L’incontro potrà essere seguito anche in diretta video sul canale youtube Archibiblio web.
LA SCHEDA (a cura degli organizzatori)
Mark Twain, pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens, è una delle figure più emblematiche della letteratura americana. Nato il 30 novembre 1835 a Florida, nel Missouri, e morto il 21 aprile 1910 a Redding, nel Connecticut, cresce in un’America ancora giovane, segnata dalla frontiera, dalla schiavitù e da tensioni sociali in fermento, nella cittadina di Hannibal, sulle rive del Mississippi, dove assimilò fin da piccolo l’oralità popolare, le contraddizioni della società americana e il fascino del grande fiume, che diventerà uno dei simboli portanti della sua opera. L’ambiente in cui visse la sua infanzia – ricco di racconti, superstizioni, personaggi eccentrici e tensioni razziali – fu il laboratorio naturale della sua immaginazione narrativa. Il vertice della produzione di Twain si colloca tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta del XIX secolo, con la pubblicazione di The Adventures of Tom Sawyer (1876) e The Adventures of Huckleberry Finn (1884). Questi due romanzi, apparentemente dedicati al mondo infantile, sono in realtà dense allegorie della condizione americana. Tom Sawyer è un inno all’infanzia libera e selvaggia, ma anche un sottile ritratto dell’ipocrisia degli adulti e delle convenzioni sociali. Huckleberry Finn, più cupo e radicale, affronta il tema della schiavitù, del razzismo e della libertà con una lucidità sorprendente.
Twain è stato un pensatore originale, un critico sociale ante litteram, capace di smascherare le ipocrisie dell’America ottocentesca con una lingua viva, tagliente e profondamente democratica. La sua opera continua a essere studiata e riletta non solo per il suo valore letterario, ma anche per il suo contributo alla costruzione dell’identità culturale americana. Nei suoi testi convivono leggerezza e profondità, gioco e impegno, localismo e universalismo. È proprio in questa dialettica che risiede la sua grandezza. In un’epoca come la nostra, segnata da polarizzazioni, tensioni razziali e crisi culturali, la voce di Twain risuona ancora con forza. Egli non è solo un classico: è una coscienza. E come tutte le grandi coscienze letterarie, continua a farci riflettere, sorridere, e talvolta tremare.
Per il ciclo “Anatomie della mente”, anno XVIII, 2024-2025
► Il programma completo degli appuntamenti culturali della biblioteca comunale Ariostea di Ferrara alla pagina: http://archibiblio.comune.fe.it
Link diretto al canale youtube Archibiblio web con le dirette e l’archivio delle registrazioni degli incontri: https://www.youtube.com/channel/UC1_ahjDGRJ3MgG45Pxs90Bg
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