L’Appennino bolognese ha il suo presidio di giustizia: inaugurato a Marzabotto il nuovo Ufficio di prossimità dell’Unione. L’assessora Mazzoni: “Il processo civile telematico è un’opportunità, ma la digitalizzazione non deve escludere”
BOLOGNA – Due sportelli per accorciare le distanze con la giustizia in montagna. È stato inaugurato oggi pomeriggio a Marzabotto, in via Lama di Reno 30/A, il nuovo Ufficio di prossimità dell’Unione Appennino Bolognese. È il secondo attivato nella Città metropolitana di Bologna dopo Molinella e opererà in modo diffuso con una sede a Marzabotto e una a Castel di Casio, con il coinvolgimento anche del Comune di Alto Reno Terme.
L’Unione è stata tra le prime realtà in Emilia-Romagna ad aderire al progetto regionale ed è l’unica della provincia bolognese ad aver mantenuto l’adesione, proprio in un territorio dove il bisogno di servizi di prossimità è più avvertito. L’Unione può contare inoltre su un’Istituzione dedicata alla gestione dei servizi sociali, che favorirà l’integrazione del nuovo Ufficio.
“Portare la giustizia dove la distanza si fa sentire di più è una scelta di responsabilità- ha affermato l’assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni-. Il processo civile telematico è un’opportunità, ma senza un supporto può diventare una barriera per chi non ha strumenti o competenze. Ringrazio quindi in primo luogo il presidente del Tribunale di Bologna, Liccardo, i giudici tutelari, Scognamiglio della Volontaria giurisdizione, l’Unione Appenino Bolognese, il Comune Alto Reno e partener tecnici di Lepida, per aver contribuito a fare nascere questo presidio importante. Un lavoro di squadra che ci permetterà di garantire un’innovazione capaci di non produrre esclusione”.
Lo sportello fornisce supporto gratuito per amministrazione di sostegno, autorizzazioni al giudice tutelare e orientamento giuridico. Il progetto è sostenuto dalla Regione con risorse del Poc Governance e nasce dal Patto per la giustizia del gennaio 2024.








