Lunedì 21 settembre la Giornata mondiale dell’Alzheimer, l’impegno dell’Emilia-Romagna per un fenomeno in continuo aumento: oltre 93mila gli ultra65enni in regione affetti da demenze, più del 70% seguiti dai servizi sociosanitari. L’assessore Fabi: “Rafforziamo la rete di supporto per una presa in carico sempre più efficace e capillare. Famiglie e caregiver non possono essere lasciati soli nella cura dei loro cari”
BOLOGNA – In una regione che invecchia sempre di più (oltre 1 persona su 4 ha più di 65 anni), cresce in Emilia-Romagna la platea di persone affette da demenze. Una prevalenza nella popolazione regionale pari a 25,2 casi di per mille abitanti, in aumento rispetto all’anno precedente, quando si era attestata a quota 23.
Un incremento legato anche alla maggiore capacità dei servizi sanitari e sociosanitari nell’intercettare le persone con demenza: l’Emilia-Romagna, infatti, è stata pioniera fin dal 1999 nella realizzazione di una rete che supporta i pazienti, le famiglie e i caregiver. In totale si stima che sul territorio regionale siano presenti circa 93.723 persone affette da demenza. Di queste, il 74%, oltre due terzi, sono intercettati e seguiti dai servizi sanitari e sociosanitari. Le classi d’età più rappresentate sono quelle tra i 75 e gli 89 anni e, soprattutto, oltre i 90 anni.
I dati aggiornati sono contenuti nella relazione sullo stato di avanzamento del progetto regionale demenze per il 2025, pubblicata sul sito SalutER in occasione della Giornata mondiale Alzheimer di lunedì 21 settembre. Nel report sono descritti anche gli ambiti prioritari di attività e di ricerca, con un particolare focus dedicato al contrasto allo stigma e al supporto alla domiciliarità.
“L’allungamento della vita e l’invecchiamento della popolazione sono conquiste straordinarie, ma ci chiedono di ripensare e rafforzare i nostri servizi, perché vivere più a lungo significhi anche poter contare su una rete di cura e di prossimità capace di accompagnare le persone fragili e chi gli sta vicino- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Queste patologie coinvolgono profondamente tutte le famiglie e, in particolare, i caregiver: vogliamo sostenerli e per questo stiamo lavorando a una presa in carico sempre più efficace, che comprenda la diagnosi precoce, la cura, la riabilitazione e l’assistenza domiciliare. In Emilia-Romagna abbiamo costruito negli anni una rete importante, ma non possiamo considerare questo un punto di arrivo: sanità e sociale devono lavorare sempre di più insieme, rafforzandola e sostenendola perché sia sempre più strutturata e capillare”.
Grazie al Fondo nazionale demenze 2024-26, la Regione Emilia-Romagna ha investito oltre 1,8 milioni di euro, sviluppando diverse linee progettuali tra cui il supporto agli interventi psicosociali per i pazienti e chi li assiste. Sono state coinvolte tutte le Aziende sanitarie regionali e tra i progetti sostenuti spiccano Caffè Alzheimer, i Meeting center, gli interventi di stimolazione cognitiva, le terapie occupazionali, le Comunità amiche. Fondamentale la collaborazione con gli Enti locali e soprattutto il volontario e il Terzo settore. Una novità che ha riguardato in particolare l’anno scorso è stata lo sviluppo del Welfare culturale, ha posto le basi di un progetto regionale che mette in contatto il mondo della cultura con i professionisti dei centri dedicati ai disturbi cognitivi e alle demenze per la fruizione del patrimonio artistico regionale.











