Cesena

Riparte Civis anch’io, il progetto comunale che coinvolge oltre 650 studenti tra partecipazione e democrazia (FOTO)

L’Assessora Maria Elena Baredi e il Presidente del Consiglio comunale Filippo Rossini incontrano gli studenti nella sala consiliare del Comune

Assessora Baredi: “A scuola viene dedicato troppo poco spazio all’educazione civica, una mancanza questa che non prende in considerazione l’interesse dei giovani alla vita pubblica”

CESENA – La scorsa settimana è ripartita a Cesena l’esperienza di ‘Civis anch’io’, progetto comunale che torna per la seconda edizione e ritrova la sua sede nella sala del Consiglio comunale, luogo in cui si discutono e si costruiscono le politiche per la città e il territorio. Un contesto tutt’altro che casuale, perché l’obiettivo del progetto è proprio quello di avvicinare le giovani generazioni alla vita pubblica, offrendo loro l’opportunità di conoscere dall’interno le istituzioni e sperimentare concretamente il significato della partecipazione civica.

Sono oltre 650 gli studenti iscritti a questa seconda edizione, provenienti dal Liceo Linguistico Statale ‘Ilaria Alpi’, dall’Istituto Tecnico ‘Garibaldi-Da Vinci’, dal Liceo Scientifico ‘Augusto Righi’, dall’Istituto Tecnico Economico ‘Renato Serra’ e dall’Istituto Superiore ‘Pascal-Comandini’. Numero che potrebbe crescere ulteriormente nel corso dell’anno, a conferma dell’interesse suscitato da un percorso che mette al centro i ragazzi e il loro rapporto con la comunità.

L’esperienza si svilupperà attraverso diverse fasi fino a maggio. Dopo i primi incontri con gli amministratori, gli studenti saranno chiamati a elaborare un lavoro collettivo che si tradurrà in un manifesto programmatico: un documento con proposte, idee e riflessioni da restituire all’Amministrazione comunale e alla città. La novità di quest’anno è rappresentata da una simulazione che rende ancora più concreto il percorso. Gli studenti, accolti dall’Assessora alla Scuola e ai Servizi educativi per l’infanzia Maria Elena Baredi e dal Presidente del Consiglio comunale Filippo Rossini, insieme agli altri amministratori che si alternano, vengono suddivisi in gruppi. A ciascun gruppo viene chiesto di individuare democraticamente un rappresentante o portavoce, scegliere una tematica di interesse pubblico, discuterla e infine presentarla all’assemblea. Un esercizio che riproduce, in forma semplificata, alcuni dei meccanismi che caratterizzano il funzionamento degli organi comunali collegiali, Giunta e Consiglio, e permette ai ragazzi di confrontarsi. La partecipazione, così, smette di essere un concetto astratto e diventa un’esperienza da vivere in prima persona.

“Al centro di Civis anch’io – commenta l’Assessora Baredi – c’è proprio l’educazione civica, una materia fondamentale per comprendere i diritti, i doveri e il funzionamento della società, ma alla quale spesso, nella quotidianità scolastica, non viene dedicato tutto lo spazio necessario. Eppure, l’interesse dei giovani per la vita pubblica non manca: ciò che spesso manca sono le occasioni per esprimerlo, approfondirlo e trasformarlo in un contributo concreto. È proprio in questo spazio che si inserisce il progetto, mettendo in relazione studenti e amministratori e creando un luogo di confronto tra generazioni diverse. Un dialogo dal quale possono emergere questioni che riguardano direttamente la vita dei ragazzi, ma anche punti di vista utili a chi è chiamato a prendere decisioni per la comunità. Nel corso dei primi incontri gli studenti ci hanno restituito un confronto tra generazioni diverse, tra chi governa e deve prendere delle decisioni e chi queste decisioni le accoglie. A colpirci – prosegue l’Assessora – è stata anche la solidità delle argomentazioni portate dagli studenti, insieme alla loro consapevolezza e maturità. Le tematiche non sono state imposte dall’alto, ma scelte dai ragazzi stessi, che hanno avuto modo di individuare le questioni più vicine alle proprie esperienze e di confrontarsi su di esse. Anche il dibattito sulla partecipazione giovanile è diventato così un’occasione per riflettere su quanto la politica non coincida soltanto con le istituzioni o con i momenti elettorali, ma attraversi anche le scelte quotidiane e il modo in cui ciascuno vive gli spazi e le relazioni della comunità”.

Ogni incontro inizia nel salone d’Onore di palazzo Albornoz, arredato da un pavimento musivo di epoca romana rinvenuto in piazzetta Fabbri tra il 1997 e il 1998, e termina con la visita alla Biblioteca Malatestiana, prima biblioteca civica d’Italia voluta da Malatesta Novello e consegnata ai cesenati, veri e propri destinatari del bene pubblico.

Condividi
Pubblicato da
Roberto Di Biase

L'Opinionista © since 2008 - Emilia Romagna News 24 supplemento a L'Opinionista Giornale Online
reg. tribunale Pescara n.08/2008 - iscrizione al ROC n°17982 - P.iva 01873660680
Contatti - Archivio news - Privacy - Cookie Policy

SOCIAL: Facebook - X