazione di una rete coordinata di implementazione tra diversi Paesi, lo sviluppo di standard comuni e il rafforzamento di capacità sostenibili nel lungo periodo, in linea con gli obiettivi del Piano europeo di lotta contro il cancro (Europe’s Beating Cancer Plan).





