Il Comune approva le linee guida per la concessione a chi vive in condizioni di grave marginalità
PIACENZA – Via Diciassette Ottobre: è questa la denominazione della residenza fittizia per le persone senza fissa dimora nel Comune di Piacenza. Un indirizzo virtuale concesso per garantire il diritto all’iscrizione anagrafica, come previsto dalla normativa nazionale, anche a chi non dispone di un’abitazione stabile, ma ha comunque il proprio domicilio sul territorio cittadino.
La Giunta ha approvato nei giorni scorsi le linee guida che regolano questo strumento amministrativo, fondamentale sia per assicurare il monitoraggio corretto ed efficace della popolazione residente, sia per chi ne fruisce: è infatti la condizione necessaria per accedere ai servizi sociali e al sistema sanitario (a cominciare dal medico di base), nonché per ottenere i documenti di identità, esercitare il voto e sottoscrivere un regolare contratto di lavoro, prendere la patente o ricevere un sussidio economico. “Parliamo di prestazioni sociali di livello essenziale – spiega l’assessora al Welfare Nicoletta Corvi – che le persone non potrebbero vedersi riconosciute senza un indirizzo convenzionale di riferimento e un recapito postale. Le linee guida ci danno un orientamento preciso nella gestione di queste pratiche, favorendo il controllo su situazioni di irregolarità e valorizzando il ruolo del Terzo Settore, in collaborazione con il Comune, nel dare supporto a chi ne ha più bisogno e promuovere percorsi di inclusione sociale”.
Il riferimento è l’e-book pubblicato da Istat nel marzo di quest’anno, redatto con l’ausilio dell’Associazione nazionale Ufficiali di Stato Civile e Anagrafe. La residenza fittizia potrà essere concessa su presentazione di un’apposita domanda di iscrizione, accompagnata da una dichiarazione che contenga gli elementi utili a dimostrare un effettivo radicamento sul territorio: luoghi frequentati, relazioni sociali, servizi utilizzati, eventuale attività lavorativa o assistenziale, su cui la Polizia Locale potrà effettuare verifiche. “Grazie all’interazione tra i vari Servizi coinvolti (Sociali, Demografici ed Elettorale, Sportelli Polifunzionali) – aggiunge l’assessore ai Servizi al Cittadino Simone Fornasari – possiamo affrontare le diverse questioni che emergono garantendo un approccio specialistico per ciascun ambito di competenza, ma al tempo stesso in sinergia tra tutti i settori”.
Le linee guida comunali stabiliscono inoltre che l’indirizzo “via Diciassette Ottobre” non possa essere attribuito a soggetti domiciliati presso abitazioni con occupazione non regolare (ad esempio, subaffitti, contratti non registrati) e che sia cancellato per coloro che, dopo un lungo periodo senza contatti con i servizi pubblici o il territorio, vengano dichiarati irreperibili dall’ente.
“Attualmente, a Piacenza, sono 173 i beneficiari di una residenza fittizia riconosciuta: non si tratta solo di cittadini in carico ai servizi sociali – precisa l’assessora Corvi – ma anche di persone segnalate da strutture sanitarie come il Sert e i Centri di Salute Mentale o da organismi quali Caritas, Avvocati di Strada e altre realtà che operano per aiutare chi si trova in condizioni di grave fragilità”.
Il documento in fase di adozione ufficializza anche il servizio di fermo posta presso la “Stazione di Posta” di via Gaspare Landi, indispensabile per ricevere comunicazioni ufficiali e garantire l’effettivo esercizio dei diritti amministrativi. “Abbiamo fatto tesoro proprio dell’esperienza preziosa dei primi due anni di attività di questo presidio – aggiunge Nicoletta Corvi – e delle tante richieste di residenza fittizia presentate lì, talvolta anche in modo improprio. E’ diventata sempre più evidente la necessità di formalizzare un iter che fosse semplice, diretto ma al tempo stesso basato su criteri ben definiti, frutto di un lungo lavoro di condivisione tra gli uffici dell’Unità operativa di promozione dell’integrazione sociale e dei Servizi demografici, elettorali e Sportelli Quic, nonché di un confronto importante attivato con gli esperti di Anusca e con altri Comuni: da Torino a Padova, da Roma a Milano. Ringrazio tutti per l’impegno e la sensibilità, sottolineando anche il contributo della sezione locale dell’associazione Avvocati di Strada e di tutta la rete dei soggetti attivi in città nella gestione della marginalità estrema, cui abbiamo sottoposto il testo ottenendo anche la loro validazione”.







