Russi ha ricordato la figura di Alfredo Baccarini, il “Cavour di Romagna”, con un convegno di studi

09-05-2026-RUSSI SALA CONSIGLIO COMUNALE MUNICIPIO – CONVEGNO SU BACCARINI . ANTONIO PATUELLI , VALENTINA PALLI SINDACO , PROF SANDRO ROGARI , IN UNA FOTO ANCHE IL DISCENDENTE DIRETTO DI BACCARINI , ANDREA BOTTIGLIERI

Messa in evidenza l’attualità del pensiero e dei valori dell’illustre russiano, nato 200 anni fa

RUSSI (RA) – Partecipazione attenta e numerosa, sabato 9 maggio, al convegno di studi dedicato ad Alfredo Baccarini (1826-1890), promosso dal Comune di Russi nell’ambito delle celebrazioni per il bicentenario della nascita dell’ingegnere, patriota e Ministro dei Lavori pubblici russiano.

La Sala consiliare del Municipio ha accolto per l’occasione i discendenti diretti di Baccarini, i familiari di Russi e provenienti da fuori regione, la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi e l’ing. Alfieri, presidente del Comitato per il restauro delle opere risorgimentali, appassionati di storia locale e cittadini che hanno preso parte a una mattinata di approfondimento e riflessione, dedicata a una delle personalità più autorevoli dell’Italia post-unitaria. In contemporanea, per favorire la più ampia diffusione possibile, il convegno è stato trasmesso anche in diretta streaming dalla pagina Facebook del Comune.

L’iniziativa ha rappresentato uno dei momenti centrali del programma delle Celebrazioni baccariniane, il calendario di eventi promosso dal Comune di Russi, in collaborazione con Pro Loco Russi APS, per valorizzare la figura e l’eredità civile, politica e istituzionale di Alfredo Baccarini.

Alfredo Baccarini è stato ingegnere, patriota e uomo delle istituzioni, protagonista della vita politica nazionale nella seconda metà dell’Ottocento. Dopo gli studi all’Università di Bologna e l’impegno nei moti risorgimentali del 1848, contribuì alla realizzazione di importanti opere infrastrutturali e idrauliche, legando il proprio nome allo sviluppo ferroviario e portuale del territorio ravennate. Deputato della Sinistra costituzionale e Ministro dei Lavori pubblici per diversi Governi tra il 1878 e il 1883, fu tra i principali interpreti di una visione moderna dello Stato e dell’Amministrazione pubblica.

Ad aprire il convegno è stata la Sindaca di Russi Valentina Palli, seguita dagli interventi di Antonio Patuelli, cittadino onorario di Russi, e di Sandro Rogari, Professore emerito di Storia contemporanea dell’Università di Firenze e presidente della Fondazione Casa Oriani di Ravenna.

I relatori hanno ripercorso il profilo umano, politico e amministrativo di Baccarini, mettendone in luce la modernità del pensiero, il forte senso delle istituzioni e il contributo determinante allo sviluppo infrastrutturale e civile dell’Italia unita. Nel corso della mattinata è emersa con forza l’attualità della figura di Baccarini, protagonista di una stagione politica fondata sul riformismo, sulla competenza tecnica e sulla convinzione che lo Stato dovesse essere strumento di progresso collettivo.
Nella sua opera di ingegnere idraulico, si occupò anche del fiume Lamone e progettò la chiesa all’interno del cimitero cittadino, prendendo ispirazione dal pantheon di Roma. Fino al 1864 fu commissario alla costruzione della ferrovia Ravenna-Castel Bolognese, che attraversa anche Russi, e il suo lavoro quale protagonista della costruzione di gran parte delle linee ferroviarie lo portò a realizzare il progetto di Cavour di unificare l’Italia con le linee ferroviarie. Il 25 giugno del 1882 firmò la nota “Legge Baccarini”, che aveva ad oggetto le opere di bonifica che Baccarini pensava come fondamentali per contrastare la diffusione di malattie e al contempo disciplinare i corsi d’acqua.

