Regione: Casa

Verso la riforma della legge regionale sulle politiche per l’abitare: parte da Bologna il percorso di ascolto dei territori. L’assessore Paglia: “Dobbiamo costruire una nuova risposta ai bisogni abitativi dell’Emilia-Romagna. Casa non è solo avere quattro mura, ma una comunità intorno, servizi di prossimità che funzionano, una rete che non ti lascia solo nel bisogno”

logo regione emilia romagnaBOLOGNA – Negli ultimi anni il tema della casa ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle politiche pubbliche. L’aumento dei costi dell’abitare, la difficoltà di accesso alla locazione per molte famiglie, i bisogni emergenti di studenti, giovani lavoratori, anziani e nuclei fragili, ma anche le esigenze di sostenibilità ambientale, rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio pubblico, richiedono un aggiornamento degli strumenti normativi e delle politiche regionali.

E domani, venerdì 16 ottobre 2026, a Bologna con due appuntamenti, prima di scrivere la riforma della legge regionale 24 del 2001, si parte dall’ascolto diretto delle istituzioni, parti sociali e mondo economico, ma anche di chi gestisce, opera e soprattutto vive nei quartieri popolari.

Dopo la giornata di apertura del 15 settembre, prende così il via il percorso di ascolto sui territori per costruire una riflessione condivisa sul futuro delle politiche abitative regionali e raccogliere contributi utili a una riforma capace di rispondere alle sfide sociali, economiche e demografiche dei prossimi anni.

“Se vogliamo davvero riformare la legge 24 del 2001 non possiamo partire dalle stanze dei bottoni- dichiara l’assessore regionale alle Politiche abitative, Giovanni Paglia–. Vogliamo una legge che tenga insieme il diritto alla casa come diritto fondamentale e non come merce, che rafforzi il ruolo pubblico di Acer e Comuni, che metta al centro la dimensione sociale dell’abitare e che riconosca che senza comunità non c’è sicurezza, non c’è coesione, non c’è nemmeno manutenzione che tenga. Lo facciamo partendo dall’ascolto, perché una politica abitativa degna di questo nome non si fa per le persone ma con le persone”.

L’iniziativa di Bologna fa parte di un programma più ampio di confronto e partecipazione che nei prossimi mesi coinvolgerà enti locali, Aziende Casa, organizzazioni sindacali, rappresentanze economiche, associazioni del terzo settore, professionisti ed esperti, con l’obiettivo di raccogliere proposte e individuare strumenti innovativi per governare le trasformazioni in corso nel sistema abitativo regionale.

I due appuntamenti a Bologna

In accordo con il Comune di Bologna e la Città Metropolitana, viale Aldo Moro ha selezionato luoghi particolarmente rappresentativi delle questioni sull’edilizia residenziale pubblica. Il primo appuntamento pubblico locale, promosso dalla Regione Emilia-Romagna, si terrà oggi, 16 ottobre, presso la sala della Casa di quartiere Katia Bertasi (Via Aristotile Fioravanti, 18/3), e segna l’avvio del percorso che porterà alla revisione della legge regionale sulle politiche per l’abitare.

Alla sessione di lavoro della mattina seguirà, nel pomeriggio, un momento laboratoriale presso il padiglione del giardino Joe Cassano, nel comparto delle Popolarissime. Il laboratorio raccoglierà i punti di vista di operatori e abitanti su prospettive e aspirazioni di cambiamento dell’abitare, su esigenze specifiche e contingenti e su possibili percorsi di empowerment per le persone in condizioni di fragilità, vulnerabilità o disagio sociale. L’obiettivo è comprendere quali strategie di sviluppo adottare per le future politiche abitative e quale policy mix costruire nei contesti Erp, alla luce dei cambiamenti sociodemografici attuali e di lungo periodo.

Il laboratorio metterà intorno allo stesso tavolo operatori di Acer, servizi sociali e politiche abitative dei Comuni, educatori, Ausl, cooperative sociali che fanno accompagnamento, associazioni e realtà del Terzo settore impegnate in attività di prossimità e animazione territoriale, fondazioni, sindacati e, soprattutto, rappresentanti degli abitanti, capiscala e figure di comunità. L’obiettivo è far emergere i nuovi bisogni complessi e differenziati, come sono cambiati negli ultimi anni e come evolveranno, quali pratiche funzionano e dove invece si inceppano i percorsi di accompagnamento, quali opportunità di empowerment possono essere costruite per persone in condizione di fragilità e vulnerabilità. Un confronto che servirà a definire il mix di interventi che dovrà stare dentro la nuova normativa regionale, perché la rigenerazione non sia solo strutturale ma sociale e di comunità.