Piacenza

Primo giorno di scuola, il saluto della sindaca Tarasconi

PIACENZA – Il primo giorno di scuola racchiude sempre un’emozione intensa. Per chi comincia un percorso nuovo, per chi ritrova gli amici con cui sta crescendo, per chi riabbraccia la parte più umana e vitale del suo lavoro tra bambini e ragazzi. A ciascuno vorrei rivolgere l’augurio sincero che sia un anno all’insegna del dialogo, dell’incontro, della scoperta e dell’ascolto reciproco. Perché chiunque possa sentirsi, tra i banchi, accolto come a casa. Perché l’aula sia un luogo dove si impara a conoscere sé stessi e gli altri, dove ci si misura innanzitutto con la sfida di mettersi in gioco e di impegnarsi, senza mai rinunciare a coltivare amicizie ed esperienze.

La scuola è la nostra prima porta sul mondo: un patrimonio di cultura, conoscenza e relazioni che ci dà gli strumenti per il nostro futuro, il luogo in cui costruiamo giorno per giorno la nostra identità tra opportunità, sogni e regole di convivenza civile. Mi piace pensare, in un tempo purtroppo segnato da conflitti, diseguaglianze e mutamenti di portata enorme, che le scuole siano oasi di pace, giardini in cui continuano a sbocciare fiori colorati e bellissimi: lo dobbiamo in primis all’impegno dei docenti e di tutto il personale che, nei diversi ruoli, contribuisce a mantenere un presidio educativo dalle radici forti, ma con rami protesi verso l’orizzonte.

Certo, anche in classe le sfide sono sempre più complesse: accompagnare nuove generazioni di cittadine e cittadini consapevoli, garantire punti di riferimento in una realtà che disorienta, gestire in modo responsabile l’uso dell’intelligenza artificiale e difendere, come la risorsa più preziosa, quella emotiva. Quest’anno, poi, affrontiamo insieme – facendo squadra tra Comune, Ufficio scolastico territoriale e dirigenti, che ringrazio – un cambiamento importante come la riorganizzazione in istituti comprensivi, ma ci prepariamo anche a festeggiare l’apertura di nuove strutture, spazi e servizi dedicati a bambini e ragazzi.

In fondo, la campanella non suona solo per chi varca quel portone, o per le famiglie che salutano sulla soglia, guardando alla scuola con fiducia e riconoscenza: è un richiamo per noi tutti, per non dimenticare che non si smette mai di imparare, se davvero continuiamo a volerlo.

                                                                                                             Katia Tarasconi

Sindaca di Piacenza

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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