Resoconto Manifestazione Nazionale Rete Scuola in Presenza – 10 Aprile 2021 Roma

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               La Dott.ssa Sara Gandini con parte della delegazione bolognese

BOLOGNA – Il giorno 10 Aprile, si è tenuta a Roma in Piazza del Popolo la manifestazione della Rete Nazionale “Scuola in presenza” alla quale ha partecipato, tra i circa 500 stimati, anche una delegazione dei comitati bolognesi Scuole Aperte a Bologna!, Scuola in Presenza Bologna e ApriAMO le Scuole Bologna.

Scandito l’appello al suono delle campanelle dei Comitati venuti dalle varie regioni italiane, si sono susseguiti gli interventi del pedagogista Daniele Novara, della bio-statistica ed epidemiologa Dott.ssa Sara Gandini, del giurista Gianfrancesco Vecchio e di Fiammetta Borsellino, figlia del giudice ucciso nella strage di via d’Amelio, nonché vari interventi di ragazzi e ragazze di scuole superiori e università.

                Fiammetta Borsellino con parte della delegazione bolognese

Nel suo intervento di altissimo impatto e significato, la Borsellino ha sottolineato che le limitazioni delle attività didattiche in presenza favoriscono la dispersione scolastica, terreno fertile per la criminalità organizzata: “Mio padre – ha sottolineato –  era fortemente convinto che la lotta alla mafia si fa soprattutto con la conoscenza a scuola che ti insegna a ragionare con la tua testa; negando questo diritto oggi stanno uccidendo per la seconda volta mio padre che nei giovani ha creduto e per i giovani ha lottato”. 

Altro momento ad altissimo impatto, quello in cui la Dott.ssa Sara Gandini ha sottolineato come la salute di un Paese sia un concetto molto più ampio del solo rischio del contagio e come questa battaglia sia stata innescata dalle madri, donne e lavoratrici: “Le mamme queste cose le sanno, e non per niente sono le prime che sono scese in piazza. Le mamme sono coloro che conoscono i loro figli e vanno ascoltate. Il sapere delle donne deve essere diffuso, perché ci sono competenze femminili che non vengono tenute in considerazione e questo Paese deve tenerne conto”.

Istruzione come diritto fondamentale che deve rimanere svincolato dall’automatismo del colore delle regioni, che devono organizzarsi per permettere lo svolgimento in presenza della didattica nelle scuole di ogni ordine e grado.

Conclude Alessandro Paccagnini, tra i fondatori della Rete: “Sono un papà e vi riporto una storia di “apparente normalità”; i miei figli stanno bene, vanno bene a scuola, ma stanno 8 ore al giorno davanti a un computer; al di là dell’apparente normalità la verità è che tutti i nostri ragazzi SONO STATI SPENTI; queste manifestazioni sono poco partecipate perché ormai LE PERSONE SONO STATE SPENTE! Noi adulti abbiamo spento gli adolescenti, così non può andare e non ci fermeremo”.

In Emilia-Romagna i giovani delle superiori torneranno a scuola ma solo per il 50%. Loro, esclusi dalla Scuola da un anno, sono ancora i più colpiti.

La Scuola deve essere considerata attività essenziale e quindi svincolata dal sistema dei colori.

I giovani sono il futuro dell’intero Paese. E non ci fermeremo fino a quando non avremo la certezza che la Scuola e l’Istruzione vengano considerati, quali sono, bene essenziale e diritto inalienabile.

Comitato Scuole Aperte a Bologna!

Comitato La Scuola in Presenza Bologna

Comitato ApriAMO le Scuole Bologna