Regione: Forestazione

Vivai forestali pubblici dell’Emilia-Romagna, dalla Regione 400mila euro nel 2026 per rilanciarli: piante autoctone per la tutela della biodiversità, ricerca e formazione nell’ambito di ‘Mettiamo radici per il futuro’. L’assessora Allegni: “Sosteniamo strutture strategiche e un patrimonio di competenze e conoscenze al servizio del territorio”

logo regione emilia romagnaBOLOGNA – Prosegue il piano di rilancio dei vivai forestali pubblici dell’Emilia-Romagna, a supporto del programma “Mettiamo radici per il futuro”. Con uno stanziamento complessivo di 400mila euro per il 2026, la Giunta regionale ha approvato due nuove convenzioni: una relativa al vivaio “I Monti” a Castelluccio di Porretta, sull’Appennino bolognese, l’altra al “Giardino delle erbe officinali” a Casola Val Senio, nella collina ravennate. Due realtà che contribuiranno a fornire piante per il progetto della Regione, il cui obiettivo è mettere a dimora 4,5 milioni di alberi – uno per ogni abitante dell’Emilia-Romagna – distribuendoli gratuitamente a enti locali, associazioni, cittadine e cittadini.

Le due nuove convenzioni rappresentano un’ulteriore tappa del piano di rilancio della vivaistica pubblica dell’Emilia-Romagna, avviato circa tre anni fa con il potenziamento dei vivai forestali pubblici di Castellaro a Galeata (Fc), gestito in amministrazione diretta, Zerina a Imola (Bo), per cui è previsto un contributo di 90mila euro all’anno, e Scodogna a Collecchio (Pr), per il quale vengono stanziati 60mila euro annui.

“Con queste risorse proseguiamo nel rilancio dei vivai forestali pubblici regionali, strutture strategiche per la tutela della biodiversità e per la produzione di piante autoctone di qualità- sottolinea l’assessora regionale ai Parchi e Forestazione, Gessica Allegni-. Investire sulla vivaistica pubblica significa rafforzare uno degli strumenti attraverso cui possiamo sostenere interventi di forestazione e rinaturalizzazione e accrescere il patrimonio verde dell’Emilia-Romagna, coinvolgendo enti locali, associazioni, cittadine e cittadini. I nostri vivai svolgono una funzione che va oltre la produzione delle piante- conclude Allegni-: custodiscono risorse genetiche forestali, sviluppano attività di ricerca, formazione ed educazione ambientale e, soprattutto, un patrimonio di professionalità, competenze e conoscenze che è importante preservare”.

“I Monti”, un vivaio pubblico sull’Appennino bolognese

Situato nel territorio comunale di Alto Reno Terme, a 1.000 metri di altitudine, “I Monti” è il vivaio forestale pubblico posto alla quota più elevata tra quelli presenti in Emilia-Romagna. La convenzione per il suo ripristino e la successiva gestione coinvolge la Regione Emilia-Romagna, proprietaria dell’immobile, il Comune di Alto Reno Terme, cui la struttura è affidata in concessione, i Carabinieri Forestali del Comando Tutela Biodiversità e l’Accademia Nazionale dell’Agricoltura.

L’obiettivo è restituire piena funzionalità al vivaio e farne una struttura a supporto della tutela della biodiversità, della conservazione delle risorse genetiche forestali e delle attività di ricerca, formazione ed educazione ambientale. “I Monti” produrrà piante forestali di provenienza locale, destinate prioritariamente agli enti pubblici, e fornirà materiale vegetale per interventi di forestazione e riforestazione. Tra le attività previste anche la conservazione e la propagazione del germoplasma, cioè il patrimonio genetico, proveniente dai boschi da seme e dagli alberi monumentali regionali, oltre alla propagazione di varietà selezionate di castagno da frutto da legno.

La struttura sarà inoltre un punto di riferimento per attività di ricerca, sperimentazione, divulgazione e formazione e per l’assistenza tecnica a enti pubblici, cittadine e cittadini, associazioni e imprese nell’ambito delle campagne di distribuzione delle piante forestali. La convenzione resterà in vigore fino al 31 dicembre 2031, con possibilità di rinnovo per altri sei anni. Per il ripristino funzionale del vivaio e la realizzazione delle attività previste, la Regione ha stanziato circa 300mila euro per il 2026, cui si aggiungeranno 90mila euro all’anno per la gestione e la produzione di materiale vegetale.

Il “Giardino delle erbe officinali” sulla collina ravennate

La seconda convenzione, siglata con l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Romagna, riguarda il “Giardino delle Erbe Officinali” di Casola Val Senio, nella collina ravennate. La struttura rappresenta un punto di riferimento per la conservazione della biodiversità vegetale, la ricerca, la divulgazione e la formazione nel settore delle piante officinali, con attività rivolte anche a enti pubblici, scuole, cittadine e cittadini e operatori del settore.

La convenzione, in vigore fino al 2034, prevede la conservazione e l’ampliamento delle collezioni di specie officinali e autoctone, la realizzazione di nuove aree espositive e aiuole tematiche, il potenziamento della produzione vivaistica e della raccolta di semi. A queste attività si affiancano iniziative didattiche e divulgative, laboratori ed eventi rivolti alle scuole e alla cittadinanza. Nell’ambito di “Mettiamo radici per il futuro”, il progetto può contare su un finanziamento di 100mila euro all’anno e prevede la messa a disposizione di circa 5mila piante erbacee e arbustive e di semi di 50 specie, destinati a supportare gli enti pubblici e gli interventi di rinaturalizzazione.