Rimini, liberate Patrick Zaki

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Ad un anno dalla carcerazione il comune aderisce alle iniziative di Unibo e di Amnesty International. Lunedì sera il Castel Sismondo sarà illuminato di giallo

RIMINI – Il Comune di Rimini aderisce alle iniziative organizzate dall’Università di Bologna e da Amnesty International insieme a studenti, docenti, cittadini e sindaci di diverse città, per condividere i tanti appelli e i messaggi provenienti da tutto il paese: voci unanimi che chiedono fortemente giustizia e libertà per lo studente egiziano Patrick Zaki.

A un anno esatto dallo stato di fermo del giovane studente dell’Alma Mater, lunedì 8 febbraio, alle 9.30, è previsto un appello ancor più accorato per chiedere fortemente la sua libertà, affinché possa tornare dai suoi cari e riprendere il suo percorso di studi e di vita. A questo scopo l’Università di Bologna ha organizzato un evento online, aperto a tutti, sulla pagina Facebook ( https://www.facebook.com/unibo.it ) e Youtube Unibo ( https://www.youtube.com/user/UniBologna ) per presentare al Presidente della Repubblica l’insieme delle città italiane che, in questi mesi ed in modi diversi, hanno mostrato attenzione per Patrick.

Un’attenzione per la quale il Comune di Rimini ha subito accolto positivamente anche la richiesta avanzata dal Gruppo di Rimini di Amnesty International, che ha chiesto di illuminare di giallo, sempre lunedì 8 febbraio,  un monumento o luogo simbolo della città, in occasione del primo anniversario dell’incarcerazione di Patrick. Un’iniziativa nazionale, a cui parteciperà anche il Comune di Rimini con un gesto di grande efficacia virale e potenza espressiva, che vedrà – lunedì sera – Castel Sismondo illuminato di giallo.  

Proprio su questa stressa lunghezza d’onda e condivisione di idee che lo scorso 12 dicembre la Presidente del Consiglio Comunale Sara Donati e la Vicesindaco Gloria Lisi avevano aderito all’iniziativa proposta dall’Associazione “InOltre”,  sottoscrivendo la lettera per la richiesta di scarcerazione di Patrick Zaki e affiggendo, all’ingresso del Consiglio Comunale, un “ritratto di parole” che tracciano il viso dello studente detenuto in Egitto.

Ricordiamo che esattamente un anno fa – il 7 febbraio 2020 – Patrick George Michael Zaki Soliman è stato arrestato all’aeroporto del Cairo, mentre stava tornando a casa per un breve periodo di pausa prima di iniziare il suo secondo semestre di studi all’Università di Bologna, dove si era iscritto al Master europeo GEMMA in Studi di genere e delle donne. Da allora Patrick Zaki è in stato di fermo: ha compiuto i suoi 29 anni nel carcere di Tora, dove si trova, e dove continua ad aspettare, tra ripetuti rinvii di udienze e rinnovi di custodia cautelare, l’esito della sentenza che dovrà decidere delle sue sorti. Patrick era arrivato in Italia nel settembre 2019 con una prestigiosa borsa di studio Erasmus Mundus, ottenuta dopo un rigoroso processo di selezione che ha visto quasi seicento domande da parte di studentesse e studenti di tutto il mondo, con 29 borse assegnate in tutta Europa di cui 3 a Bologna.