Rio Saliceto, da mercoledì riapre al transito via Cà de Frati

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REGGIO EMILIA – Da mercoledì mattina riaprirà regolarmente al transito via Cà de Frati, il tratto di Sp 46 in comune di Rio Saliceto da inizio novembre al centro di un secondo lotto di interventi – 5 in totale, da realizzare tra il 2020 ed il 2024, per un costo complessivo di 3,2 milioni di euro – programmati dalla Provincia, d’intesa con i sindaci dell’Unione dei Comuni Pianura reggiana.

Il cantiere attualmente in corso prevede l’allargamento di un ulteriore tratto di oltre mezzo chilometro di Sp 46 utilizzando anche un piccolo canale che è stato tombato dal Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale in queste settimane, comportando inevitabilmente – per ragioni di sicurezza – la chiusura al transito della strada, ovviamente tranne residenti e autorizzati. Concluso questo intervento, da domani via Cà de Frati tornerà ad essere regolarmente percorribile fino alla nuova fase di lavori, che saranno gestiti dalla Provincia di Reggio Emilia e partiranno – a seconda delle condizioni meteo – tra fine gennaio e i primi di febbraio con ulteriori modifiche alla viabilità.

Il cantiere avviato a novembre unisce i lotti delle annualità 2021 e 2022 per un investimento di 1,3 milioni di euro, grazie anche ai finanziamenti previsti dal piano quinquennale del Ministero delle Infrastrutture per la manutenzione straordinaria della rete viaria di Province e Città metropolitane. A giugno 2021 era stato invece ultimato il primo lotto, da 1 milione di euro, che aveva comportato il completo risanamento e l’allargamento da 6 a 8,5 metri di un tratto di circa 500 metri di Sp 46, nonché la sistemazione di un tratto di 850 metri di cui 150 metri costituiti da una zona particolarmente cedevole tale da essere assimilata ad una situazione in frana.

L’obiettivo di questi interventi – che si concluderanno tra il 2023 e il 2024 – è quello di mettere in sicurezza quest’arteria che collega Rio Saliceto, Fabbrico e Rolo e che presenta diverse criticità, essendo stata pensata e realizzata decine di anni fa, per volumi di passaggio e mezzi con dimensioni certamente differenti da quelli attuali, per di più costruita su di un argine, quindi particolarmente soggetta ad avvallamenti.