Oltre 100 scatti, raccolti e selezionati dallo Studio Paritani di Rimini, un’attenta ricerca che riportala data e il nome delle attività ancora attive o chiuse da tempo.
Le foto sono raccolte in un volume – a cura dell’Agenzia NFC – che ripercorre gli anni delle botteghe a Rimini, dei sarti, dei macellai, dei locali.
“Le vetrine sono quadri, occhi aperti sulla strada – scrive l’assessore Pulini nell’introduzione al volume che accompagna la mostra – Sono sipario e palcoscenico di un teatro dedicato al commercio. Sono il frontespizio di un libro che annuncia un archivio di parole e di relazioni pronto per essere sfogliato e letto. (…)
La vetrina è il luogo in cui si annuncia, oltre al prodotto, il suo costo specifico. Anche in ragione di questo la vetrina diviene luogo del diaframma e del desiderio, del richiamo, ma anche della distinzione dei clienti in classi sociali. L’insieme di quelle soglie trasparenti finisce per rappresentare la città stessa e se potessimo fare una storia delle botteghe avremmo, in parallelo, anche un virtuale racconto della città.
L’avvento della fotografia, verso la metà dell’Ottocento, ha permesso di aggiungere ai teorici documenti d’archivio anche le immagini di quel che sono e sono state le vetrine di Rimini e la mostra di oggi costituisce un’antologia di quel particolare modo di narrare un centro storico”.
La mostra sarà allestita negli spazi della Far fino a domenica 8 ottobre.
Il 5 ottobre (ore 21) è invece previsto un incontro con l’Ordine dei Ragionieri Commercialisti nel quale saranno trattati problemi relativi al piccolo commercio, con la partecipazione tra gli altri del giornalista Primo Silvestri.
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