Regione: Contrasto alle povertà

Sovraindebitamento, la Regione investe 450mila euro per sostenere famiglie e cittadini in difficoltà. L’assessora Mazzoni: “Vogliamo offrire risposte concrete e sostegni calibrati alle persone e alle famiglie in difficoltà, prevenendo l’aggravarsi delle situazioni di fragilità e accompagnando chi è già sovraindebitato verso soluzioni sostenibili e una reale possibilità di ripartenza”

logo regione emilia romagnaBOLOGNA – L’Emilia-Romagna conferma e rafforza l’impegno nel contrasto alle fragilità economiche e alle crisi finanziarie che colpiscono cittadine e cittadini.

La Giunta ha approvato, nell’ultima seduta, il nuovo programma biennale 2026/2027 mettendo a disposizione un fondo complessivo di 450mila euro per sostenere interventi territoriali dedicati alla prevenzione, al contrasto e alla composizione delle crisi da sovraindebitamento (in attuazione della legge regionale n. 28/2019).

I dati più recenti mostrano come la vulnerabilità economica non riguardi solo chi è privo di occupazione, ma coinvolga sempre più spesso nuclei familiari con lavori precari o a basso reddito (working poor), gravati dall’aumento del costo della vita e delle spese incomprimibili come bollette e beni alimentari. Secondo le stime 2025 in Emilia-Romagna, pur collocandosi tra le regioni italiane con i livelli più contenuti di rischio di povertà ed esclusione sociale, circa 366mila persone (pari all’8,2% della popolazione) si trovavano in condizioni di rischio di povertà o esclusione sociale. Tra queste, ben 299mila (6,7% della popolazione) si stima sia rischio di povertà monetaria e oltre 76mila in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale.

L’Avviso pubblico licenziato dalla Regione mira a strutturare una rete di protezione omogenea su tutto il territorio per evitare che situazioni di povertà temporanea o persistente si trasformino in crisi finanziarie croniche ed esclusione sociale.

“Il nostro obiettivo è offrire risposte concrete e sostegni calibrati alle tante famiglie che, pur lavorando, si trovano in affanno a causa salari bassi, inflazione e conseguente erosione del potere d’acquisto- afferma l’assessora regionale a Legalità e Contrasto alle povertà, Elena Mazzoni-. Il sovraindebitamento è un fenomeno complesso che va intercettato prima che sfoci nell’emarginazione o nell’esclusione sociale. Grazie a queste risorse, mettiamo a sistema e rafforziamo le competenze di Enti locali, Terzo settore, Ordini professionali ed Enti Organismi di composizione della crisi, garantendo un’ampia copertura territoriale e affiancando le cittadine e i cittadini con percorsi di educazione finanziaria, mediazione e orientamento perché possano liberarsi definitivamente dai debiti. Si tratta di una misura di giustizia ed equità: gli emiliano-romagnoli, nessuno escluso, devono sentire le istituzioni vicine soprattutto nei momenti più delicati della loro vita”.

Il provvedimento e le modalità di partecipazione

Il programma mette in campo una dotazione complessiva di 450.000 euro, distribuita in 150.000 euro per l’esercizio finanziario 2026 e 300.000 euro per l’esercizio 2027. La Regione interverrà cofinanziando fino all’80% del costo totale di ciascun progetto sostenuto, prevedendo un contributo massimo di 70.000 euro per singola iniziativa a fronte di un costo minimo progettuale fissato a 15.000 euro.

Per garantire un approccio coordinato e capillare, possono candidarsi come soggetti capofila gli Enti Locali (sia in forma singola che associata), le Asp/Asc e gli enti del Terzo settore registrati al Runts. Requisito fondamentale per accedere ai contributi è la costituzione di una rete di partenariato che includa gli ordini professionali o gli organismi di composizione della crisi (Occ).

Le proposte progettuali ammesse dovranno garantire obbligatoriamente un pacchetto completo di interventi che va dall’avvio e potenziamento degli sportelli di informazione e preistruttoria all’informazione verso i cittadini sui canali di aiuto, fino allo sviluppo di una rete di accesso multicanale che coinvolga servizi sociali, sportelli comunali, patronati e Terzo settore. I progetti dovranno inoltre curare la valutazione multidimensionale delle posizioni analizzando reddito, spese, debiti, situazione abitativa e competenze finanziarie dei richiedenti.

Nell’ambito di questi percorsi personalizzati trova spazio la prevenzione rispetto al ricorso a forme di credito ad alto costo o informali, affiancata da interventi pratici di educazione finanziaria sulla gestione del bilancio domestico e da azioni di supporto per l’accesso a contributi a sostegno del reddito e per le spese essenziali, quali affitto ed energia. Verranno inoltre condotte attività di mediazione con banche e gestori per rinegoziare o sospendere i pagamenti, unitamente alla fase preistruttoria per le procedure di composizione della crisi. A completamento del percorso, le iniziative prevedono un monitoraggio continuo nel tempo per prevenire ricadute, l’orientamento verso i servizi per il lavoro, la salute e la formazione professionale, la formazione continua per il personale e i volontari coinvolti, nonché l’attivazione di tavoli territoriali di coordinamento tra soggetti pubblici e privati.

A integrazione di queste azioni, le progettazioni potranno facoltativamente introdurre misure aggiuntive volte a rafforzare la rete. Tra queste rientrano la stipula di protocolli d’intesa con i Tribunali per uniformare le prassi operative, la realizzazione di piattaforme informatiche condivise per la gestione integrata della documentazione preistruttoria e la garanzia della totale gratuità delle procedure di esdebitazione a favore dei debitori incapienti.

Tutti i soggetti interessati potranno inviare le proprie candidature esclusivamente attraverso l’applicativo web disponibile sul portale ER Sociale al link https://sociale.regione.emilia-romagna.it/leggi-atti-bandi, a partire dalle ore 10 del 1^ settembre 2026 ed entro le ore 12 del 30 settembre 2026. Le attività e i progetti ammessi dovranno quindi essere completati entro il 31 dicembre 2027.