Referendum, a Modena al voto in 25 mila: 3 sì 2 no

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Nel capoluogo alle urne il 19 per cento degli elettori. Non ottengono la maggioranza i quesiti sulla legge Severino e sulle misure cautelari

MODENA – Sono stati tra i 25.490 e i 25.518, a seconda delle schede ritirate in base ai quesiti, i modenesi che domenica 12 giugno hanno votato per i Referendum sulla giustizia che non hanno raggiunto il quorum del 50 per cento a livello nazionale. L’adesione al voto, quindi, che nel capoluogo è stata del 19 per cento degli aventi diritto, su 134.023 elettori.

Il voto nei 190 seggi ordinari e in quelli speciali si è svolto con regolarità e lo scrutinio delle cinque schede si è concluso intorno alle 2.30 della notte.

Nella città di Modena tre quesiti hanno visto prevalere il Sì e due il No (legge Severino e misure cautelari), i risultati sono da considerare ancora provvisori.

Per la riduzione dell’incandidabilità, prevista dalla legge Severino, a seguito di sentenze definitive di condanna per delitti non colposi (scheda rossa) hanno votato Sì 11.325 elettori (45,42 %), No 13.608 (54,58 %).

Per la limitazione del ricorso alle misure cautelari (scheda arancione) hanno votato Sì 11.943 elettori (48,18 %), No 12.847 (51,82 %).

Per la separazione delle funzioni dei magistrati (scheda gialla) hanno votato Sì 17.342 elettori (70,20 %), No 7.360 (29,80 %).

Per la partecipazione dei membri laici alle deliberazioni dei Consigli giudiziari (scheda grigia) hanno votato Sì 16.840 elettori (68,77 %), No 7.647 (31,23 %).

Per ridurre i requisiti per l’elezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura (scheda verde) hanno votato Sì 17.007 elettori (69,42 %), No 7.493 (30,58 %).

Le schede bianche e nulle sono state, nei diversi quesiti, tra le 584 e le 1.003.

Nei giorni precedenti il voto l’Anagrafe comunale, con l’apertura straordinaria tra giovedì a domenica, ha rilasciato 1.093 tessere elettorali e 110 carte d’identità. Nella giornata di sabato son o stati cinque gli scrutatori che non si sono presentati ai seggi, immediatamente sostituiti per garantire l’apertura regolare delle operazioni di voto.