«Alfredo Baccarini – ha affermato la Sindaca Valentina Palli – non ha dato solo lustro alla nostra Città, ma è pienamente riconoscibile nella sua figura quell’impulso al progresso sociale e culturale ispirato a criteri liberali e democratici che passavano da Russi e dalla Romagna, tanto che ancora oggi la sua figura risulta di enorme ispirazione e attualità. In questa medesima sala del Consiglio, con Sindaco Remo Cavallo, si celebrò il 29 settembre 1990 il centenario della morte di Alfredo Baccarini, occasione per la quale la nostra città ospitò in visita privata il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Sul portale storico della Presidenza della Repubblica è possibile riascoltare l’intervista che il Presidente rilasciò in quella occasione. Il Presidente della Repubblica lo definì “un grande patriota, grande uomo politico, rappresentante di quella tradizione liberale che ha avuto nel Risorgimento il ruolo di religione della nostra Repubblica”, rappresentante illustre ed illuminato del grande ruolo che la Romagna ebbe nel Risorgimento. Il giornalista che intervistò Cossiga nel 1990, in un passaggio dell’intervista chiede al Presidente: “Cosa insegna Baccarini ai governanti attuali?”. La risposta è semplice tanto quanto attuale: “A governare”».

Nei ringraziamenti la Sindaca ha citato Pro Loco Russi, e in particolare il gruppo di lavoro sul bicentenario (Jenny Cavallo, autrice della pubblicazione Flavus Tiberiis edizioni Longo che sarà presentata in autunno, Luigi Rusticali presidente dell’associazione, Teresitta Pezzi, Riccardo Morfino, Serena Stinchi, Maria Grazia Montanari, Cesare Baldini e Giancarlo Badiali), oltre all’Istituto comprensivo di Russi (che porta il nome di Baccarini) che durante le giornate del Fai grazie al coordinamento della Prof. Federica Moretti ha coinvolto 18 ragazzi come ciceroni nel percorso del Risorgimento, e il Dott. Stefano Silvestroni che ha fatto dono di numerose copie della prima biografia di Alfredo Baccarini, con postfazione di Antonio Patuelli.

«Perché Baccarini è così importante? – ha ricordato il Cittadino onorario Antonio Patuelli,  ripercorrendo con efficacia il contesto storico in cui ha operato -. Innanzitutto per i principi, che sopravvivono, luminosi esemplari, attuali e prospettici, per l’impegno civile, di alta moralità, di forte coerenza per la crescita, civile, economica e sociale insieme. Fu un uomo di cultura, amante della libertà e della democrazia, perché sapeva cos’erano; aveva studiato, viaggiato, aveva sofferto. Ebbe una lunga storia parlamentare, è stato Ministro quattro volte, sempre ai Lavori pubblici. I suoi punti di riferimento, nel Parlamento e nelle Istituzioni erano Benedetto Cairoli, l’unico dei fratelli Cairoli sopravvissuto alle guerre del Risorgimento, e Giuseppe Zanardelli, principale artefice della codificazione nazionale post-unitaria e dell’abolizione della pena di morte in Italia alla fine dell’800».

«Baccarini – ha affermato il Prof. Sandro Rogari, mettendo in luce l’impegno civile e politico dell’illustre russiano – può essere annoverato a pieno titolo tra gli eroi del nostro Risorgimento: lo fu nella giovinezza per il coraggio e l’entusiasmo del volontario, lo fu nell’età matura per l’impegno intellettuale di tecnico e lo fu ancor più nell’età avanzata, per l’impegno etico da politico. Va quindi commemorato come nobilissima figura del Risorgimento nazionale, anche se il suo disegno politico fallì e forse proprio per questo. Volle chiudere gli occhi nella sua Russi, il 3 ottobre 1890, pochi settimane dopo aver commemorato a Pavia con animo commosso l’amico sodale Benedetto Cairoli, scomparso l’anno precedente, e con Baccarini e Cairoli si eclissava quel progetto di partito liberal democratico vicino alle classi subalterne, nel quale avevano fermamente creduto entrambi».

Baccarini fu sensibile ai problemi sociali, favorevole al salario minimo per le classi meno abbienti e fu fermamente avverso alla politica coloniale del tempo. «È stretto dovere della società, il consacrare parte delle ricchezze che si vanno accumulando con il progredire del tempo al miglioramento delle condizioni morali e materiali delle classi inferiori. Facciamo che tutti i nostri concittadini, ricchi e poveri – i poveri più dei ricchi – partecipino ai benefici della progredita civiltà delle crescenti ricchezze ed avremo risoluto pacificamente cristianamente il problema sociale che altri pretenderebbero sciogliere con sovversioni tremende e rovine spaventose» così parlava, citando Cavour, meritandosi la qualifica di “Cavour di Romagna”.

Particolarmente apprezzato anche l’annullo filatelico commemorativo realizzato da Pro Loco Russi APS, che ha richiamato collezionisti e appassionati, offrendo ai partecipanti la possibilità di conservare un ricordo tangibile della giornata.

La registrazione del convegno è disponibile sulla pagina Facebook del Comune.