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Regione: Territorio

Verso il nuovo Piano di controllo ai cormorani: confermati gli interventi negli allevamenti ittici, no da Ispra all’estensione alle acque libere e ai laghetti di pesca sportiva. L’assessore Mammi: “Prendiamo atto del parere vincolante, ma non ne condividiamo l’esito. La nuova proposta recepiva le precedenti indicazioni dell’Istituto. Approfondiremo le motivazioni e chiederemo con urgenza un incontro a Ispra, anche alla luce dei Piani approvati in altre Regioni”

BOLOGNA – “Confermiamo il Piano di controllo rivolto agli allevamenti ittici, che sarà approvato nella prossima seduta di Giunta. Allo stesso tempo, prendiamo atto del parere non favorevole di Ispra sulla parte che prevedeva l’estensione degli interventi ai laghetti di pesca sportiva e alle acque libere, ma non ne condividiamo l’esito. Come Regione abbiamo infatti recepito le principali osservazioni formulate dall’Istituto nel 2025 e costruito, sulla base di quelle indicazioni, una nuova e solida proposta, più circoscritta negli ambiti di intervento e con un obiettivo chiaro: tutelare la biodiversità e gli equilibri degli ecosistemi acquatici, conciliando la salvaguardia della fauna ittica con le attività economiche e sociali legate alla pesca. Siamo convinti che la protezione dell’ambiente debba andare di pari passo con il riconoscimento del valore che queste attività rappresentano per i nostri territori”.

Così l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Alessio Mammi, dopo il parere contrario e vincolante espresso da Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, sulla nuova proposta della Regione, che puntava a estendere il Piano di controllo del cormorano, fino ad oggi limitato alla tutela degli allevamenti ittici, anche alle acque libere e ai laghetti di pesca sportiva. La richiesta di estensione, formulata in linea con i Piani approvati in altre Regioni e a seguito del primo parere dell’Istituto, che lo scorso anno aveva chiesto ulteriori approfondimenti, individuava precisi ambiti di azione, motivando per ciascuna area la necessità di intervenire.

“Il nostro Piano non mette in discussione la protezione del cormorano, ma parte dalla necessità di tutelare la biodiversità nel suo insieme: l’avifauna, le specie ittiche autoctone e gli ecosistemi acquatici, insieme alle attività economiche e sociali che da essi dipendono- prosegue l’assessore-. È un equilibrio che riteniamo importante salvaguardare, intervenendo sui diversi fattori di pressione che oggi interessano le nostre acque, dal cambiamento climatico alle specie invasive, fino alla predazione da parte del cormorano. Come Regione abbiamo lavorato proprio in questa direzione, con l’obiettivo di conciliare le esigenze di conservazione della specie con la salvaguardia della fauna ittica e degli ecosistemi acquatici”.

Il cormorano

Il cormorano è una specie protetta ai sensi della legge 157 del 1992 e della direttiva europea 2009/147/CE. La normativa prevede tuttavia la possibilità di deroghe in situazioni eccezionali, ad esempio in presenza di danni gravi alle produzioni. Per questo la Regione Emilia-Romagna, nel pieno rispetto del quadro normativo nazionale ed europeo, ha già attivato un articolato sistema di prevenzione, indennizzo e gestione.

Il Piano in approvazione conferma quanto previsto dal precedente Piano quinquennale di controllo del cormorano, consentendo, in casi specifici, anche interventi di prelievo, effettuati da personale formato e limitatamente alla tutela delle attività di allevamento ittico.

“L’azione della Regione non si fermerà al parere ricevuto- conclude Mammi-. Chiederemo con urgenza un incontro a Ispra per approfondirne le motivazioni, anche alla luce dei Piani già approvati in altre Regioni, con i quali riteniamo che la nostra proposta sia in linea, pur tenendo conto delle caratteristiche geografiche, ambientali e socioeconomiche peculiari dell’Emilia-Romagna, che la distinguono da altri territori. Allo stesso tempo, consideriamo necessario arrivare a criteri metodologici uniformi e condivisi a livello nazionale. Proprio per questo, a marzo scorso ho scritto ai ministri competenti chiedendo di promuovere un coordinamento nella gestione della specie e di istituire un tavolo tecnico finalizzato all’elaborazione di un Piano nazionale di vigilanza sul cormorano. L’obiettivo è conciliare la protezione dell’avifauna con la salvaguardia della biodiversità ittica autoctona e delle attività economiche e sociali legate alla pesca”.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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